LE MIE CITTÀ: PORTOFERRAIO

Se non sapete neanche dove si trova, non preoccupatevi, ve lo dico io, Portoferraio è il capoluogo della minuscola Isola d’Elba, ridente isoletta dell’Arcipelago Toscano. Anche se molti di voi non l’hanno mai sentita nominare, adesso che sapete della sua esistenza vi converrebbe farci un salto, soprattutto se amate le misteriose storie che il mare è in grado di raccontare. Arrivando con il traghetto da Piombino si viene accolti dalla splendia fortezza medicea che sovrasta la città; la nostra mente viene ricondotta al clamore di antiche battaglie navali, agli scoppi di cannone, alle grida di arrembaggio! La disposizione delle case colorate, prigioniere di stretti vicoli che si inerpicano su per la collina fa giungere ai nostri orecchi il canto dei pirati ed il vocìo delle prostitute che qui venivano mandati in esilio, nascosti agli occhi dei più civilizzati abitanti della terraferma. Guardando bene, spostata sulla destra, affacciata sullo splendido mare azzurro è possibile distinguere nientemeno che la villa di Napoleone Bonaparte che, mandato prigioniero seppe riunire l’Isola sotto il suo comando conquistando la gratitudine degli elbani che tutt’oggi lo venerano, esattamente come i francesi. Le colline lussureggianti intorno alla città portano ancora i segni delle miniere di ferro, sfruttate fino a pochi decenni fa ed oggi trasformate in attrazioni turistiche.
Una volta scesi dal traghetto il consiglio è quello di inerpicarsi per i vicoli che conducono in cima alla fortezza respirando a pieni polmoni l’aria fetida di pesce , il vero profumo di mare di cui gli abitanti di questo lembo di mondo vanno pazzamente fieri.
Per sentire meno la fatica, visto che le strade hanno una pendenza notevole è possibile infilarsi in qualche osteria ed ordinare il tipico “ponce”, mistura servita bollente a base di caffé, scorza di limone e rum, con zucchero a piacere che ne aumenta la gradazione alcolica all’inverosimile.
Al calar del sole conviene già essere in cima per godersi il tramonto sul golfo e restare a contemplare l’immensità del mare, contando l’intervallo fra i lampeggii del faro ed osservando le tenui luci dei pescherecci che iniziano la loro attività.
Prima di scendere verso la confusione della zona turistica, percorrendo un ripido vicoletto fra le case mezze scrostate dal salmastro, è bene fermarsi nuovamente in qualche bettola ed ordinare il “cacciucchino”, che da queste parti è diverso da quello livornese…
Ripartendo da Portoferraio, mentre il traghetto lascia la sua scia di bianca spuma dietro di sé, ed il sole rosso sprofonda al largo, è possibile essere colti da una certa malinconia… non preoccupatevi… è il potere dei luoghi magici!

Massimo Mangani – Le Mie Città

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