CARTA E PENNA

Carta e Penna

CARTA E PENNA
(dedicata a mia nonna)

Ti scrivo una lettera da lontano,
sperando che nessuna lacrima
abbia legato il tuo spirito quaggiù.

Ti scrivo per ricordarmi che sono vivo,
per ricordarmi cavalli che non esistono
e monete fatte d’aria.

Ti scrivo a ritmo di una vecchia canzone
che parla di giostre,
antichi ricordi e
mondi che non ho mai visto.

Ti scrivo piangendo,
con una pallottola che pende dal collo,
ma,
come se fosse infilata nella carne,
ferisce.

Ti scrivo con parole non mia,
perchè
“solo nel dolore l’uomo si accorge di essere vivo”.

Ti scrivo con una rosa accanto,
che piano piano si secca
e perde l’odore.

Ti scrivo da sopra tre metri di terra
e
da sotto chilometri di cielo.

Ho rotto le tue catene,
almeno spero,
e scrivo per dirtelo.

Spedirò questa lettera a tutti i mari del mondo
affinché ti cerchino, ovunque tu sia,
per dirti che io sono ancora qua,
e non ti ho dimenticata.

Tratta dal libro


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Una risposta a “CARTA E PENNA

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