L’OBLITORIO

Connor Whitesmith è morto alle diciotto e quarantasette minuti di oggi, 29 aprile 2017. Questo resoconto descrive ciò che è avvenuto dopo la sua morte, e con tutta probabilità non verrà creduto da nessuno. Non ho alcuna prova da mostrare e non possiedo le capacità retoriche per dissuadere gli scettici. Ciononostante non posso negare il fatto che gli eventi di cui parlerò siano veri al cento per cento. Ognuno è libero di pensarla come gli pare. In fondo, viviamo tutti in un mondo in cui la verità dobbiamo trovarcela da soli.
Il signor Whitesmith è entrato in sala operatoria con il cranio fracassato. Abbiamo provato ad operarlo d’urgenza, ma si è spento ancor prima di mettere mano ai ferri. Malgrado ciò, siamo riusciti ad allacciare un impulso “mirror” nella sua copia “elenty”. Estratta ed inserita nel sistema, l’entità doppione si è defilata velocemente nelle profondità dello spazio-disco. Al momento del trapasso, come accade ogni volta, l’impulso è completamente scomparso dalla matrice.
Tre ore e cinquataquattro minuti più tardi, mentre il corpo di Whitesmith già riposava nella cella frigorifera, e le luci della sala operatoria erano spente, il segnale è riapparso. C’era solo il sottoscritto a testimoniarne l’evento. Il resto della troupe se ne era andata a casa, mentre io sono rimasto a finire del lavoro arretrato.
La sorpresa mi ha fatto fare un balzo dalla sedia. Da quando il nostro centro di ricerche si è dedicato al progetto “Tracking Elenties” non avevamo mai ricevuto alcun impulso di risposta. I doppioni delle vittime semplicemente sparivano negli abissi della rete, insieme al segnale mirror che si portavano appresso.
Connor Whitesmith era stato ritrovato sotto casa sua, riverso in una pozza di sangue scuro. Nel terrazzo del suo appartamento la vetrata sbatteva nel vento, sei piani più sopra. Il volo non era stato quello di un gabbiano…
Apparentemente un suicidio, la polizia comunque non ha accantonato l’ipotesi dell’omicidio. Ciononostante, dalle riprese satellitari, pareva che il povero Connor si fosse tuffato nel vuoto di sua spontanea volontà. Il caso era già chiuso un’ora dopo la sua morte sopravvenuta in ospedale.
Ma alla luce degli eventi accaduti sul deck della sala operatoria, le cose potrebbero cambiare. Non so quanto valore avrà la mia testimonianza come prova in un eventuale processo, ma anche al costo di passare per pazzo, confesserò al procuratore quello che ho visto.
L’impulso mirror è tornato indietro. In principio era un filamento luminoso che ha cominciato a saltellare senza scopo nella finestra di contatto. Poi si è trasformato in un cursore. Con estrema lentezza sono apparse una ad una le seguenti parole.
“È STATA NANCY, QUELLA TROIA! ME L’AVEVA DETTO MIA MADRE CHE NON AVREI DOVUTO SPOSARLA!”
Nella finestra sono rimaste queste parole, marcate in grassetto rosso, indelebili come la morte. Il segnale invece è scomparso poco più tardi.
Ho chiamato immediatamente l’ispettore Zirus, della E-Nvestigation. Mentre sto scrivendo questo resoconto sul mio diario, la polizia sta verificando l’autenticità della comunicazione. Difficile prevedere i risultati. Zirus ha l’aria perplessa, e qualcuno ha già incominciato a fare delle battute.
D’altronde Nancy Whitesmith non appare nei filmati del satellite, e questo la potrebbe scagionare, ma esistono molti modi per convincere una persona a spiccare il volo dal sesto piano.
Almeno, io ne conosco diversi…

GM Willo

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