CONTRABBANDO DI TE

di Dario de Giacomo

Per un po’ ho avuto paura dei tuoi pensieri. Mi sembravano così pesanti.
Sai? Ho creduto davvero che i tuoi fossero dei pensieri.
Questo prima però. Prima di inciampare nel tuo cilindro, di trovare il coniglio bianco abbandonato ai piedi del letto, mentre dormivi.
Ho aspettato che fossi ubriaca di te per frugare nella tua intimità.
Gli attimi di passione sbollentano in fretta.
Il nemico, stanotte, ha superato la linea di sbarramento; ho trovato le sue tracce in bagno e nel soggiorno.
C’erano tre flaconi di medicinali, ieri sera, sul ripiano della cucina. Li avevo ordinati io secondo lo spettro cromatico.
Stamattina però il flacone giallo precede il blu.
Perciò il nemico ha sicuramente tentato di sfondare le linee.
Ti sei intossicata di te fino a morirne.
Forse hai esagerato con i trucchi. È proprio questo il destino degli illusionisti, illudersi fino a crepare.
Credevi di giocarmi? Ci sei riuscita.
Mentre ramazzo le latrine, penso che sei uscita in quarant’otto e qui è rimasta solo la puzza d’orina vecchia.
Ma davvero credevi al tuo prestigio?

All’inizio non volevo capire. C’erano troppe tracce disseminate dappertutto.
Le ho seguite quasi alla fine del percorso, dove si affievolivano e sparivano.
Ho scoperto che i tuoi passi intersecavano quelli degli altri.
Non saprò mai, però, se loro ricalcavano le tue impronte, oppure se le dirigevano.
Io avevo tutti gli assi, che mi avevi consegnato tu, però vincevi.
Come cazzo ci riuscivi?
Era la mia paura ad arrestarmi? Là dove le tracce superavano la trincea.
Sarei dovuto scivolare nel buco, sporcarmi con la tua gente.
All’epoca dello stordimento, tu stavi sulla porta, e facevi contrabbando della tua peluria tra le cosce.
I cani quella cosa la sentono da lontano. Dopo anni ritornavano ancora a rivoltarsi nei tuoi pensieri, come tra le lenzuola sporche.
Ti sei mai fatta schifo? No! Senza rimorsi.

I morsi dell’anima sono fragilità. Raccontavi a tutti la tua storia, la stessa ogni volta. Si è screpolata fino a consumarsi, gonfia come una zampogna.
Ti piaceva che la canizie dei vecchi e la peluria degli adolescenti si rizzasse ad ascoltare le tue parole.
Tra il contrabbando di te e quello di the, c’è un liquido torpore che tenti di allontanare.
Stai immobile anche ora.
Ora che sei morta, ebbra di te.
Il tuo trucco migliore, quello che poi ti ha uccisa, è l’immobilità.
Qualche filo di rete, innocua per la sua esilità, e al centro, altrettanto innocente, giace la tua immobilità.
È il gioco della pania, per cacciare gli uccelli.
Chi ha le ali si dibatte e vola, in un gran rumore di membra in movimento.
Chi ha l’immobilità vince, con l’impalpabilità del vento.
I nemici sfondano le linee, muovono gli oggetti, sparpagliano l’ordine che mi è necessario per orientarmi nel mio mondo.
Perderò questa battaglia, che illusione!, anche la guerra.
Ma tu sei morta.
Sei di nuovo immobile.
Tu Vinci.

Dario de Giacomo – Altri Lavori

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2 risposte a “CONTRABBANDO DI TE

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