DIO É ALTO TRE METRI (ed é bellissimo!)

dio

“Davvero credete che i testi sacri siano stati scritti da Dio?
Sono stati scritti da uomini.
Uomini così fanaticamente narcisisti
che hanno creduto di poter scrivere come Dio.”

0001

“E qualcosa di nuovo accadde,
ma gli Uomini erano troppo angosciati dalla morte
per potersene accorgere.”

Il Sole affrontava la sua agonia con regalità e potenza, fermo…Lucente.
Impercettibilmente la Terra rallentava ancora la sua danza,
mentre la Luna seguiva frenetica il balletto cosmico delle sfere.
E così per ogni stella, galassia, tutto era strattonato dalle invisibili forze.

Gli vicende umane si ripetevano,
spinte dalle inconsce pulsioni di dominio e predominio,
come una complessa reazione atomica dopo il punto di non ritorno.

E fu proprio durante un ennesimo test radioattivo,
(che l’uomo effettuava sulla sua pelle e sul suo territorio)
che qualcosa di nuovo avvenne…

Non fu il Sole, ne la Luna a fermarsi.
Neanche l’uomo si fermò a contemplare la sua ignoranza,
ne si fermarono le sconosciute leggi che costruiscono la realtà.

Semplicemente Dio si svegliò.

L’onda sismica si era propagata fino al suo rifugio,
una sfera perfetta di metallo pesante,
il nucleo del pianeta chiamato Terra.

L’essere perfetto aprì gi occhi di luce, riconobbe l’energia dell’atomo e
si maledì per aver non essersi svegliato prima.

E la sfera si dischiuse come un bocciolo d’immane bellezza,
liberando Dio dalla sua culla di calore.

Tutta la terra ebbe un fremito di emozione,
le piante riconobbero il respiro divino,
piegando i loro rami come in segno di antico rispetto e di riconoscenza.
Tutti i fiori immaturi generarono colori e profumi celestiali,
mentre il vento era gonfio di un’invisibile polvere velenosa.

L’Uomo fu il solo a non accorgersi del prodigioso risveglio,
immerso com’era nella scabrosa Illusione e nell’angoscia della morte.

0010

“La notte più oscura
non e quella che voi concepite come notte
in quanto essa e solo un imperfezione dei vostri sensi
Il buio che dovreste davvero temere
si chiama Abisso ”

Dio si mosse per incontrare i suoi figli che avevano diviso l’indivisibile.
E la sua volontà divenne azione:
il corpo di Dio, l’unico a sfuggire alla tortura della decomposizione,
si eresse immenso nel ventre bollente della terra.

Strinse le ciclopiche mani, oscuramente eleganti, sapienti,
mentre fiamme indescrivibili cingevano il suo corpo titanico.
Perfetta e indistruttibile la luce divenne carne,
la più desiderabile e sensuale per ogni donna,
la più imponente e dominante per ogni uomo,
da rendere un palestrato steroideo una caricatura della sua imponenza.

Perché egli ci creò a sua immagine e somiglianza,
non a sua uguaglianza…
Perché anche un bambino è simile al padre, ma immaturo e gracile.
Solo Dio è uguale a se stesso, con il suo corpo unico e misterioso.

Ineguale era il suo fascino e la sua tremenda imbarazzante bellezza,
tale da far arrossire i diamanti e farli apparire come pallidi rubini.
Dio allora mosse il primo passo verso la luce di suo figlio Sole,
fiorendo dalle profondità inaccessibili,
assorbendo da esse la linfa della mortalità e dell’esistenza.

Il suo corpo alto tre metri esatti fiorì dalla putrida terra di un cimitero e
le cripte, le croci, le statue e le alcove, lapidi e tombe,
tutto collassò durante il suo violento parto,
come se la morte gli avesse ceduto il dominio di quel posto.

E la grande fossa sotto di lui si richiuse come si comporta l’acqua
dopo aver inghiottito un macigno.

“Che cazzo è successo?”

Tuonò Dio

“Chi divide le segrete forze dell’atomo?
Chi ha costruito posti così tristi? Chi vi tortura, figli miei!”

Ma nessuno rispose, perché nessun uomo visitava i morti di notte,
come se il buio fosse riuscito ad oscurare la luce del sole e della ragione
per sostituirvi il grigio manto della superstizione e della paura.

Solo un vecchio corvo si posò sulla gigante spalla di Dio,
scusandosi della sua bruttezza davanti alla sua perfezione.

0011

“E nessuno rispose al suo richiamo ”

Dio si accorse di essere nudo al cospetto di se stesso,
e non ne ebbe alcuna vergogna.

Il suo virile fallo oscillava nella brezza primaverile,
guidato dal movimento sinuoso e inarrestabile delle cosce.
I glutei marmorei rilucevano per la straordinaria purezza della pelle,
liscia e dura come un metallo indeformabile, meravigliosamente nera.

