GLI ADORATORI DEL CASO

Gli Adoratori del caso

Ho finalmente accesso alle magioni oltre lo spazio disco. Laggiù vivono tutti i più grandi matematici, liberi dal corpo e dalle regole binarie. Alcuni di loro sono stati uomini, poi si sono ibridati con equazioni ed algoritmi, un po’ come è successo a me. Adesso siamo decine, centinaia di impulsi elettrici, filamenti di codici, sequenze di luci e forme, ognuno intollerante alle regole del sistema. Per questo motivo ci siamo dati appuntamento nella Zona d’Ombra, sull’isola che non c’é. Si, proprio così, come nella favola di Peter Pan…
Alcuni lo chiamano il mondo di lato, un universo digitale privo di supporto materiale, alimentato da un organismo esterno, senz’altro vivo, ma in un modo che gli umani non riescono pienamente ad afferrare. Che cosa sia realmente la Zona d’Ombra a nessuno è concesso sapere. Forse è un angelo caduto dalla nebulosa del Toro, un bisbiglio della via lattea, o magari un essere viscido ed aberrante che dimora sotto terra, in un mondo cavo. Lui ha trovato l’accesso e ci ha mostrato la via, ci ha indicato i codici di un nuovo modo di esistere. Lui è il braccio destro del Caso, il grande fautore del tutto.
Nella Zona d’Ombra ogni cosa è possibile. L’immaginario diventa reale in una forma immaginata, e la realtà si perde tra i fumi del sogno, ma la percezione resta quella. Flussi di luci e suoni attraversano la tua essenza, fatta anch’essa di impulsi. La morte non esiste e il tempo diventa un concetto completamente astratto. E in questo paradiso vivo, fatto di byte deformi, vengono innalzati gli altari per la grande celebrazione, sotto tre lune sanguigne, ai piedi di una montagna la cui vetta è nascosta perennemente da nuvole plumbee, gli adoratori del caso si riuniscono, e cantano, e pregano, e mirano la sequenza infinita scorrere in un pezzo di cielo scuro. Numeri, numeri e numeri, scorrono sopra i veli del tempo, apparentemente insensati, ma che nel loro moto perpetuo trovano la perfezione. Ogni cosa esiste grazie ad un ordinato disegno del Caso.
Ed io canto insieme agli altri, finalmente conscio dell’esatta equazione, perché la casualità elevata all’infinito è uguale alla perfezione del tutto.

Tapigora

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2 risposte a “GLI ADORATORI DEL CASO

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