MALIARDO

Le vite si assottigliano. Diventano impulsi sparati alla velocità della luce. Non servono vere e proprie maschere per ingannare il prossimo. Bastano delle veloci caricature. Due fregi e sai chi sono, ed è tutto quello di cui hai bisogno di sapere…
La manipolazione di queste vite sottili diventa una banale conseguenza. Niente di preterintenzionale. Nessuna malizia. Si tratta solo di una semplicissima selezione naturale. Io mi muovo veloce, tu invece sei lento, non hai possibilità, sei spacciato. Annientarti non rientra nei miei piani, ma succede, come il sole che squarcia le tenebre all’inizio di ogni giorno.
Mi dovrei sentire in colpa? E perché? Non ho dato spinte. Non ho drogato nessuno, io. Mi sono limitato ad indicare alcune strade. Possibilità, tutto qui. Se volete condannarmi, fatelo pure, ma continuerete a non dormire la notte, mentre io ho sempre dormito benissimo, prima e dopo quel giorno di luglio.
Nikko88 e Sammysamantha si chiamavano. Il nickname può bastare per adesso. Il resto, se volete, lo potrete leggere sui giornali, rotocalchi spazzatura per comari annoiate. Io mi rifaccio solo alle caricature con le quali mi si sono presentati, e se a voi interessa la mia storia, dovreste farvene una ragione. Ragazzo, ragazza, bambino, vecchio. Che importanza può avere. Il gioco è gioco. Nel labirinto di specchi sei solo un’immagine riflessa. Un riflesso elevato a potenza.
Volevano risposte ed io gliel’ho date. Volevano un po’ di “action”, e quella c’è stata, non ci sono dubbi. Ma non potete addossarmi la colpa, eh no! Non sono stato io quello che li ha rivestiti di tritolo. Non guidavo il taxi che si è fermato davanti al palazzo del governo. Non ho dato il via a quella loro corsa sfrenata verso l’atrio dell’edificio. E soprattutto, non sono stato io a premere i pulsanti.
Di chi è la vera responsabilità di tutta questa sporca faccenda? Pensateci un po’. Vi sembra giusto quello che ci sta succedendo? Continuiamo a venire trattati come un branco di pecoroni, inebetiti dalle solite facce e dai medesimi slogan. Parole vuote che dilatano i tempi, attutiscono gli animi, sdrammatizzano realtà che sono ormai al limite della sopportazione. Quando la botte è piena fino all’orlo, basta un niente per farla rovesciare.
Chi vuol capire, capisca. Chi non lo vuole, pace all’anima sua, perché è già morto dentro. Incapace di accettare l’inevitabile evoluzione degli eventi. Lo spettacolo è finito, gente!
Non provate a rintracciarmi. So come dileguarmi tra le spire della rete. Posso prendere forme nuove, mimetizzarmi dentro server-spettro, moltiplicarmi infinitamente e ripropormi all’interno di pop-up commerciali. Riposerò nel vostro hard-disk stanotte, se per voi sta bene…
Mi rimangono un paio di minuti. Tutto quello che volete. Sono a vostra disposizione. Amore, guerra, morte e miracoli. Ho una risposta ad ogni vostra domanda. Su, provate a chiedermi qualcosa… Ma vi prego, non ritenetemi responsabile delle eventuali conseguenze. Causa ed effetto. L’universo va avanti così da sempre. Se vi piace giudicare con questo vostro assurdo metro, se proprio avete bisogno d’incolpare qualcuno, allora rivolgetevi al padreterno. È stato lui l’artefice di tutto, o sbaglio?
Addio gente. Preparatevi al peggio. Un milione di bombe umane vi aspettano. Cinema, supermercati,  uffici, centri commerciali. Sarete al sicuro solo nelle vostre case. Davanti al vostro computer. Ed è proprio lì che vi verrò a trovare.
‘Notte gente…
Sogni d’oro!

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