La criniera ferina non subiva il potere del vento:
come guidata da forze indipendenti si arruffò in tre pesanti trecce,
due delle quali ricadevano sul petto come un regale copricapo,
mentre l’altra, di un metro più lunga,
si snodava simile a un bianco serpente lungo la schiena.
Dio si ergeva nel cimitero devastato, solo, con il suo tormento:

“Un altro Dio vi comanda e vi condanna a questa tortura?”

Disse allora guardandosi attorno.
Poteva percepire l’eco del pianto versato in quel piccolo cimitero,
permeato di un isterico dolore insanabile, l’angoscia della morte,
l’insensata paura dell’imputridimento rigido.

“Un altro dio vi comanda! Un Dio che divide l’indivisbile,
che vi ha divisi, messi l’uno contro l’altro, l’uno contro se stesso!”

Ma nessuno rispose, perché era ancora notte.
Dio decise allora di illuminare con imparziale potenza tutta la Terra,
affinchè ogni Uomo potesse comprendere che il giorno e la notte
esistono solo se l’uomo si illude che il sole esista solo per lui.

L’uomo aveva però perduto da molte generazioni
la comprensione dello spazio per colpa del concetto di “Tempo”.
E quel gesto di carità fu interpretato dai suoi figli,
così certi dell’infallibilità del “Tempo”, come una terribile catastrofe.

Dio aveva unito tutti gli uomini sotto un’unica luce
e loro temevano che i demoni dell’oscurità gli stessero minacciando.

L’altissimo ordinò allora all’altro Dio di presentarsi e di scontrarsi con lui.

“Manifestati maledetto! Dio dell’Angoscia e dell’ignoranza!
L’Uomo è mio figlio e sono qui per difenderlo!”

Ma come nessun uomo udiva ancora le sue parole e
nessun Dio oscuro si presentò tra le fiamme sferzando colpi di frusta.
Nessuno rispose…Nessuno…

0100

“Dio capì che i suoi figli
non lo avrebbero mai più riconosciuto ”

L’enorme essere, nero e possente, si incamminò verso la civiltà.
La roccia e la pietra si ammorbidivano per allietare il suo cammino,
ma si ritrovò presto su di una crosta gommosa e ruvida, lunga e dritta. Era divisa per metà da una striscia biancastra e sudicia di colore,
percorsa ora in un senso, ora nell’altro da uomini rinchiusi
dentro meccanismi di ferro e petrolio.
Sfrecciavano talmente veloci da non accorgersi della sua presenza.
E Dio ordinò al metallo di fermarsi,
e la macchina rallentò senza ragione umana.

“Che è successo?”

disse l’uomo a sua moglie

“Non va più…non va…ci stiamo fermando…”

Subito la donna si rivolse preoccupata al marito

“Che vuol dire –ci stiamo fermando- ?”

“Che ci stiamo fermando, che cazzo può voler dire?!

“Ma la benzina l’avevi messa? Sarà l’olio?”

“Non lo so! Non lo so! Se non mi rompi più le palle adesso te lo dico!”

La Panda accostò accanto a Dio, ma nessuno dei due riuscì a vederlo.
La donna vedeva solo il suo appuntamento mancato, il ritardo,
lo stress di una spiegazione, l’angoscia del cambiamento di programma.
L’uomo vedeva solo le sue mani sporche di morchia ed il motore
per accorgersi che non era più il sole ad illuminarlo,
ma una luce universale potente e antica.

Dio rimase impietrito da quella cecità,
dal nervosismo della donna che si divorava le unghie,
dalla ridicola meticolosità con cui l’uomo cercava il guasto che non c’era.

“Che cosa vi hanno fatto, figli miei…”

E liberò il metallo dalla sua volontà,
la macchina si rimise in moto vomitando gas tossici e rumore.

“Te l’avevo detto che era la candela e tu niente,
sempre a rompere i coglioni…la benzina…andiamo, siamo in ritardo…”

0101

“E l apostolo si accorse
che quello che stava scrivendo era buono per lui.
E continuò, assieme agli altri 11 dominatori,
a scrivere la Bibbia.’

Dio si incamminò lungo il ciglio della strada statale.
Le macchine sembravano sempre più veloci e isteriche,
sorpassi azzardati, l’incoscienza dell’onnipotenza da guida.
E una fanfara di Clacson e moccoli accolse Dio nel suo mondo.

I Divini occhi immagazzinarono la deprimente schiavitù dell’Uomo,
si tinsero del buio cosmico innaffiato di stelle e tutto si fermò.
Solo Dio riusciva a camminare ignorando il tempo,
il mondo sembrava un dipinto olografico e tridimensionale.

L’essere alto tre metri si avvicinò ad un’altra macchina, poi un’altra,
studiando le espressioni dei suoi figli con inappellabile perfezione.
Lo sguardo offuscato e disattento, una cataratta insondabile di grigiore,
ogni uomo sembrava esprimere solo un’abissale incoscienza del cosmo.

“MICHELE!”

