LA COLTRE D’OSSA

death

C’e’ un’uomo che scava le sue buche attorno ad un casa solitaria della periferia, alla ricerca di corpi violentati, i corpi di coloro che lo hanno accompagnato attraverso i lunghi anni della sua vita.
Scava con una vanga spezzata ed un lungo forcone arrugginito, e suda per l’aria afosa di un torrido pomeriggio estivo dove tutto attorno a lui pare incolore.
Recupera qualche osso; una tibia, un teschio, resti di coloro che ormai non sono altro che memoria. E domanda a se stesso:
“Dove sono adesso?”
“Quante fosse ancora dovrò scavare per recuperare tutti questi putridi resti maleodoranti?”
Non sapendo come rispondere egli continua a scavare, continua ad ammucchiare ossa, e continua a gemere ogni volta che si trova davanti alla scoperta di un nuovo cadavere. Prima il forcone poi la vanga, senza un attimo di respiro, un’ora dopo l’altra, finché il sole volge al tramonto ed anche più in là. Ma la sera che ormai lo avvolge non reca con se neanche un leggero alito di vento, e mentre attorno tutto tace, solo la terra smossa dagli attrezzi tiene parola. Il suo monologo sembra voler corrodere il tempo (o forse prenderlo in giro).
E già un cumulo di ossa si erge davanti all’uomo, e fosse tutt’intorno.
Ad un tratto lui, stremato, si appoggia al forcone e la luna in cielo perde improvvisamente l’equilibrio cadendo per terra.
Ma in realtà e’ lui a cadere, cade, quasi un volo, felicemente sprofondando, precipitando li’ accanto, sul mucchio di ossa ammucchiate. Scheletri e fantasmi i padroni dei suoi sogni confusi; ci giocano insieme, ma lui si pensa preda, e fugge, o almeno tenta di eluderlo, quel terribile sonno sotto una coltre d’ossa, una trapunta di ricordi.
Si accende la luce infine, e’ il sole che sorge, e lui stordito si sveglia.
Dai suoi occhi il colore se ne e’ andato, le pupille si son fatte chiare, quelle di un vecchio, e molte nuove rughe gli solcano adesso il volto.
Con la vanga rotta si aiuta a rialzarsi, poi si guarda attorno.
Tutto e’ finito.
E lasciandosi le ossa dei suoi vecchi amici alle spalle si avvia verso…

4 settembre 1996

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