LE MIE CITTÀ: Parigi

Continua il pelegrinaggio romanzato di Massimo Mangani per le più belle città del mondo.

Camminare per le vie di Parigi è qualcosa di magico, farlo di notte ancora di più!
Quello che colpisce sono soprattutto gli odori, delicati come la fragranza delle baguettes appena sfornate, particolari come il profumo dell’acqua della Senna o ributtanti come il puzzo della stazione della metro di Les Halles! Fatto sta che vagabondare liberamente per la capitale francese dopo il calar del sole è un’esperienza che tutti, almeno una volta nella vita dovrebbero provare.
È possibile partire da qualunque punto, che so, il Quai des Grand Augustin per esempio e dirigersi verso Notre Dame, magari per fare una capatina sull’Iles de France, giusto per immergersi nelle stradicciole caratteristiche che custodiscono chissà quali segreti. Colpisce davvero passare da zone quasi illuminate a giorno ad oscuri passaggi, un tempo utilizzati probabilmente per ordire congiure, per non parlare dei cunicoli della metro, alberghi di saltimbanchi e clochard dove verrebbe la voglia di far perdere per sempre le proprie tracce.
Tutto a Parigi ha una sua poesia, puoi trovarti a ripetere nella mente all’infinito parole come “arroindissement”, “Trocadero”, “Pont Neuf”, oppure seguire itinerari letterari rincorrendo Victor Hugo, Flaubert, Maupassant, Baudelaire, o incrociare i propri destini con quelli dei pittori impressionisti, o ancora cercare di sentire le pulsazioni dei grandi personaggi che hanno cambiato la storia,: Luigi XIV, Robespierre e poi il grandissimo Napoleone.
Tempo fa, in una calda notte primaverile decisi di visitare personalmente i luoghi del mio personaggio letterario più amato, il mitico Commissario Maigret così, armato di un paio di romanzi percorsi chilometri e chilometri per calpestare l’entrata del Quai des Orfevres e recarmi successivamente sul Boulevard Richard Lenoir nella speranza di vedere affacciata al balcone la Signora Maigret. L’aria frizzantina stimolava continuamente il mio appetito e mi spingeva a fare lunghe soste nei bistrot aperti, assaporando mezze baguettes ripiene di delizioso formaggio accompagnate da frizzanti boccali di birra. Alcuni di questi locali erano talmente squallidi che non mi sarei affatto meravigliato di vedere seduta ad un tavolo una coppia di vecchi ubriaconi magari usciti dall’Assenzio di Degas. Attraverso il fumo azzurrognolo era possibile scorgere perdigiorno e vecchi marinai che sicuramente avrebbero potuto raccontare storie pazzesche sulla loro vita vagabonda.
Ho sempre pensato che se un giorno deciderò di fondermi definitivamente con qualche città del Mondo, la scelta ricadrebbe sicuramente su Parigi… per ora medito di tornarci appena possibile, magari questa volta sulle tracce di “Adamsberg”.

Massimo Mangani – Altri Lavori

Laggi anche: Dublino e Roma.

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