SHARONA

Tra meno di un’ora sarà qui. Lei, con quel portamento elegante da fotomodella, sofisticata come una straniera, lunghe ciglia di velluto che ombreggiano uno sguardo austero in cui adoro perdermi. Lei, Sharona come la canzone, che stringe il mio corpo con le sue lunghe gambe quando mi vuole dentro, che urla disinibita con le finestre aperte, mentre l’orgasmo le esplode nella gola. Al solo pensiero tremo, e mi sento già in tiro…
Il sugo bolle da un’ora. Ho preso la macinata magra perché so che le piace. Le pennette sono quelle piccole per la sua bocca minuta, coperta appena da una patina di rossetto. Poi la carne. Bistecca al sangue per lei che la vuole sugosa, perché la fa sentire vampira al punto giusto. Il vino è un Sassicaia, dato che per lei non bado a spese. E poi l’insalatina di radicchi, la frutta, il gelato, il caffè… A stomaco pieno il sesso ludico è giustificato.
Sharona conosce tutto di me eppure io non conosco nulla di lei. Sharona è stata dai miei genitori ed ha fatto una buonissima impressione a mio padre. Mia madre d’altronde non mi parla più. Mia sorella la odia. Per due ore ha tenuto testa a tutti, davanti alla tavola imbandita a festa con l’agnello sacrificato e i pisellini verdi. Una pasqua con i tuoi può essere peggio di un pasto in una cella del braccio della morte. Mi alzai per andare in cantina a prendere il moscato e lei mi venne dietro. Mia madre ci sorprese mentre mi costringeva ad andarle giù, alla tenue luce della lampadina a quaranta volt del seminterrato. Difficile resistere alla dolcezza dei suoi succhi…
Sharona è un mistero di odio-amore, di sesso frenetico, di donna allo stato puro. È come se incarnasse il femmineo spirito della terra nel tepore delle sue cosce, dentro gli abissi smeraldini dei suoi occhi. Non so niente di lei. È apparsa d’improvviso nella mia vita o forse vi ci sono sbadatamente inciampato. Ricorderò sempre quel primo caffè insieme e le sue domande a bruciapelo, accompagnate da lunghi ed imbarazzanti sguardi. No, non è mai stata mia una scelta…
Tra mezz’ora sarà qui. Lei spacca sempre il minuto. La magnolia intensa del Dior precede il suo ingresso sul palcoscenico della mia vita. Io sono un mero spettatore delle sue imprese. Dannazione, devo girare il sugo altrimenti rischio di bruciare tutto, e se dovesse accadere per me sarebbe la fine…
Sharona mi sta divorando un pezzettino alla volta ed io non riesco a fermarla. Non voglio fermarla. Adoro questa pratica cannibalesca che lei sapientemente porta avanti già da un anno. Non è rimasto molto della mia anima. Lei succhia, succhia, succhia ed io la lascio fare. Ed è bellissimo così. Le servirò l’aperitivo dentro i bicchieri di mia madre, quelli antichi. È una sorta di rituale contro il bigottismo della mia vecchia. Sharona sa che mia madre è un punto dolente. Quando mi lega al letto e si siede su di me, contorcendo la sua schiena come una lamia, mi guarda dritta negli occhi e mi dice che mia madre ci sta guardando dal buco della serratura, e mentre ci guarda scopare lei si tocca, non ne può fare a meno. È così che mi fa venire, sempre…
Ormai manca poco. Metterò sul fornello l’acqua per la pasta e inizierò a preparare l’insalata. Voglio che sia tutto pronto per quando arriva. Ho staccato il telefono e presto spengerò anche il computer. Lascerò accese solo le luci della cucina e le candele sparse per la casa. A lei piace giocare con la cera…
Ecco, questa è la sua auto. Ne riconoscerei il suono anche nel traffico cittadino all’ora di punta. O forse avverto semplicemente la sua presenza, l’energia che sprigiona, qualcosa che ha che fare con le frequenze che legano noi umani agli spiriti della natura. L’essenza femminea della terra. Sharona, il sugo, le bistecche, mia madre… driiin, driin…
Sto arrivando…
Sono tuo!

GM Willo – Altri Lavori

Immagine di Cristian Mantovani: http://www.flickr.com/photos/zedo79/

QUESTO RACCONTO FA PARTE DELLA RACCOLTA “LA VEGLIA DEI GIGANTI” SCARICABILE GRATUITAMENTE A QUESTA PAGINA

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3 risposte a “SHARONA

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