LIMBO – CAPITOLO 17: Il Vampiro di Limbo

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L’eclisse ha annunciato il tempo dell’Emersione. Gli Arcon credono che consegnando al Guardiano di Mountoor, la montagna sacra, gli oggetti sacri di Seidon, il vecchio mondo tornerà e Limbo smetterà di essere una terra cangiante ed instabile. Gli Elenty, maghi immortali primordi, sanno che la verità è un’altra. L’Eclisse è la campana che segna la fine del lungo tempo di attesa dentro Limbo, un mondo virtuale costruito per conservare l’eredità dell’umanità perduta.

Solamente gli Elenty e le loro copie conservate negli oggetti sacri saranno in grado di lasciare Limbo. Gli Arcon, essendo entità digitali fittizie, non potranno in alcun modo uscire dal loro mondo.

Accanto a Misar e a Jade, la ragazza Keeper protettrice di un oggetto sacro, si sono uniti nuovi compagni di viaggio; Nicon e il giovane Tzadik, più due superstiti della Gilda, e poi Mylo e il mago Elenty Rivier. Insieme dovranno attraversare le Lande del Disordine per raggiungere la montagna sacra.

Sawar, il delirante demolitore di Limbo, ferito dalla spada di Nicon, è vegliato dalla compagna Davinia, nelle grotte rigeneratrici dei Sewolf. La sua vita è appesa a un filo, ed il tempo è l’unica medicina che potrà salvarlo.

Presto la nuova illustrazione di Charles Huxley.

CAPITOLO 17 : Il Vampiro di Limbo

L’unità di controllo aveva fatto partire il programma di deframmentazione, anche se il tempo non era quello giusto. Solo un evento eccezionale era in grado di rompere il ciclo. Wirlock sentì ricomporsi la sua anima, ancora una volta… No, non era un comune Elenty. Era un inganno, un’ombra, o come amava raffigurarsi anche attraverso l’avatar che indossava… un vampiro. Il vampiro di Limbo.
Aprì gli occhi, li mosse lentamente verso una delle quattro finestre di vetro spesso che davano sui fondali del mare infinito. La luce nella Guglia era soffusa, un riverbero turchese che proveniva dalla plancia di controllo. Fuori le ombre degli enormi squali a guardia della torre passavano con intermittenza davanti alle vetrate.
Il corpo di Wirlock era adagiato in un cofano. L’aveva disegnato lui, perché la letteratura vampiresca era stata una delle sue passioni adolescenziali. Ricacciò per l’ennesima volta il senso di colpa che lo ghermiva. Aveva ingannato i suoi compagni che come lui credevano nel progetto Limbo. Gli altri sette della Guglia si erano lasciati morire, come da patto, dopo la fine del primo ciclo. Limbo sembrava procedere nel migliore dei modi, nonostante gli Elenty ribelli. Gli altri programmatori confidavano nel grande disegno e nell’equilibrio delle molteplici parti. Era una teoria affascinante, ma Wirlock sentiva un irrefrenabile bisogno di avere tutto sotto controllo. In gioco vi era la razza umana, dopotutto…
Le informazioni incominciarono a riversarsi nella sua coscienza digitale ancor prima che il suo corpo riuscisse ad alzarsi da quel giaciglio di vampiro. Non poteva crederci. Il tempo era giunto. L’eclisse aveva annunciato l’avvento dell’Emersione… Provò a muovere un dito, ci riuscì appena… Cercò di contenere il tumulto che lo invadeva. Doveva dare al programma il tempo di fare il suo lavoro, dopo di che avrebbe preso in mano la situazione e guidato il grande progetto Limbo verso il suo trionfale successo.
Qualcuno era fuori. Qualcuno era sopravvissuto, o si era evoluto, o forse una nuova forma di intelligenza aveva scoperto il segreto della Rete di Hope. L’uomo poteva ancora salvarsi…
Sbatté violentemente le palpebre, riuscì a sollevare di qualche centimetro la testa. Le fauci spalancate di uno squalo gli sorrisero da oltre una vetrata. C’era qualcosa che non andava. Il suo avatar era immobile ma la sua mente poteva già viaggiare dentro il telaio di quel mondo virtuale che lui, forse più di ogni altro, conosceva come le sue tasche. Proiettò la sua vista sopra Mountoor. La gente si stava già radunando attorno alla montagna sacra. Arcon, Arenty e qualche Elenty immortale, provenienti da ogni angolo di Limbo, si erano accampati non molto lontano dall’entrata delle grotte che portavano alla dimora del Guardiano della montagna. Nessuno ovviamente accennava ad avvicinarsi, perché tutti temevano il gigante. Gli avrebbe invitati lui ad entrare, forse… Wirlock poteva intuire la perplessità che aleggiava tra la gente. Vi erano alcuni Arcon che auspicavano l’inizio di un nuovo mondo, altri che invece erano scettici e si trovavano lì solo per curiosità. I pochi Elenty rimanevano appartati e non si facevano riconoscere. Un gruppo di Testimoni di Seidon profetizzava l’arrivo del loro dio. Vi erano anche dei Keeper con i loro oggetti sacri. Vagavano confusi alla ricerca di consigli, seguiti a vista dai loro protettori. Quasi tutti auspicavano che il Guardiano sarebbe apparso una volta che tutti gli oggetti sacri avessero raggiunto il luogo.
Ancora una volta Wirlock si mosse nel reticolato di quel mondo digitale. Vide il guardiano dormire il grande sonno, nella sua caverna dentro al cuore della montagna, e la cosa lo disturbò alquanto. L’eclisse avrebbe dovuto svegliarlo, invece… E poi il disegno presentava una serie di zone d’ombra. Impossibile capirne i dettagli, era solo una sensazione. C’era qualcosa che non andava, tutto qui…
Doveva muoversi. Doveva raggiungere Mnemonia al più presto, ma la mente non poteva bastare. Aveva bisogno di riappropriarsi del suo avatar, uscire dalla Guglia e addentrarsi nel mondo dei ricordi, per capire il corso degli eventi e dipanare il velo da ogni mistero. Quel bisogno lo tormentava, lo divorava.
Una mano, quella destra… Adesso poteva muoverla. Un altro giorno e finalmente il programma avrebbe ripristinato totalmente la sua entità digitale. Laggiù, nei fondali del mare infinito, dove una torre di giada svettava solitaria circondata da dodici squali, l’ultimo programmatore del progetto Limbo attendeva il suo risveglio.

FONTE: Limbo, un libro-blog di GM Willo

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