IL SENSO AUTOCRITICO

IL senso autocritico

I ragazzi adesso apparivano tutti abbastanza tranquilli. Si erano agitati nel pomeriggio, tutto per causa di due o tre incomprensioni, ed erano subito volate parole offensive, frasi di scherno, segnali che dimostravano la scarsa volontà di capire ognuno le ragioni dell’altro. L’argomento era sempre il medesimo: scegliere le strategie più adeguate per reclutare sempre nuovi sostenitori della causa a fondamento della vita civile. Qualcuno provocatoriamente aveva spiegato che era giunto il momento di dare una spallata ai modi garbati usati da sempre in quel gruppo; i volantini e gli appelli non servivano a niente, aveva spiegato, si doveva provare a percorrere strade diverse, sistemi per scrollare in maniera più forte le persone assopite davanti ai televisori e ai computer. Qualcun altro aveva risposto che era giusto lasciare la libertà di spendere il tempo ognuno come voleva, ed altri avevano incalzato che unicamente lo stimolo per cambiare le cose era il solo possibile elemento da introdurre nella vita ordinaria di persone qualsiasi, alle quali tutto andava bene così. Uno poi si era alzato e aveva parlato senza mezze parole di superficialità e di “opinioni dettate dalla cultura assorbita”, che quindi non erano proprie, bensì indotte da un sistema che portava ciascuno a credere di avere pareri individuali, ma che alla fine dei giochi erano quelli di tutti, foggiati sopra un modello di disinteresse diffuso verso qualsiasi diverso argomento. Metà dei ragazzi, a queste parole, si era scagliata contro l’altra metà: sembrava impossibile che ogni persona non avesse, in base a quanto spiegato, la libertà vera di stabilire che cosa era bello e che cosa era brutto, o meglio, che cosa a loro piaceva e che cosa risultava sgradevole, mentre gli altri, incalzando con termini accesi, continuavano a dire che il senso autocritico di porre le cose era ormai inesistente, e che tutto era plasmato dai mezzi di massa, i quali con facilità plasmavano anche i pensieri e i cervelli. Fu trovato l’accordo soltanto più tardi, quando ciascuno di loro tornò sui suoi passi, e moderando i termini e i modi, fu deciso che si sarebbe messo in campo di nuovo la strategia già adoprata, scegliendo così di non scegliere niente, conservando in questa maniera almeno ciò che era stato fino ad allora raggiunto.

Foto di Philippe Leroyer: http://www.flickr.com/photos/philippeleroyer/

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