CUCCIOLO

Al piccolo Giacomo piaceva la sua scimmietta di peluche, quella con le calamite sui palmi e gli occhi leggermente storti. Gliel’avevano regalata a maggio durante la gita al parco degli animali, un’occasione speciale per festeggiare il suo quarto compleanno, trascorso meravigliosamente insieme ai suoi genitori, che purtroppo vedeva solo nel weekend, o a sera tardi prima di andare a letto. Loro erano molto indaffarati; lavoro, appuntamenti, amici, palestra, tutti i giorni c’era qualcosa, e anche il sabato poteva vederli solo di sfuggita, perché c’era la spesa da fare e poi tutte quelle cose che non avevano il tempo di sbrigare durante la settimana. Insieme a Giacomo ci stava la tata, Carmela, una donna un po’ strana con la pelle scura ma sempre gentile. La domenica invece c’era la partita; papà se ne stava in salotto davanti alla TV, a volte c’erano anche degli amici, mentre la mamma si metteva a leggere, oppure andava a fare shopping quando i negozi restavano aperti. Lui il pomeriggio rimaneva nella sua cameretta a giocare a duplo oppure con i treni, e ogni tanto si affacciava in soggiorno per chiedere un bicchiere di latte o un biscotto, con la scimmietta sempre avvolticciolata al braccio. Non la lasciava mai.
Proprio perché poteva vederli solo di rado le giornate insieme ai suoi erano sempre delle occasioni di festa. In estate succedeva anche due volte al mese, perché la domenica non non c’era il campionato e le giornate erano belle e fuori si stava d’incanto. Allora lo portavano ai giardini oppure al mare, e poi al ristorante dove poteva ordinare un piatto di patatine fritte tutto per lui, e al ritorno si addormentava in macchina ed era bellissimo lasciarsi cullare dalle vibrazioni dell’auto. Quelli erano i momenti in cui sentiva tanto caldo al cuore, una sensazione meravigliosa che lo lasciava tramortito. Era l’amore che provava per suo padre e sua madre. Li osservava seduto nell’oscurità della monovolume, con le luci dell’autostrada che rimbalzavano sui finestrini. Si perdeva nel profilo aguzzo di lui, concentrato alla guida, gli occhiali con la montatura fine, il ciuffo appena striato di grigio che gli ricadeva sulla tempia destra. E poi accanto c’era lei, bellissima con la sua chioma dorata dalla quale spuntava un orecchio perfetto, soffice come un marshmallow. Oh, come amava i suoi genitori. Avrebbe voluto stare sempre insieme a loro, sera e mattina. Ma c’era l’asilo e poi tra poco sarebbe iniziata la scuola. Il padre aveva appena ricevuto una promozione e quindi il lavoro sarebbe aumentato, e la madre aveva intenzione di scrivere un libro e quindi avrebbe avuto ancora meno tempo da dedicare a lui. Di sicuro però ci sarebbero state altre giornate come quella al parco degli animali, per il suo compleanno e poi per le feste di natale, oppure in agosto quando tutti vanno in ferie.
Il pensiero di quelle prossime avventure lo cullò insieme alla musica di sottofondo dell’autoradio. Il piccolo Giacomo, col calore confortante all’altezza del petto, si lasciò andare al sonno di un amore limpido ed incondizionato.
Ore dopo, davanti ai volti stravolti dei suoi genitori, il medico disse che il suo cuoricino aveva semplicemente cessato di battere.

GM Willo – Altri Lavori

Immagine di Willoclick

QUESTO RACCONTO FA PARTE DELLA RACCOLTA “LA VEGLIA DEI GIGANTI” SCARICABILE GRATUITAMENTE A QUESTA PAGINA

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3 risposte a “CUCCIOLO

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