L’ULTIMO LAMPIONE

L'Ultimo Lampione

Ritto sulla balaustra affaciata sul fiume, me ne sto fermo da quasi tre secoli, povero vecchio lampione mezzo arrugginito.
Per la verità non sono come tutti gli altri; sono l’ultimo lampione di questa antica e polverosa strada costruita per le carrozze ed ormai percorsa ogni giorno da migliaia di mostri di latta rombanti e strombazzanti.
Molti di voi si staranno domandando perché mi considero l’ultimo e non il primo, la risposta è presto detta: io guardo sempre verso l’oscurità!
Un tempo, quando il padrone della città era un certo “Granduca”, oltre la mia fievole luce si estendevano immensi campi, ricchi di grano viti ed olivi; oggi nell’era dei “sindaci” il panorama è completamente cambiato e la città, dopo di me, continua ad estendersi a perdita d’occhio.
Durante il giorno sonnecchio cullato dai rumori della metropoli ma all’arrivo della notte mi accendo, inizio a vegliare, divento un importante punto di riferimento.
Anticamente ero l’ultima luce visibile al viandante prima del buio totale poi, piano piano, dopo di me sono stati piantati dei moderni lampioni, altissimi e con luci troppo potenti, presuntuosi da morire!
Comunque non me la prendo più di tanto, in fondo posso tranquillamente considerarmi il segno di distinzione fra il centro della città, bello ed elegante e la periferia, brutta, anonima, pericolosa.
Io faccio parte del centro, i lampioni allo Iodio della periferia!
Certo, in questi tre secoli ne ho viste davvero di tutti i colori ma soprattutto sono cambiato alquanto: ricordo ancora quando, con il serbatoio pieno d’olio aspettavo trepidante l’arrivo del lampionaio col suo attizzatoio.
Tutti quelli che ho conosciuto mi hanno sempre voluto bene, si sono presi cura di me, hanno curato le mie scalfiture e mi hanno portato rispetto.
Poi è arrivato il Gas e l’accensione automatica ed i lampionai sono scomparsi…..peccato, sono cessati i rapporti diretti con il genere umano!
Le scrostature piano piano sono arrugginite e ci sono voluti anni prima che qualcuno se ne accorgesse e venisse a medicarmi.
Le cose non sono migliorate con la corrente elettrica, anzi il momento dell’accensione è diventato un pò fastidioso: appena arriva la scarica sento un formicolio piuttosto intenso che mi attraversa.
La ruggine continua ad essere lasciata sul mio corpo per molto tempo, e quando arrivano i “tecnici del Comune” sono molto scortesi, frettolosi, non si fermano a parlare neanche un pò con me.
Nonostante tutto, da quassù continuo a vigilare sulla sicurezza notturna dei viandanti, che da sporadici si sono trasformati in “massa” ed ogni notte, per buona parte di essa, affollano questo pezzo di strada schiamazzando e bivaccando.
Solo verso l’alba la via torna ad essere deserta, come un tempo, le persone che passano, dopo di me affrettano il passo a meno che non siano coppiette che si fermano ai miei piedi per scambiarsi un ultimo bacio.
Lontani sono i tempi delle congiure ordite sapendo che tanto io non avrei mai potuto parlare…quante ne ho sentite, andate poi a buon fine o meno!
Penso che a volte mi sarebbe piaciuto davvero parlare, raccontare al mondo intero cose viste e sentite:
“Signor Granduca, proprio stanotte l’ambasciatore di Francia si è incontrato qui con il capo dei rivoluzionari, hanno deciso di attentare alla sua vita all’alba di Venerdì…..” oppure : “Lord Stratton che piacere, sa proprio ieri notte sua figlia, quella carina che pare una santerella, era qui sotto con un ragazzo che in quattro e quattr’otto le ha rubato la verginità….”
Certo a distanza di tre secoli le cose sono cambiate, di verginità perdute ne vedo tutte le sere e se dovessi fermare tutti i padri che passano il giorno dopo, starei fresco!
Io comunque continuo a starmene qui fermo, immobile, impettito, mi accendo al calar della sera e mi spengo all’alba, adesso con una lampada che dice faccia risparmiare molti soldi al comune….bah!
Mi piace specchiarmi nel fiume e soprattutto continuare ad accompagnare i viandanti verso l’oscurità…io, povero vecchio lampione mezzo arrugginito!

Massimo Mangani – Altri Lavori

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2 risposte a “L’ULTIMO LAMPIONE

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