STORIA D’AMORE E DI FIORI

Storie d'amore e di fiori

Ne conosco a miliardi, sono il mio cielo.
Insegnano la verità cruda di una cruda filosofia esistenziale.
Guardi in alto per non morire nel cemento.
La prima storia d’amore è con mio padre.
Vendeva frutta e verdura di giorno, e di notte come una lucciola si allontanava per pescare.
Lo vedevo svanire nel mare, io l’avrei aspettato ad ogni scandire d’ora.
A volte, lo vedevo ribaltarsi con il tre ruote perché lo caricava troppo!
Le arance si perdevano per strada sotto la puzza di pesce morto da poco ed il sorriso sconsolato di mia madre.
Lei è sempre stato il suo amore, per inseguirla avrebbe rubato interi giardini, gli massaggiava ogni notte il cuore per amarla senza dolore, dolore per una barca di niente ed un languore allo stomaco,
che consumava ogni loro più piccola illusione del domani.
Tutto era il solo presente,
si dicevano solo,
“Oggi ti amo e il presente è per sempre”.
La mattina a fare l’amore dove si poteva, e di notte a ridere mentre mio padre gli toglieva le spine dei fichi d’india dal pancione. Era sempre incinta.
I clienti la facevano piegare sulle bancarelle per guardarle le tette, e lei inevitabilmente si pungeva, tra il sorriso divertito di mio padre ed un occhiolino a me!
La loro era una storia d’amore che si approfondiva nei campi, ed io come loro frutto,
adesso valgo quanto un fiore.
Mi chiedo solo,
ma io posso essere un fiore anche se mi nutrono con il sangue?
Dovrei compiere un gesto d’amore togliendomi la pietra che ho in cuore accettando una sana passeggiata, lasciare passare il vento dove l’aria smuove ogni certezza, svela l’imprevedibile del mio essere viva.
Lo confesso.
La vita per me vale quanto un fiore,
o l’anima contorta di un albero che di tanti anni ne fa una canzone.
Sceglierei di vivere anche solo, per rivederli ancora,
Guardando i fiori vivere di se stessi.
Esistenze senza resistenza e senza paradossi.
Ne guardo uno rosso, è bellissimo, sembra non chiedere nient’altro se non essere solo bellissimo.
Spesso assisto alla loro fine d’amore, guardo un uomo regalarli alla sua donna.
Senza radici imbavagliati nella carta, li vedo cadaveri spacciati per regali.
Lo confesso.
Sarebbe bastato un invito a guardarne un campo intero, tutti bellissimi attaccati alla loro voglia di vivere,
e noi due in tutto questo…
a guardarci.

Miriam Carnimeo – Altri Lavori

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Una risposta a “STORIA D’AMORE E DI FIORI

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