VERSI NELLE SFERE

Appena entrata nella community ci ha inondato di immagini forti e parole taglienti. Una nuova splendida New Entry della Community Rivoluzione Creativa: sVanna.

CRISALIDE

Vive cavità

E’ dopo,
questo livido uterino riassorbito,dopo
questa pozza secca
di amnios
e mummie asciugate di dolore e le bende
che stringono ancora.
E’ dopo,
questo uovo vuoto
di guscio incrinato che resta,
come di solcatura,
come di ruga,
come di fulmine sulla pelle.
E’ dopo
che inaspettato ritorna
vivo dare vita
il giusto pianto
il giusto riso
e la eco li espande
nella cavità accogliente
di un ventre felice.


***

Mentre il mondo dorme

Alveoli catramati
da insonnie reiterate,
prestabilite impotenze
gelificate.
Maligne congetture verniciano
la notte dilatando
l’ignoto ed io,
ricamo suture
annodo,
il filo del silenzio.

***

Quello che resta

Svanisce la tensione
la sfera collassa,
asfissia atelectasica.
Siamo trauma già troppo antico
tralasciato dogma cromosomico.

Come remota leggenda smarrita.

Siamo distanza siderale
tra idea e il segno.
Assenza_Assenzio
narcosi dello spazio
amnesia del testimone.
Siamo pane.
E nessuna fame a reclamare.

***

Nonostante

Sepolti nella giungla d’asfalto,
brandelli di memoria,
sotto lamine d’allumino
respirano sottovoce.
Affannati e intensi
gli ingranaggi viscerali riprendono il moto.
Sussultano di vivo
tra il margine blu elettrico del cielo
e una lamiera monocroma e glaciale.
Il sole ancora prigioniero
nella sfera di filo spinato
scorge dietro un orizzonte guasto. Ma evade
trapassa l’aria livida e commuove.
Di nuovo sotterraneo batte
il cuore trivellato di madre terra
e il letto di un fiume
raccoglie il sangue sperperato
lo culla e lo consola
dopo l’ennesima guerra.

***

Torni e…

Ti ho visto violare
il ricordo recesso.
Radiante, obliata presenza
mi respiravi nel petto e corrodevi l’aria.
Temeraria
sorridevo contromano,
funambola,
sulla scia del tuo canto.

***

Vento ubriaco

Sono Vento di Marzo
arrivo col sole
sembro brezza pacifica poi
leggera distruggo.
Divelgo pollini quasi affermati,
soffio e osservo
petali precari, gambi piegati.
Della resa non mi curo
neanche del grido immaginario.
Sono vento di marzo
vengo dal mare e al mare torno,
senza badare.
Scaglierò nell’acqua il raccolto,
il mediocre il pavido e l’incerto,
danzeranno
sull’orizzonte infranto dalla spuma.
Sarò sulla riva
ebbra di spettacolo e follia.

***

Nella città Perfetta

Mettono
le loro livide mani
nella mia memoria e voi
non sapete la pena, credete
sia soltanto il ricordo.
Io ho dimenticato la sete.

***

Crisalide

Avvolta ancora da ipotesi gelatinose
attendo,
definizione del mio mutare.
Crisalide
incognita elicoidale…
Sogno Anarchico di Forma Perfetta:
la sezione aurea nell’errore.

***

Questione di tempi

Il tempo del tuono e quello della luce
il tempo della voce.
Il tempo del vuoto del bianco e dello Zero.
Che tempo ha uno Zero?
Che tempo è?
Deve essere lo stesso
di questa voragine rarefatta,
del suo fondo impaziente che aspetta te.
Di me, della neve
che finalmente lo sottace.
Col passo felpato
e nella bocca
l’eco eterno di un ruggito,
con gli occhi certi
di felino diafano,
aspetterò la notte,
aprirò sentieri di luce accecante…
E sarà neve alla neve.

***

Utopia possibile

C’è un luogo senza dove
una parallela di utopia possibile
ti aspetto li
posso cantare, non mi annoierò.
Ogni istante una falce,
il tempo che scorre miete le stelle
ti aspetto li
posso macinare grani di luce,
non mi annoierò
e sarà di farina splendente
il pane che mangerai
dalle mie mani.

***

E’ possibile

Felice utopia creduta lontana
di ali sacre tra le spalle mentre il ventre
muove da puttana.
Come la terra fottuta di guerra
che assapora
nel tempo di pace
il sangue dolce della ferita.
Del sudore stesso che disseta la fatica
di una splendida morte
che difende la vita.

***

Scrivere

Non so cos’è…
malinconia o luce
sabbia o neve, danza.
Mendicante di parole da estorcere al silenzio
chirurgica lama
per demiurgica lirica,
licenza dell’errore.
Dimensione parallela
piani incrociati,
spazio avverso.

Non so cos’è.

È suono a volte ed io,
solo un pentagramma.
Cinque righe violate e la sesta
la pazza, segreta
mai vista.
Un delirio
nella traccia nascosta.

***

Impotenze creative

Afasica dislessica
subisco la strettoia
del linguaggio e il suo imbuto.
Cerco una parola dice tutte le parole
non la trovo o forse
non la vedo, comunque
non la riconosco.

Io sento l’immenso

cerco
una parola

subisco
la strettoia.

***

Alla fine

La piazza sembra vuota, incustodita,
forse ripudiata.
Sulla polvere, la neve.
Neanche cade come sa
come deve.
Imbianca appena
la sporgenza di un tetto
di un marciapiede
la scanalatura di un bidone.

I seni gonfi di un respiro sensuale,
quelli Si,
li riuscirebbe a coprire.

Ma qui nessuno respira così.

sVanna- Altri Lavori

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Immagine: elaborazione grafica da una foto di Kiwinz – http://www.flickr.com/photos/kiwinz/

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