Un racconto breve, un immagine onirica datata 1996. Jonathan Macini ci fa assaggiare le sue liriche introducendoci alla sua opera magna, recentemente pubblicata dalle Edizioni Willoworld: Le Rivelazioni di Giovanni Meraviglio.

Ero seduto sulla poltrona. Una serata come le altre. Guardavo la candela ardere sul tavolo, a qualche passo di distanza. Mentre ammiravo la sua danza, lei s’impossessò di me.
Oltre la fiamma, a ridosso della parete, c’era la mia libreria. Scaffali di noce gravidi di storie. I mondi della mia giovinezza, le uscite d’emergenza da una realtà troppo spesso amara.
Mentre mi perdevo nel gioco di luce della fiamma, la prospettiva incominciò a cambiare. La realtà non aveva più peso. La libreria dietro la candela, da sfumata che era, divenne nitida. Avevo chiuso totalmente il diaframma del nervo ottico. Un effetto da sballo!
La fiamma ardeva esattamente sopra la terza fila di volumi. Lambiva il legno dello scaffale, lasciando una striscia scura, sprigionando un sottile fil di fumo. Ma in pochi secondi quell’innocua fiammucola aveva già raggiunto il primo libro. Il fumo si fece più intenso, la fiamma divenne torcia. La libreria stava bruciando.
Io me ne rimasi fermo ad osservarla. Non ero per niente allarmato. Un po’ sbalordito, forse. Vidi le parole prendere fuoco, ed il fumo che mi avvolse aveva il loro profumo.
Tra tutte quelle che ricordo, questa fu sicuramente una delle morti più belle.

Jonathan Macini 1996

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