IL TRENO DI ALI’

C’era una volta un bambino di nome Alì che amava moltissimo i treni, e ogni tanto li vedeva passare dalla finestra di camera sua, una baita di legno che dava sulla valle e sul paesino vicino, dove c’era una piccola stazione di mattoni rossi. Si domandava dove fossero diretti e chi portassero, e se anche lui un giorno sarebbe montato su un treno che lo avrebbe condotto lontano.
Passarono gli anni e quel giorno arrivò. Alì salì su un treno tutto giallo che andava veloce e senza sbuffi. Attraversò la valle ed i verdi pascoli, aggirò le montagne e tagliò in due il paese, fino a che non raggiunse il mare. Là vi era un grande porto in cui vi era ormeggiata una barca con due enormi vele multicolori. Alì seppe nel momento in cui la vide che quella era la sua barca. Allora montò sopra e il capitano della nave, che si chiamava Augusto, gli dette il benvenuto e subito si preparò a mollare gli ormeggi.
La barca condusse Alì in mare aperto, e per molti giorni veleggiò col sole mattutino in faccia. Finalmente raggiunse un’isola, e su questa vi era una pista d’atterraggio, piccola e con un unico aeroplano. Alì seppe, nel momento in cui lo vide, che quel velivolo aspettava proprio lui. Il pilota gli fece un segno col capo e lo invitò a salire a bordo. Decollarono insieme nel cielo blu, si lasciarono l’isola alle spalle e andarono verso sud, dove l’aria era calda e la gente piena di allegria. Poi si diressero ancora ad oriente fino alla penisola di un continente lontano lontano. L’aereo atterrò vicino ad una rampa di lancio sulla quale una navetta spaziale era pronta per il decollo. Alì riconobbe subito lo shuttle e senza esitazione indossò una tuta spaziale e vi s’infilò dentro. Gli altoparlanti scandirono sonoramente il conto alla rovescia. Meno dieci, meno nove, meno otto, meno sette…
La navetta lasciò la Terra con una scia di fumo bianco, e viaggiò rapida attraverso il sistema solare, oltre Nettuno e Plutone, e poi raggiunse le prime stelle, più veloce della luce attraversò l’intera galassia, fino a che non trovò un pianeta piccolo piccolo con un letto a baldacchino, e quel pianeta era talmente minuto che non c’era posto che per quel letto. Alì seppe che quella era la sua meta. Azionò il comando di espulsione e, grazie ai reattori della sua tuta, raggiunse il piccolo pianeta. Ed era così stanco che, di fronte a quel letto, s’infilò subito sotto le coperte e appena chiuse gli occhi si addormentò.
Sognò di trovarsi al binario della stazione del suo paese, ad aspettare il suo treno…

GM Willo – Altri Lavori

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2 risposte a “IL TRENO DI ALI’

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