L’ORSO E IL CACCIATORE

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Il bosco non è sempre un luogo oscuro e pericoloso. E’ bello a volte giocare vicino ai suoi margini, sbirciare dentro per vedere fin dove arriva lo sguardo e magari incontrare per caso uno scoiattolo che corre veloce lungo il tronco di un albero.
Ma se ci si addentra al suo interno, perdendo di vista il punto da dove si è entrati, è possibile perdersi e cadere in brutti pasticci. Come successe a Giada, un giorno lontano di una terra remota, mentre seguiva i sentieri dei cinghiali che si perdevano tra gli alberi fitti.
Ad un certo punto sentì da dietro dei cespugli un orribile grugnito, e il suo cuore si fermò per un momento quando un enorme orso bruno spuntò davanti ai suoi occhi, alto più del doppio di lei e con le fauci già aperte per morderla.
Giada se ne stette ferma come un sasso, con le gambe che non volevano più muoversi. Ma fu soltanto un attimo, poi si volse e incominciò a correre con tutta la forza che aveva.
L’orso scavalcò il cespuglio e le andò dietro, e meno di un minuto sarebbe durata quella rincorsa se un cacciatore, apparso d’improvviso come dal nulla, non fosse intervenuto. Si chiamava Airone, ed era un abile maestro d’arco.
Veloce come un serpente, il cacciatore scagliò una freccia proprio davanti all’orso bruno che, sorpreso ed intimorito, si fermò. L’animale volse lo sguardo verso l’uomo e parve capire il pericolo che si celava dietro una nuova freccia che era puntata su di lui.
Con due balzi poderosi l’orso si allontanò dalla ragazza e scomparve nell’oscurità del bosco.
Ancora in preda alla paura, Giada esclamò:
«Perché non lo hai ucciso?»
Airone la guardò con un sorriso nascosto tra la sua folta barba, e rispose:
«Non ce n’era bisogno. Uccidere fa parte della natura dell’orso, non della natura dell’uomo»
Mentre rimontava a cavallo il cacciatore indicò alla ragazza come uscire velocemente da bosco e gli raccomandò di non rientrarci più. Poi scomparve tra gli alberi per raggiungere in fretta le grandi praterie ad oriente, una strada che lo avrebbe condotto verso altre avventure.
Da quel giorno Giada si tiene molto lontana dalle profondità del bosco, e consiglia ai suoi amici di fare lo stesso. Ed ogni tanto pensa anche alle parole del cacciatore, e più il tempo passa più acquistano significato.

08 MARZO 2007

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