L’urlo di Dio avrebbe distrutto ogni cristallo e reso sordo ogni orecchio,
ma non si propagò nel tempo degli uomini: viaggiò nello spazio arrivando alle orecchie di Michele l’istante prima che Dio avesse Urlato.
L’Arcangelo distese le ali di corvo e cadde dalle sfere come un fuso,
presentandosi davanti a Dio l’istante prima che urlasse.
Mi chiederete, amici lettori, che fine avesse fatto allora l’urlo di dio.
Dio non urla mai, è l’uomo che urla…e quindi non ascolta.

“Bensvegliato, capo.”

“Stavo giusto per chiamarti, figlio mio…
Chi si è intromesso tra me e i miei figli!
dimmelo e lo ficco in un buco nero a pedate nel culo.”

“Ti riferisci alla confusione, Babbo miracoloso? E questo non è nulla!
E le guerre infondate costruite dai media?
Le lobby economiche che gestiscono ogni politica umana?
I condizionamenti mass-mediatici fomentatori di paranoie psicotiche?
La dispersione della coscienza, la sovrappolazione, carestie, genocidi…”

“Mammone e la sua schiera! E’ colpa sua, allora!”

“No, mammone è morto di colesterolo e Lucifero dice che non c’entra.”

“Allora chi cazzo è!” tuonò dio dall’alto dei suoi tre metri

“Nessuno, divino babbino… Nessuno tranne loro stessi.”

0110

“Triste è il figlio
che non ricorda più il nome di suo padre’

“Michele, se stai scherzando ti strappo quelle ali di merda.”

“Nessun Dio li domina o sottomette…fanno tutto da soli…”

“Ora mi incazzo…”

“L’ultima volta per poco non anneghi tutti.”

“Questa volta lo faccio.”

“Prova a parlare, prima…”

“Parlare? PARLARE?!”

“Perché no? L’ultima volta non è andata bene, è vero, ma…”

“Ma un cazzo! Ora te li inficco a te 3 chiodi nella carne…”

“Ma tu non sei Cristo.”

“Per questo ora spacco tutto!
Porgi l’altra guancia è tutta roba sua, io non l’ho mai detto!”

“Calmati…pensa ai pochi uomini che ancora ricordano il tuo nome…”

“Esistono ancora?”

“Certamente…”

“Quanti sono?”

“Uno solo.”

Allorchè Dio si incazzò davvero,
gonfiò tutti i muscoli e respirò profondamente.

“Nove miliardi di stronzi e uno solo ricorda il mio nome…”

“Babbo santissimo e trittico…”

“Che c’è ancora?”

“E’ una donna…il suo nome è Emanuela…”

“Adesso spalmiamo un po’ di teste, michele…
e dopo mi porterai a conoscere questa pischella.”

0111

“E Dio finalmente salì sulla Terra
per stroncare di cazzotti
la feccia che infestava il suo pianeta.’

“FECCIAAAAA!”

Dio tornò nel tempo umano irrompendo nell’autostrada.
Un camion l’urtò con violenza esplodendo come un raudo.

“SIETE DEGLI INGRATI DI MERDA! FECCIAAAA!”

Le fiamme invasero subito le corsie,
una cinquantina di macchine si stavano sbriciolando l’una sull’altra,
in una danza di incidenti a catena e grida mute di terrore.
Michele imbracciava due Uzi grandi come ombrelloni da mare,
Stese le ali di corvo per vincere il rinculo e fece fuoco…

-Edizione straordiaria-

La velocità uccide ancora in autostrada:
Incredibile il bilancio dei morti, non si arresta la folle strage del week-end.
La colpa è ancora dei giovani incoscenti lanciati ad alta velocità.
Servirebbe una legge, ma l’opposizione e i comunisti sono troppo impegnati a diffamare il nostro presidente per aiutare i cittadini.

Venti balene si sono arenate stamane sulla costa amalfitana.
sono state lavate e riportate al largo dalle nostre efficienti forze armate,
quando un gommone-terrorista di greenpeace le ha fiocinate senza pietà.
Inutile la difesa dei quattro comunisti alla guida del natante:
le balene sarebbero state vendute a una famosa ditta di cosmetici
dall’incorrutibile capitano della guardia costiera, Franco Scatozzi.

Calcio… Coppini, Mister della nazionale e noto comunista,
è stato giustamente lapidato dopo la recente sconfitta…

( | ) VOL [-] [+] PROG [-] [+]

“Povere balene…” commentò la mamma di Emanuela.

“Comunisti di merda” aggiunse suo padre.

“Non si potrebbe spengere?”

“Ti ho mai detto –smetti di leggere-? Ognuno ha i suoi interessi.
E poi faresti bene a informarti, sapere cosa succede nel mondo!”

Le risposero i suoi genitori senza staccare gli occhi dallo schermo,
ma Emanuela si era già alzata da tavola per scrutare le nuvole.

1000

“’

“Non avremo esagerato, papuso della luce cosmica?”

“La vendetta del giusto è più terribile della collera del violento.”

“E adesso che facciamo, Grande luminoso?”

“Presentami ad Emanuela…prepara la sua mente alla mia vista…”

“Già fatto.”

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