SWEET LITTLE PAIN

sweet-little-pain

Mi sdraiai tra i fiori continuando ad assaporare i momenti passati con lui come a volermi fare del male. Mi torturavo dolcemente al pensiero delle notti passate assieme. Lui il mio dolce piccolo dolore. Guardai il sole sopra di me.
Era accecante.
Chiusi gli occhi e vidi il suo volto. Mi sorrideva dolce e gentile.

Ora era da lei, il suo antico amore. Lui che non sapeva decidersi era andato da lei ancora una volta, chissà di cosa parlavano, se la stava accarezzando, se le ha mai parlato di me. Chissà se mi avrebbe pensando mentre guardava il suo viso.
Continuai a farmi del male pensando a tutte queste cose. Sentii come un dolore sordo che ti si incolla al cuore e te lo strappa piano, ti allaga le vene, ti artiglia lo stomaco come un drago affamato.

Riaprii gli occhi e, in un istante, il blu del cielo si mescolò al verde dell’erba e al viola dei fiori e una luce accecante mi ferì gli occhi. Li tenni fissi sul sole fino a farli lacrimare, poi li richiusi e sentii il mio stomaco in subbuglio e la mia testa galleggiare leggera. Mi tornò alla mente il nostro primo bacio, la nostra prima notte d’amore.

Di nascosto da tutti, all’insaputa di tutti avevamo coltivato il nostro affetto e il nostro amore così come si coltiva un piccolo giardino. Neppure noi ci eravamo accorti di quanto fosse profondo ormai l’affetto che ci legava. Fino al giorno in cui non ci incontrammo di nuovo. Tra amici, come amici, poi dopo, nella clandestinità della notte, come amanti. Mi risuonavano all’orecchio le sue parole d’amore e potevo ancora sentire il suo profumo invadere le mie narici. La pelle bruciante nel calore dei suoi abbracci. Quanto mi mancava tutto ciò.
Ripensare a quei momenti era dolce e straziante. Separarmi da lui e vederlo tornare alla sua vita senza di me fu ancora più doloroso.
Quante lacrime versai quando mi disse “Non so decidermi, sei la cosa più speciale che mi sia capitata e ho paura di perderti, ma non riesco a decidermi. Siete entrambe importanti”.
Fu come se qualcuno mi strappasse il cuore e lo gettasse tra le fiamme.
L’unica cosa che riuscii a dirgli fu di prendersi tutto il tempo che voleva, di pensarci bene perchè,  tutti quegli anni passati con lei non potevano cancellarsi in un momento e che magari c’era ancora speranza di tornare indietro e aggiustare i pezzi rotti. Aggiunsi di non preoccuparsi per me che sarei stata bene comunque, che ero forte.
Che patetica bugiarda sono stata. Non stavo per niente bene.
Avrei voluto averlo accanto, desideravo che si decidesse in fretta per non restare in questo maledetto limbo ad aspettare. Era straziante straziante.

Stupida, stupida, stupida.

Arrivò un messaggio sul cellulare. Non lo guardai pensando che fosse lui che mi diceva che rimaneva da lei quella sera.
Stupida e illusa.
Ebbi un brivido di freddo. Il vento che si alzò mi asciugò le lacrime.
Lacrime? Non mi ero nemmeno accorta di essermi rimessa a piangere. Sono proprio patetica.
Eppure non potevo fare a meno di pensare a lui.
E così continuai la mia silente tortura.

“Sapevo che ti avrei trovata qui. Per fortuna che avevi detto che saresti stata bene. Sei la solita sciocchina.”
Aprii gli occhi. Il sole era tramontato e stavano comparendo le prime stelle. Lui si sdraiò al mio fianco.
Sentii un tuffo al cuore e un calore immenso quando mi prese la mano.
“Guarda quante stelle ci sono sta sera! Scegline una…”
Guardai il cielo, poi guardai lui. “ Io l’ho già la mia stella.” sussurrai senza fretta.
Restammo lì abbracciati senza dire altro con un piccolo dolce dolore a tenerci compagnia.

G.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...