LA LEGGENDA DEGLI ASTROMANTI Atto Primo

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All’interno del progetto 101 Parole ho incominciato una saga fantasy legata all’astronomia, altra mia grande passione adolescenziale. L’idea é quella di suddividerla in tre atti, ognuno di venti capitoli per 101 Parole, un semplice gioco di composizione breve per altro molto divertente.

L’idea degli astromanti non é recente. Ho infatti ritrovato alcuni appunti datati 1992 in cui parlavo di questi stregoni che attingono potere dalle stelle. Come ogni intuizione giovanile, mi piace riproporla ed archiviarla.

Ho riunito in questo singolo post i primi venti episodi che vanno a comporre il primo atto di questa saga. Buona lettura.

EPISODIO I: LA PROFEZIA

Le stelle parlarono. L’Astromante tracciò le traiettorie sul libro dei presagi. Le comete potevano sempre alterare il disegno, ma il loro passaggio era fortuito. L’ultima pennellata del caso.
L’erede al trono dormiva tra le braccia della regina. Il suo nome era Jiman e una volta diventato adulto sarebbe stato re.
Ma gli astri sapevano. Quel bambino non era il figlio di Hrokanny, sovrano assoluto delle terre dal Grande Mare alla Breccia. Era il frutto di un incontro sacrilego, consumato nelle intercapedini di assurde dimensioni; le magioni dei demoni.
La profezia era pronta. Un giorno qualcuno l’avrebbe raccolta. Anche quello era scritto.

EPISODIO II: LA GRANDE SPIRALE

L’Astromante guardò negli occhi la sua amata.
«Al limitare della Vergine puoi evocare la musica di Malin-1, la Grande Spirale. Io dimorerò laggiù.»
«Non puoi lasciarmi…» la voce di lei era spezzata dal pianto.
«Ascoltami, io non ti lascerò. Oltre il miliardo di anni luce le distanze perdono significato. Capisci?»
Lei era ancora giovane. Non conosceva tali segreti.
«Cosa vuoi dire?»
«Ogni volta che volgerai lo sguardo in su, io sarò con te!»
Gli occhi dei lui si chiusero, ma nel cielo lampeggiò qualcosa. Lei lo cercò nell’abisso oscuro tra la Vergine e la Chioma di Berenice. E udì un canto.

EPISODIO III: TIELSIN

L’Entropico minacciò di distruggere il tempio con l’alito dell’antimateria. La Profetessa rimase impassibile, ossequiosa al disegno delle stelle. Ma l’Astromante parlò, attraverso la costellazione del Toro.
«Non osare aprire porte che non sarai capace di richiudere!»
L’ombra guardò le Pleiadi e sorrise.
«Tielsin, ti nascondi ancora dietro gli astri? Non sei l’unico a conoscere i segreti…»
Poi evocò un vento cosmico, lontano mille anni luce. La terra tremò, gli atomi saltellarono impazziti, in bilico tra realtà e sogno.
Tielsin piegò il tempo, tornando a capo della storia, salvando il mondo. Poi una scheggia di Rigel cadde dal cielo.
E l’ombra svanì.

EPISODIO IV: COLLISIONE

Velixia scostò la grande tenda che ricopriva il lucernaio. La volta celeste si distese ai suoi occhi, il grande libro della conoscenza. Lassù tutto era scritto; passato, presente, futuro. Per millenni gli uomini lo avevano ignorato, distratti dalla scienza e dalla tecnologia, incapaci di codificare i segni del cielo, come avevano fatto per secoli i loro progenitori. Solo dopo le grandi guerre erano tornati a leggere gli astri, scoprendone l’immenso potere.
L’astromante Velixia cercò la collisione di due galassie, lassù nel Cane Maggiore. Poi evocò la loro musica; le spirali cozzanti.
Gli Entropici sarebbero rimasti fuori dalla città, almeno per stanotte…

EPISODIO V: I MAI NATI

“Saturno nasconde il segreto, la profezia del quarto anello…
Quando ascolterai questo canto, io sarò lontano, laggiù dove lo spazio si piega e il tempo diventa illusione. La notte in cui ci amammo mi apparve in sogno Madya, la cometa fantasma. Il presagio aveva messo radici nei miei lombi. Trova nostro figlio e riuscirai a leggere il quarto anello, il segreto che spezza l’Entropia.”
Tielsin smorzò la canzone di Andromeda. La galassia aveva parlato con la voce della sua amata Kryna.
L’astromante soffocò un grido d’angoscia.
“Nostro figlio…” sussurrò.
L’universo è un gioco di specchi. I “mai-nati” dimorano tra le stelle.

