WHITE AS THE SNOW

Biancaneve si affacciò alla finestrella della piccola casetta sperduta nel bosco, guardò l’orizzonte e si convinse che fortunatamente la sua matrigna non l’aveva ancora scovata.Chissà che colpo sarebbe stato se la povera vecchiarella avesse scoperto che i sette nani erano in realtà spogliarellisti rimorchiati un giorno di tempesta nel pub vicino al porto, e che per rendere la storia della sua vita adatta ai bambini aveva mentito tutti quegli anni. D’altra parte soltanto un ingenuo avrebbe davvero creduto che una sventola come lei si fosse intrattenuta con degli sgorbi poco cresciuti, senza neanche consumare la dolce compagnia. Quanto al soprannome, beh mica c’entrava davvero la “neve”, o meglio non l’acqua congelata caduta dal cielo ma quella dolce polverina bianca che i suoi cavalieri le portavano ogni sera dal night dove si esibivano e che lei sniffava avidamente prima di sbatterseli tutti e sette contemporaneamente. Dopo tali performances, per diverse ore continuava a vedere farfalle di carta volare ed uccellini che le parlavano, e quello era l’unico effetto collaterale.
In effetti la possibilità che la matrigna la trovasse costituiva un problema non da poco, in fondo le aveva voluto bene e si sentiva in colpa per averla fatta passare da strega, descrivendola come una donna senza scrupoli, pronta a tutto pur di primeggiare, manco fosse una concorrente del “Grande Fratello” o di “Amici”! Il fatto era che con i bambini quella storia funzionava, erano anzi quasi entusiasti e gli psicanalisti speculavano tantissimo con la menata della matrigna come incarnazione del lato “oscuro” della madre, una sorta di “Dart Vader” al femminile! Chissà cosa avrebbe potuto dirle per giustificarsi, magari avrebbe potuto inventare la storiella che: “mi son persa nel bosco ed ho incontrato un vecchio lupo pedofilo, ma i ragazzi mi hanno salvata e non potevo non essere riconoscente”, ma già quella sbarbina di Cappuccetto Rosso l’aveva adoperata per giustificare la sua scappatella con il cacciatore… e poi lo sapevano tutti che il suo soprannome derivava dal fatto che utilizzava profilattici aromatizzati alla fragola per fare i pompini! Cenerentola per lo meno era stata molto più onesta sposando l’unico uomo che avesse mai davvero amato, anche perché il suo lesbismo era ben noto e le sorellastre si erano adirate così tanto perché non potevano più usufruire dei suoi “servigi”! Doveva riconoscerlo, quando era preoccupata le piaceva sputtanare tutti e non era escluso che prima o poi non avrebbe scritto un libro da far pubblicare alla casa editrice del “Presidente”.
In lontananza vide arrivare una figura esile, vestita di nero… cielo la matrigna! Non aveva proprio intenzione di affrontarla quindi si vestì in tutta fretta e sgattaiolò fuori dall’uscita sul retro, iniziò a correre verso il bosco e fece perdere le proprie tracce.
Cammina cammina incontrò un uomo nudo che mostrava fieramente i propri tesori: povero Imperatore, gli piaceva talmente tanto fare l’esibizionista che si era inventato di sana pianta una storiella su certi abiti nuovi, invisibili, vendutigli da due furfanti venuti da lontano! Una volta, fuori dalla scuola elementare aveva rischiato il linciaggio quando i bambini, a metà fra il divertito e lo spaventato avevano iniziato a gridare: “Il re è nudo!; Il re è nudo!” Che storia!
Cammina cammina incontrò Pinocchio e la Fata Turchina; prima o poi avrebbe dovuto prendere a quattrocchi la ragazza e rivelarle che quello che si ostinava a succhiare così avidamente altro non era che il naso!
Cammina cammina incontrò Alice che a furia di calare acidi era rimasta nel Paese delle Meraviglie peggio di Sid Barrett ed era stata soprannominata “Comfortably Numb!”
Cammina cammina trovò Aladino che volava felicemente su un tappeto, a quell’ora si augurava che Jasmine lo avesse lasciato perdere, a quarant’anni non era ancora cresciuto!
Alla fine, giunta sulla strada maestra incontrò finalmente il Principe Azzurro, che poi era un negro alto un metro e novanta, che la invitò a fare un giro sulla sua nuovissima Porche Cayenne bianca. Biancaneve non se lo fece ripetere due volte: al diavolo la matrigna e quei sette spogliarellisti squattrinati!Così, dopo un giro sul Grande Raccordo Anulare Biancaneve andò a casa del Principe, si fece mettere incinta, gli fece causa per il mantenimento dei figli (due gemelli) ed ottenne un assegno di diecimila euro al mese.
Da quel giorno visse per sempre felice e contenta!

Massimo Mangani – Altri Lavori

Partecipa al progetto “Coverizza una Storia” – ENTRA IN RIVOLUZIONE CREATIVA!

Annunci

2 risposte a “WHITE AS THE SNOW

  1. Pingback: LETTURE NELLA CITTÀ VECCHIA « I Silenti·

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...