IL TAGLIO DEL CORDONE

il-taglio-del-cordone.jpg

«Che fai, l’accendi?»
«Perché non ti va?»
«No, è che mi gira bene così, e non voglio andar via di brutto…»
«Ma va!»
La ventola si accese, accompagnata da un bip. Sul tavolo le lattine vuote non si contavano. La tequila era a metà, ed in freezer ci aspettava una seconda boccia. Io e Friz eravamo andati, e questo era più che normale. Ma non mi piaceva la sua idea…
«Ho questa cosa che ti voglio far vedere…»
«Ma che cazzo dici? Non voglio vedere nulla adesso… Forse un po’ di distruzione, che ne so. Qualche bella demolizione controllata. Quella mi andrebbe.»
«Fatti servire, Dude. Ci spariamo dentro che è una bellezza!»
«Ah, no. Io non ci vengo in queste condizioni!»
Afferrai la lattina di Forst e proseguii il viaggio. Era un bell’andare, se non fosse stato per la paranoia che mi aveva messo addosso Friz.
«E smettila dai. Non fare cazzate!»
Lui mi lanciò uno sguardo umido e divertito. Si attaccò alla Tequila mandandone giù un sorso esagerato. Dopo avermela passata si accomodò davanti alla console. Ormai era convinto, così mi arresi e mi finii la boccia.
«Ti lascio aperta una finestra, così mi guardi da qua. Roba da non crederci, fra!»
«Che cazzo dici?»
«Ho trovato questo posto. Un’isola, o che so io. Il cielo è completamente azzurro, e ci casca di tutto…»
«Dal cielo?»
«Si, e da dove sennò! Ti distendi sulla spiaggia e questa roba ti ricopre lentamente…»
«Che roba?»
«Neve. Neve calda… Un pompino nella testa!! Mille pompini nella testa! Ti giuro!»
«Sei fatto!»
«No, stai a vedere!»
E si lanciò. Il suo corpo si accasciò sul divano accanto a me. Dal braccio gli spuntava lo spinotto. Che cyber-pera, pensai io, mentre mi aprivo un’altra lattina.
Non badai allo schermo per un tempo che poteva benissimo essere stato una mezz’ora. Ero rimasto affascinato dal plug del mio amico. Molti lo avevano dietro il cervelletto, o per praticità nel sottoschiena, a ridosso della colonna vertebrale. Dava nell’occhio, ma per alcuni faceva sexy.
Averlo impiantato nel braccio, all’altezza della vena, era una fissazione dei tossici nostalgici. Dovevi farti impiantare un wire attraverso la spalla e poi attorno al collo. Doloroso, inutile ma assolutamente fico!
Pensavo di andarmi a prendere l’altra boccia di tequila, ma poi mi ricordai di Friz. Lo schermo mandava impulsi di luce porporescente. Si, proprio così, e se non vi piace il termine, fa lo stesso. Avete capito no?
Porpora, fosforescente, putrescente.
Che cazzo!
L’avatar di Friz era uguale a Friz. Ci teneva alla sua immagine.
Volava nella melma viola e ogni tanto si voltava verso il punto di ripresa, facendomi dei versacci.
Accesi l’audio e sentii un fruscio roboante, come il rumore delle ruote di un tir in autostrada.
«Friz, mi senti?»
«Forte e chiaro!»
«Che cazzo ci fai in quella merda viola?»
«Aspetta, Dude. Ci siamo quasi…»
Mi alzai e andai in cucina. Dal freezer estrassi la mia amica Chilango. Ci risiamo, pensai. E tornai a sedermi davanti alla console. Il corpo di Friz respirava rumorosamente.
Nella finestra vidi l’isola. Una spiaggia pazzesca, platinata. Conchiglie disseminate ovunque, ma c’erano anche mozziconi di sigaretta e bottiglie vuote. Un accostamento da brividi.
Friz era disteso in mezzo a quel marasma, vestito esattamente come l’essere ronfante che avevo accanto. Ma si era levato gli stivali. Le onde di un mare, anch’esso porporescente, gli lambivano i talloni.
Aveva gli occhi chiusi il mio amico, ed un sorriso teneramente ebete.
La neve incominciò a cadere. All’inizio era lenta e leggera, ma presto divenne un turbinio di fiocchi che oscurarono quasi del tutto la visuale.
Il respiro del dormiente era cambiato. Cazzo, pensai. E mi attaccai alla boccia.
La tempesta di neve terminò.
L’avatar di Friz ne era completamente coperto. Per un attimo pensai che fosse morto. Non si muoveva, capite? L’isola era diventata bianca, non si vedevano più ne le conchiglie ne le bottiglie vuote.
Poi qualcosa si mosse.
Quel cretino incominciò a saltare come un forsennato. Cantava a squarciagola una canzone dei Pink Troubles, avete presente quella che parla di quel tipo che si ciba di cosmetici. Ecco, quella!
Abbassai il volume.
Poi incominciarono le convulsioni.
Lo sapevo, pensai.
«Testa di scimmia, stai partendo!»
Gli urlai dentro al microfono. Ma quel cretino continuava a cantare.
Le convulsioni durano poco. La morte sopraggiunge sempre nel giro di qualche minuto. Dovevo muovermi, se volevo salvare il salvabile.
Le dita si mossero velocemente sulla console. L’operazione era semplice, il “taglio del cordone” veniva chiamata in gergo, ma io ero in botta piena e facevo fatica a distinguere i simboli sullo schermo.
Cazzo, è già il quarto questo mese che mi rimane attaccato al cavo, pensai mentre cercavo i tasti giusti.
L’operazione riuscì. Ancora qualche minuto e il corpo avrebbe richiamato l’avatar, fottendo il povero Friz. Almeno adesso era felice nella sua isola.
Finalmente la smise di cantare.
«Ehi, amico. Ci sei ancora?»
«Sei tu che non ci sei più! Sei andato Friz, te lo avevo detto!»
Lui rimase perplesso per un attimo, ma poi ritrovò il sorriso.
«Al diavolo! Meglio così. Qui si sta una meraviglia!»
«Che cazzo faccio con il tuo corpo?»
«Cosa?»
«Il tuo cazzo di corpo che si sta già raffreddando, qui accanto a me, nel salotto di casa tua. Cosa devo farne? Se arrivano i tuoi cosa li racconto?»
«Nulla, nulla. Buttami nel fossato, dietro la piscina. Ci sono gli alligatori laggiù. Vedrai, non se ne accorgerà nessuno.»
«Cazzo, ma io sono sbronzo e tu pesi ottanta chili!»
«Sai che bella cena per quelli stronzi! Coccodrilli del cazzo. Spero li rimanga indigesto!»
Terminai la comunicazione e mi misi a lavoro. Non fu facile ma alla fine riuscii a buttare quel deficiente di Friz nel fossato dietro la piscina. Portai via la console e ripulì alla meglio quello che c’era da pulire.
Che stronzo, pensai, mentre tornavo a casa.

© GM Willo 2008
Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...