NEVE AL SOLE

La porta si chiudeva, lasciando sempre tra quelle quattro mura tutta l’amarezza, le paranoie, l’inquietudine, che ancora, dopo tre anni, non lo mollavano. Tirava su col naso, usciva di casa e non potevi fare altro che camminargli affianco. Lui aveva il suo passo, il suo ritmo, accompagnato solo dalla sua musica.
Da dietro era uno schianto. Quei lunghi capelli oscillavano sotto i glutei verso destra e sinistra, come un pendolo, seguendo la cadenza dei suoi passi. Le spalle larghe e dotate rimanevano immobili. Un cazzotto sferrato bene sarebbe potuto arrivare all’improvviso, che lui avrebbe proseguito a camminare, perché il dolore non esiste, il dolore è solo una percezione e le parole che ci mettiamo su sono una perdita di tempo, domani moriremo e il dolore non può fermarci oggi. Gli occhi freddi perché feriti ma allo stesso modo intensi, perché vivevano ancora, erano visibili solo nel buio senza fenditure. Come piccoli riverberi bianchi, rivelavano che i cazzotti fanno male. Per questo, in quel letto riscaldato, tornava con le spalle girate e il vuoto davanti.
E lei gli arrivò proprio da dietro. Lei che gli tirò i capelli. Morbida e pura come la neve che non si fa toccare, come la neve fredda e dissetante ma come la neve così delicata, con un po’ di calore si scioglie e con il fuoco di una stella scompare. Morbida e pura come la neve, che è morbida solo se la guardi, che è pura solo se la guardi. Che se la tocchi contamini, che se la tocchi ti ghiaccia i polpastrelli, che se te ne innamori ti ferma il cuore e se non ne hai riguardo ti travolge, che se l’accarezzi si scioglie e che al fuoco di una stella scompare.
Gli tirò i capelli e le spalle rimasero immobili ma il buio è dietro l’angolo a brillare. Finito di bere, il dolore fu percezione e domani moriremo ma oggi siamo vivi e oggi continuiamo a farci ferire, ancora più se fingiamo che la sedia sia a terra e che il vuoto stia sotto. Lei si sciolse e, come la neve a un sole feroce, senza travolgerlo, scomparve.
Lui chiuse la porta dietro di sé e da dietro era uno schianto, con le spalle larghe e dotate che rimanevano immobili e i lunghi capelli che, fino a sotto i glutei, oscillavano verso destra e sinistra, seguendo la cadenza dei suoi passi.

Silvia Petrianni

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2 risposte a “NEVE AL SOLE

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