IL PALAZZO DEL BARONE PREZZEMOLO

Palazzo Barone Prezzemolo

«Figliolo, vedi il palazzo ritratto in quella foto lassù?»
«Si zio, lo vedo».
«Un giorno il Barone Prezzemolo decise di demolirlo, malgrado tutti fossero dell’opinione che il palazzo fosse il cuore di quel paesaggio. Infatti come vedi era proprio una bel palazzo.
«La gente del paese ricorda ancora questa storia come una Leggenda Fuggente…»
«Raccontami ti prego, zio Garibaldi!»
Si schiarisce la voce e si prepara a narrare (il vecchio zio che la sa lunga…)
«Dunque, successe che un giorno il Barone Prezzemolo, signore supremo del paese, giunse davanti al suo palazzo, non sapendo che fosse il suo. All’epoca era abitato da una comunità di Orfani del Fuoco Amico, gente senza una dimora che si erano rifugiati nell’edifico vuoto.
Per il barone girellone fu una gradita sorpresa sapere che il palazzo si trovava sul suo territorio. Pensando al modo in cui utilizzare l’edificio, avrebbe occupato per un po’ i suoi tediosi giorni da monarca (e credimi era davvero un bella fortuna…)
La prima cosa che fece fu di ordinare alle sue guardie di scacciare gli Orfani del Fuoco, magari con delle sane brutte maniere. L’ordine venne subito eseguito e la povera gente fu presa a calci nella schiena.
Si ricorda che a quell’epoca, tempo in cui i ruggenti Draghi cavalcavano sopra enormi trattori alla volta delle miniere d’oro, e le sirene intonavano i canti sacri, andava di moda distruggere e ricostruire. Era davvero un piacevole passatempo per le persone ricche.
Così il Barone Prezzemolo fece chiamare la Congrega dei Maghi Demolitori, e dopo averli pagati profumatamente, ordinò loro di distruggere il palazzo.
I maghi studiarono con cura la costruzione e prepararono gli incantesimi necessari per attuare il loro proposito (erano dei veri professionisti!) In breve tempo il progetto di demolizione fu pronto, ma qualcuno disse che c’erano delle figure che ancora abitavano il palazzo.
Allora tutti osservarono le finestre dell’edificio e in effetti si accorsero che c’erano delle sagome che si muovevano all’interno. Così la demolizione fu rinviata, e alcune guardie andarono a controllare le sale del palazzo.
Quando queste fecero ritorno dissero al barone che non c’era nessuno dentro il palazzo, a parte uno stupido gruppetto di fantasmi che si aggirava senza scopo da un piano all’altro.
I maghi, irritati per un così insignificante contrattempo, demolirono in fretta e in furia l’edificio, e se ne andarono veloci verso qualcos’altro da distruggere (il tempo per loro era denaro!)
Nessuno si preoccupò dei poveri fantasmi che di sicuro fecero una brutta fine.
Così il Barone Prezzemolo riuscì a portare a termine il suo progetto, e dalle fondamenta del vecchio palazzo fece costruire la sua tredicesima stazione televisiva».
«Splendida storia zio. Ma è vera?»
«Come no! Vedi figliolo, possono cambiare i mondi, possono finire le epoche e incominciarne di nuove, si possono usare parole e nomi diversi, ma purtroppo alla fine i riflessi rimangono sempre gli stessi».

GM Willo 1996
http://willoworld.googlepages.com/iraccontidelmillenniopassato

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2 risposte a “IL PALAZZO DEL BARONE PREZZEMOLO

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