DI ME FAI MARE

Cresce rigogliosa la leggerezza durante il giorno,
queste mani strofinare il corpo in cerca di calore.
Sento in me la stessa canzone,
tra la gente il sorriso lieve mentre lo sguardo si fissa
sull’altrove.
Ci si ritrova con tutti i pensieri a camminare nell’angolo
più vicino al cuore,
spiraglio di luce con cui giacere tra le ombre.
Mi scrivo addosso le parole,
come figli che non crescono,
le alzo al sole,
in un abbraccio nell’arsura,
tra le unghie che affondano nella terra,
il sangue caldo che intorno al suo pensiero,
gira fino a sfinire la vista.
Disteso per terra il vento si agita,
allunga i suoi passi fino a me,
finendo nella bocca che lo accoglie in briciole,
ma non sfama quest’aria,
che di altri porta l’odore.
Comincia a piovere,
una goccia scambiata per corona,
mi scatena nel mare,
con un silenziatore,
ma il mare è un grido.

Miriam Carnimeo – Altri Lavori

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