IL RE TIRANNO DI BABELE

re-tiranno

“Si Accese…Arse e Bruciò.
E infine si Spense.”

La Babele è tra noi.

Imperiosa sfida ogni legame di materia,
ogni costruzione esoterica,
ogni simbolo di inaccessibilità.
Impera e regge il suo devastante dominio di incomprensione.

Tutti viviamo sotto la sua tirannia;
ogni insignificante essere umano è suddito della sua sterminata potenza.

Ci illudiamo di comprendere i mali altrui,
i pensieri dell’altro,
il “prossimo”,
quando non abbiamo neanche la forza di vedere i nostri minotauri:
il solo vapore delle loro narici ci annienta,
ci fa nascondere nei cunicoli labirintici dell’ignoranza,
ci fa perdere nelle catacombe della Paura.

E il Mostro avanza con il suono dei suoi zoccoli.
Sbuffa.
Cerca.
Nasconditi…
ti troverà.
E su un muro una scritta, “Novità”.
Scappa,
è vicino,
ma un altra scritta, “Cambiamento”,
ti prenderà.
“Dio”, “Morte”,
SCAPPA!
SCAPPA!
E infinite parole sono scritte nei muri.

Continuamente oppressi dalla sopravvivenza ad ogni costo,
come il movimento tende alla quiete,
l’Ordine al Disordine,
ci scateniamo in carneficine di nozioni,
in sbudellamenti di idee e concetti per sentirci forti,
per illuderci di aver vinto la guerra contro i minotauri di Babele.
Per illuderci di essere sopravvissuti.
Di esserci ribellati alla loro tirannia.

Ci sfoghiamo.
Ecco cosa facciamo.
La Guerra è uno sfogo di assurda paura e dolore,
Ogni conflitto e rivalità, tutte,
sono la misera Vendetta contro l’umiliante condizione di sudditi.

Stiamo mutando un assurdo successo evolutivo nella più idiota e degradante follia:
Mai l’Uomo ha stretto nel suo pollice prensile la gemma nera dell’estinzione volontaria.
Mai.

Le clave erano ottimi utensili,
le lance ottimi strumenti di morte…
la Paura il peso più immane che un bipede può sostenere.

Forse le responsabilità,
le conoscenze e le specifiche necessarie per sopportare un simile peso
non sono ancora state raggiunte, forse non le raggiungeremo mai,
con la possibile espansione esponenziale dell’isteria che già allieta la nostra Vita.

la formica solleva un peso molte volte superiore alla propria massa,
l’uomo minaccia di distruggere l’intera Massa.

Forse siamo davvero alla fine del cerino, lettori.
Senza un bel finale, un lieto fine…
Soltanto la fine.
Vi stupisce?
Vi turba o vi fa paura?
Scappate…
Non sentite gli zoccoli?
gli sbuffi che cercano, che guardano e scrutano nei corridoi?

La Babele è tra noi.
Lo è sempre stata.

Nessuno comprende,
neanche io,
quanto immane sia questo peso.

E crolleremo.
Come mattoni schiantati sotto la possanza della volta celeste.

Perchè Noi siamo i mattoni della Babele.

L’Uomo ha creato i corridoi ed i minotauri,
i vicoli ciechi e la paura…

l’Uomo per sopravvivere all’Uomo uccide l’Uomo.

Il nostro paradosso.
La nostra condanna, la nostra malattia delirante.

L’universo è folle, Alberto?
L’Universo sa cosa è.
E tace.
L’Universo cresce, forse, ma non lo sa.
E noi vogliamo insegnare alla materia le sue regole…
Idioti.

Crediamo di comprendere cosa sia una lacrima
perchè l’abbiamo chiamata lacrima.
Crediamo di sapere cosa sia il dolore o la felicità
perchè beliamo due diversi mugugni.
Forse un sasso conosce la differenza, se essa esiste.
E tace.
Sta.
Senza errori.

E noi?
Intelligenti e supremi,
padroni e custodi del mondo,
immensi saggi e acculturati,
civili,
organizzati e flessibili,
evoluti,
coscienti,
educati e rispettosi,
prescelti, superiori, cosa facciamo?

Moriamo.

L’unica cosa che sappiamo fare.
Come il sasso sta.
Come la pietra rimane e si erode.
Noi moriamo.

E infatti ci uccidiamo,
senza ripensamenti o ritardi.
Senza lacrime o come cazzo si chiameranno in verità.

Perchè questo siamo chiamati a fare dal Tiranno.
Morire.

Esplodere.

E a tutt’oggi…
Li stiamo dando una mano.

La Babele è tra noi,
piccolo sasso.
Ma a te…che cazzo importa poi?
Tu stai.
Li.
Fermo.
E ci guardi.
Forse domandi,
sicuramente ci parli.

Ma siamo noi a non comprendere,
di nuovo,
siamo noi a non poter capire!

Sudditi dell’incomprensione, spaccati sotto miliardi di strisce e stelline,
colori a bande e pianticelle, sepolti sotto chilometri di stoffa lordata dal nostro sangue,
putrefatti dal concetto di patria.

Perchè abbiamo insegnato a noi stessi l’arte del non capire,
proprio così, piccolo sasso: la Discordia.
abbiamo diviso l’indivisibile,
addirittura il concetto di Dio è spaccato in miliardi di fazioni in lotta.

Divisi.

Soli.

Impauriti.

Ecco l’Uomo.

Un’insignificante forma di vita, eternamente sola,
incompresa ed impaurita,
regnata e governata da un re-tiranno invisibile e onnipresente.
Noi siamo la sua fortezza,
le sue mura, i suoi merletti.

Noi siamo Babele.

Capisci, adesso,
piccolo sasso, perchè siamo talmente idioti?

Perchè questo siamo: impauriti.
Da cosa, mi chiedi?
No.
Forse non chiedi.
Io chiedo.

Io domando.

Ma nessuno risponde:
Ordine del Tiranno.

Nessuno Risponde.
Ne tu,
piccolo stronzo…
Ne nessun altro.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...