EPISODIO VI: HELIX NEBULA

La guerra tra Entropici e Astromanti andava avanti. I primi desideravano accelerare l’avvento del Grande Collasso, la chiusura definitiva di questo universo e delle sue leggi. I secondi cercavano di contrastare questo assurdo progetto. Perché la fine è sempre anche l’inizio di qualcosa. Il regno dell’oblio…
Pensava a tutto questo Tielsin, Grande Astromante delle dieci città. Aveva aperto un varco per Helix Nebula, la nebulosa pulsante. Attraverso questa finestra stellare poteva comunicare con gli altri maghi.
Gli apparve il volto di Rami, fratello di voto.
«Eccomi!»
Tielsin guardò il suo fedele compagno.
Gli disse: «Preparati. Stanno arrivando…»
Poi venne il tuono.

EPISODIO VII: LE RIVELAZIONI DELL’OCCHIO DI GIOVE

L’occhio di Giove rivelò il covo degli Entropici. Nel deserto si ergeva una torre di cobalto, circondata da fuochi. Le bestie vi stavano di guardia.
«Potremo evocare le meteore. Spazzarli via.»
«No. L’equilibrio deve rimanere.»
«Ma maestro! Loro torneranno, e forse non riusciremo a respingerli.»
Tielsin guardò il ragazzo. Gli ricordava suo figlio, l’entità che aveva toccato vicino alla cintura di Orione.
«Fidati di me.»
«Ancora la profezia?»
«Si. Dobbiamo continuare ad ascoltarla, se vogliamo evitare che un demone sieda sul trono delle dieci città.»
«Il figlio di Hrokanny?»
«Quello non è suo figlio!»
La guerra tra Entropici ed Astromanti continuava.

EPISODIO VIII: LA CHIAMATA DI NUMI

Velixia ascoltava il maestro. La guerra aveva privato entrambi dei rispettivi compagni. Ma era giunto il momento del riscatto, la svolta decisiva agli anni di sofferenza e alle notti passate insonni agognando la vendetta. Potevano sbaragliare gli Entropici. Potevano chiudere un era per aprirne una nuova. Migliore.
«Vi ripeto, dobbiamo aspettare.»
Tielsin rimaneva aggrappato alla sua idea, ma gli altri Astromanti avevano deciso.
«Impossibile. Non possiamo permetterci di perdere una simile occasione.» Era stato Numi a parlare. Nessun altro, neanche Velixia, osò contraddirlo
E così arrivò il vento di particelle. La torre di cobalto crollò, segnando l’inizio di una nuova epoca…

EPISODIO IX: IL RITORNO DI TIELSIN

Nel giorno del suo trentunesimo compleanno Jiman diventò re delle terre dal Grande Mare alla Breccia, sovrano assoluto delle dieci città. Suo padre, il grande Hrokanny, che aveva guidato l’esercito contro le bestie venute dal deserto, dopo che la torre di cobalto era crollata, dormiva il sonno più lungo. Jiman era l’unico erede, successore per diritto di nascita.
Eppure la sua vera natura era un’altra…
Gli Astromanti se n’erano andati da tempo. Oltre la Breccia si nascondeva il mistero dei popoli antichi. Sconfitti gli Entropici, avevano deciso di partire. Ma adesso uno di loro era tornato.
Il suo nome era Tielsin.

