GIOCO DI BIMBA (omaggio a Le Orme)

Questa é la storia di due bottoncini che vivevano in una camiceria. Si chiamavano Tip e Top, ed erano piccoli, neri e bruttini. Non andavano bene per nessun indumento, ed il sarto non sapeva proprio dove piazzarli.
Per le camice erano troppo scuri, per i pantaloni troppo piccini, e non andavano bene neanche per le giacche ed i maglioni di lana. Erano proprio due bottoni sfortunati.
Gli anni passavano, e loro rimanevano in fondo alla cassetta del cucito. Ogni volta speravano che, essendo rimasti gli ultimi, fosse venuto il loro momento. Invece il sarto li ricopriva con una montagna di nuovi bottoni, deludendo ogni loro speranza.
Dentro quella scatola Tip e Top erano diventati famosi. I rocchetti di filo li rispettavano. Quei presuntuosi degl’aghi, che li conoscevano fin dall’inizio, non li snobbavano come usavano fare con gli altri bottoni. E poi c’erano gli spilli, le cerniere e gli elastici. Tutti quanti conoscevano Tip e Tip e si auguravano che presto trovassero la loro strada fuori dalla camiceria.
Il Ditale d’Argento, che era il Re della scatola, li aveva nominati suoi scudieri.
Ma Tip e Top erano molto tristi, perché tanto desideravano essere attaccati. In fondo erano venuti al mondo per quello scopo, e non per rimanere al buio dentro una cassetta del cucito.
Un giorno la figlia del sarto entrò nella camiceria. Era proprio una bambina deliziosa, ed era anche molto creativa. Voleva farsi una bambola di pezza, così si mise subito a lavoro. Prese ago, filo, forbici e la stoffa che il padre aveva scartato, e in pochi minuti diede forma a una bambola davvero stupenda. Aveva proprio tutto; una testa, due braccia, due gambe e un bellissimo vestito rosso. Le mancavano solamente gli occhi.
Allora la figlia del sarto cercò attentamente nella scatola del cucito. Voleva due bottoncini speciali, che dessero alla sua bambola un sguardo dolce e profondo.
Quando vide Tip e Top capì che erano perfetti.
E fu così che i due bottoncini lasciarono la camiceria. Non facevano parte di un vestito, ma di qualcosa di infinitamente più bello. Erano diventati un gioco di bimba.

© GM Willo 2008
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