DAMIEN L’ORACOLO

Cthulhu non abita più gli abissi, ma vaga follemente dentro le spire della rete. Non l’avete ancora avvertito? È come un virus, e ci ha già corrotti tutti!!!
È penetrato dentro di noi, attraverso una porta più sottile e subdola dello stesso Yog Sothoth. Le connessioni coprono ormai tutte le terre emerse, e poi ci sono quelle che viaggiano attraverso l’etere. Si evocano con un semplice click! Come non avete fatto ad accorgervene! Le vostre rabbie taciute, le ripetute incomprensioni, la secrezione del vostro malcontento, il lento insinuarsi della malattia dell’insicurezza. Sono tutte conseguenze dell’opera dei nuovi Grandi Antichi, le Aberrazioni che furono prima dell’avvento dei Primigeni, e che adesso vagano liberamente in questo nuovo mondo di schermi e luci.
Vi sentite uomini o vermi, isole o scogli. No! Io so esattamente come vi sentite: vi sentite dei molluschi, alla mercé delle onde di un mare in tempesta. Presto cadrà l’ombra, e l’Innominabile, che ho appena visto sul volto di un bambino, prova concreta della sua presenza nel mondo, già solca il sentiero dei vivi. Hastur è il suo nome, e scriverlo già mi fa rabbrividire! Le vostre religioni non vi proteggeranno, le vostre fortezze vi crolleranno addosso e la vostra apertura mentale sarà una porta verso la follia. Non fate più niente, perché ormai è tutto inutile.
Dormite.
Già vi vedo aggrapparvi alla speranza di una vita oltre l’ombra, cercando disperatamente di dare un senso a tutta questa storia. Ma la follia non ha nessun senso. Non esiste niente oltre il velo. Solamente tentacoli e mucose che succhiano, stritolano, secernendo acido corrosivo. Si nutrono di urla di terrore, in un ciclo perverso di vita-non-vita.
Dormite.
Ascoltate i vostri sogni. Essi attingono dalla biblioteca del tempo, e rivelano la perdizione del significato dell’uomo. Egli si ergerà dagli abissi, e camminerà tra i mortali, e niente e nessuno riuscirà a fermarlo.
Dormite, sognate, accettate l’unica verità.
Ormai è già qui!!

Sono tre notti che non riesco a prendere sonno, Il PC è ancora spento. Dopo quello che ho visto, dopo le frasi che ho letto , ho deciso di non riaccenderlo. Scrivo queste righe su un vecchio quaderno che ho trovato nel cassetto della scrivania. Quando avrò finito, lo lascerò accanto allo schermo spento. Forse qualcuno lo troverà, ed allora conoscerà l’orrendo destino che ci aspetta. Per allora, spero di trovarmi il più lontano possibile da questa città. Non mi auguro di sfuggire a ciò che tutta l’umanità è ormai condannata, ma almeno mi godrò gli ultimi giorni in santa pace.
Ho cercato di riportare fedelmente il testo di Damien, apparsomi dopo aver indagato a lungo nelle profondità della rete. Esistono santuari laggiù, innalzati al Dio Tentacolato. Tutto è pronto per la sua venuta. Nyarlatotep manovra i suoi burattini da un server organico. Non sto scherzando. È così. Circuiti stampati che respirano, si muovono, sanguinano. Le piattaforme sono altari di granito, in cui animali e bambini vengono dilaniati da lunghi coltelli sacrificali. Un orrore virtuale, penserete voi. In parte…
Il male perpetuato nella realtà si riflette negli abomini sotterranei della rete. Creature digitali che attingono alla sofferenza umana, rappresentando scene sacrificali che diventano le chiavi per aprire porte proibite. Quelle porte sono già state aperte. Damien l’Oracolo ha parlato. Non ci resta che aspettare che egli si desti dagli abissi, e colui che cammina nel vento irrompi nei nostri sogni.
Mentre cercavo inutilmente di formattare il mio hard-disk, nella speranza di cancellare tutti i documenti che sono riuscito a recuperare in questi ultimi mesi, testi, testimonianze, immagini, filmati, links, ho avvertito il suono dei flauti. La voce della follia che accompagna il grande caos. Solo staccando l’alimentatore sono riuscito a farla smettere.
Ho aspettato tre giorni, incapace quasi di muovermi. Poi ho udito il respiro. Lieve, soffocato, inconfondibile. Proveniva da dentro la macchina… Circuiti organici. I nuovi Grandi Antichi.
Sono giá qui.


Jonathan Macini

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