LA SOLUZIONE DI JESSIE (versione 1.0)

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Ci sono cose nella vita che cambiano; altre invece non cambieranno mai.
Nonostante i miei cinquant’anni di servizio non riesco ancora ad abituarmi a scene come queste, povera Jessie.
E pensare che l’ho vista crescere: mi sembra ieri che correva felice nel giardino davanti casa e mia moglie…ah! come si arrabbiava quando le calpestava con i suoi piedini minuti le orchidee!
Ma stranamente quel 15 di giugno non la vidi per tutto il giorno: una giornata plumbea nonostante l’avvicinarsi della stagione calda.
Poi verso le 16 però mi arrivò una telefonata che mi mise una grande inquietudine addosso.
«È a terra» farneticava l’altro capo del telefono, «riesco ancora a sentire il battito regolare del suo fragile cuore, ma il suo sguardo, fisso verso il muro davanti a se, sembra accompagnare serenamente quello stato di quiete a cui ora appartiene, quasi voglia fingere di non accorgersi della ferita che le bagna la fronte…»
La voce, spezzata dal pianto e dal riso, forse alla mercé di quello stramaledetto crystal mat, la riconobbi subito; era quella di mia figlia Denise, sua amica d’infanzia, compagna di scuola, di università, e complice di mille altre incomprensibili storie di una generazione allo sbando.
«Denise, smettila. Che cosa succede? Ti sei drogata? Dove sei?…» ma lei continuava a delirare.
«…oh papà, vedessi com’è bella, mi sta sorridendo… non ti preoccupare, siamo da Sin, ti ricordi, te l’ho presentato… stiamo girando un film… ma Jessie ormai ha finito…»
«Non ti muovere di lí, vengo subito» le urlai nella cornetta.
Provai a riordinare i pensieri, a rimanere legato alla routine, ma quella era mia figlia e non potevo aspettare l’ok della centrale. Infilai in auto e schiacciai con forza il pedale dell’acceleratore.
Sin, certo che lo ricordavo, che il diavolo se lo porti… Era il loro spacciatore, sicuro. Si faceva passare per un artista moderno, com’è che li chiamano, concettuali… stonzate! Piccola Denise, in quale guaio ti sei cacciata, pensavo, mentre la sirena dalla mia auto sgombrava il traffico dei rientri pomeridiani.
Entrai nell’appartamento e il tanfo mi fece riassaporare il sandwich del mio pranzo. L’odore era quello di birra rancida e cibo avariato. Li trovai in camera da letto. Lui mezzo nudo con la cinepresa in mano, mia figlia in un angolo con un ago nel braccio e la povera Jessie seduta sul pavimento accanto alla porta, il revolver vicino alla mano. Povera piccola Jessie.
Denise era in piena O.D. ma se la sarebbe cavata.
Sin me lo levò dalle mani l’agente Reeves, che per fortuna mi aveva seguito dalla centrale, altrimenti ne sarebbe rimasto ben poco di quel pezzo di merda.
Poi arrivò la scientifica.
Ci sono cose nella vita che cambiano; altre invece non cambieranno mai.
Le persone cambiano.
Le generazioni cambiano.
Le mode, i costumi, le canzoni, i vestiti, i locali, le automobili… tutte queste cose inutili non fanno altro che cambiare, ma la morte rimane sempre la stessa.

AUTORI: GM Willo, Giulia, Daniele, Fida, Andrea C., Jonathan Macini

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