EPISODIO X: JIMAN LO STRISCIANTE

Nel remoto cosmo dimorano gli Striscianti, esseri di fuoco e tenebre, ignari della scienza e delle sue leggi. Rispondono solo alla loro follia, e al desiderio d’appartenenza. Perchè nella solitudine del profondo universo, il tempo perde significato, e le storie non hanno alcuna ragione di esistere. Irrompere nella realtà è la naturale predisposizione di queste creature, fin dall’inizio del Tutto.
Irretiscono gli avidi di potere, costringendoli ad aprire porte proibite. Una volta entrati non è facile riportarli indietro, negli abissi siderali.
Jiman era uno di questi. Tielsin lo sapeva. Neanche mille Entropici erano altrettanto pericolosi.
Come poteva sperare di sconfiggerlo.
Come?

EPISODIO XI: PRIGIONIERO

«Catturatelo!»
Il tempo stravolge la percezione del vero. In appena trent’anni, gli Astromanti erano diventati degli infimi ammaliatori. Jiman, creatura strisciante e senza tempo nelle sembianze di un aitante principe, era riuscito a manipolare le menti di palazzo. Poi gli araldi avevano fatto il resto. In poco tempo i sapienti delle stelle, salvatori delle dieci città, erano stati banditi.
Ma gli Astromanti se n’erano andati da tempo. Nessuno aveva motivo di credere che sarebbero tornati. Invece…
Le guardie scattarono all’ordine del loro superiore. Tielsin venne fatto prigioniero e condotto nelle segrete della rocca del Re.
Era esattamente dove voleva andare lui.

EPISODIO XII: L’OCCHIO DELLA GALASSIA

Le celle per gli Astromanti erano prive di feritoie. Un fazzoletto di cielo stellato era sufficiente a richiamare un potere distruttivo. Ma Tielsin non aveva bisogno delle stelle per realizzare il suo piano.
Nelle dieci città si respirava la paura. Con le menzogne e con la forza, il popolo era stato sedato. Tutto era pronto per l’avvento dei figli di Jiman, la progenie strisciante.
Nell’oscurità della sua cella, Tielsin percepiva la presenza del re. Camminava nelle sue stanze, pochi metri di roccia più sopra.
Attingendo ad ogni suo potere, compose il codice per aprire il cancello. Uno spiraglio sull’occhio della galassia…

EPISODIO XIII: L’EVOCAZIONE NON RIUSCITA

Qualcosa andò storto.
L’evocazione era anche un sacrificio. Tielsin era pronto a dare la sua vita per confinare oltre il cancello Jiman lo Strisciante. Il varco si apriva attraverso la mente dello stesso Astromante, una pratica magica senza possibilità di ritorno. Faceva parte del piano.
Il codice era quello giusto.
La distanza tra lui e il suo obbiettivo anche.
Qualcosa però schermava il canto. La melodia del cosmo non arrivava nei sotterranei del castello.
– Piombo… – sibilò Tielsin, sfiorando le fredde pareti della cella. “Che stupido!” pensò.
Jiman era stato prudente.
Da quella prigione l’Astromante non sarebbe mai uscito vivo.

EPISODIO XIV: IL RITORNO DI VELIXIA

Avvolta nelle sue vesti di velluto azzurro, Velixia cavalcava la coda della cometa. L’avrebbe ricondotta al di là della breccia, nella città in cui era nata, nel paese in cui aveva conosciuto il suo amore.
Nella guerra contro gli Entropici lui l’aveva lasciata. Ma il suo spirito dimorava adesso ai confini dell’universo, laggiù dove lo spazio si piega, e il tempo assume strani significati.
Lui continuava a starle vicino, continuava a parlarle.
Era stato lui a chiederle di tornare.
Mentre traversa le montagne e scorge le prime luci delle città, Velixia alza lo sguardo verso la Vergine.
«Indicami la strada…» sussurra.

EPISODIO XV: FUOCO DI COMETA

La cometa cadde sulle mura della capitale. Ci fu un bagliore accecante, la roccia esplose, si fuse, lasciando pozze di fuoco un po’ ovunque. Velixia apparve scostando le sue vesti. I disegni stellari sul velluto azzurro pulsavano di luce propria. Le guardie, al servizio di Jiman, si mossero verso di lei. Dieci, venti, trenta uomini bardati di tutto punto. Lei rimase ferma, impassibile, gli occhi perduti in un vuoto cosmico. Dietro di lei la pietra continuava a sfrigolare.
«Fermatevi uomini, altrimenti sarò io costretta a fermarvi» minacciò l’astromante.
Il capitano della guarnigione ebbe solamente un attimo di esitazione. Poi ordinò: «Uccidetela!»

EPISODIO XVI: JIMAN VS TIELSIN

Le ombre del corridoio che conducevano alla prigione di Tielsin vennero rischiarate da una luce innaturale, gelida come le voragini dello spazio infinito. L’Astromante alzò gli occhi e vide una sagoma deforme avvicinarsi. Ma quando Jiman lo strisciante si accostò alle sbarre, era semplicemente il Re delle dieci città. Era venuto di persona a reclamare la vita del suo prigioniero, pensò Tielsin.
«Ne verranno altri dopo di me. Non riuscirai a trasformare queste terre nel tuo scellerato covo. Prima o poi ti renderai conto che questo mondo non ti appartiene!»
Il Re sorrise.
«Consolati mago. Presto non sarai più solo» disse.

EPISODIO XVII: OMBRE TENTACOLATE

Velixia ammantò la città di polvere di stelle. Il sonno cosmico rapì le guardie, lasciandole la strada spianata verso il palazzo reale.
«Sta venendo qui» mormorò lo strisciante, accostandosi alle sbarre della cella.
“Velixia” pensò Tielsin, e il terrore gli si dipinse negli occhi. Una trappola, ecco cos’era.
Jiman divenne un’ombra tentacolata che andò a perdersi negli angoli bui delle prigioni. Trascorsero momenti di silenzio assordante. L’astromante ebbe la sensazione di essere rimasto da solo nel palazzo.
Poi udì dei passi scendere le scale. Un’ombra vestita di stelle apparve nel corridoio.
«Scappa Velixia! È una trappola!»
E le orme li ghermirono.

EPISODIO XVIII: NELLE PRIGIONI

«Tielsin, che succede?»
«Ci sta usando. Sta aprendo un portale attraverso di noi. Sta chiamando i suoi figli…»
Non era un’oscurità normale quella che circondava i due astromanti. Erano le tenebre dello spazio remoto, gli angoli dell’universo al tempo della sua creazione, le assurde magioni degli ombrati e degli striscianti.
«Cosa possiamo fare?»
«Devi uscire di qui. Le prigioni sono state schermate dal piombo. Devi evocare le meteore e distruggere il palazzo…»
«Non senza di te! Sono tornata per salvarti!»
«Non è possibile. Scappa, prima che sia troppo tardi…»
Poi una luminosità tenue squarciò l’ombra.
«Cosa’è?»
«Antimateria. Adesso pensiamo alle sbarre…»

EPISODIO XIX: LA CHIAMATA INTERROTTA

Jiman era diventato buio cosmico, ma in quelle tenebre solide la magia che risiedeva nei due astromanti divenne la chiamata per l’avvento della sua progenie. L’universo si stava piegando. Presto i suoi figli avrebbero varcato la soglia. Nelle prigioni del palazzo reale li aspettava il primo banchetto.
«Venite figli miei. Vi donerò un mondo intero di ragioni per esistere…» disse lo Strisciante.
Ma nel telaio di tenebra avvenne lo strappo.
«Non è possibile…» sibilò Jiman, riprendendo forma umana. Nel corridoio le torce tornarono ad ardere, illuminando Tielsin e Velixia. Ma il piombo fuso nelle pareti era ancora a vantaggio dello Strisciante.

EPISODIO XX: LA FINE

La trasformazione ebbe inizio.
Le prigioni riuscivano a stento a contenerlo. Era una massa informe di tentacoli ed escrescenze, nere carni maleodoranti e vischiosità aliene. Lo Strisciante rivelò il suo vero volto.
Tielsin prese per mano Velixia. A lei rimaneva solo un granello di antimateria, sufficiente per aprire uno squarcio nelle pareti, una finestra sul Cane Minore. Insieme i due astromanti richiamarono le meteore.
Iniziò così la pioggia di fuoco sopra il palazzo reale. Un attimo prima che l’edificio crollasse, seppellendo per sempre Jiman lo Strisciante, Tielsin e Velixia afferrarono un bagliore di luna.
E nel cielo apparvero due stelle cadenti.

FONTE: 101 Parole

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