SOMIGLIA A ME

Somigli a me,
un nodo al fazzoletto per ogni giorno che si è pentito,
fuori nella folla in fuga,
partorito in strada,
quando ancora si apparecchia la tavola e l’assenza mangia.
L’arte delle mani stende una tovaglia come un figlio sul cuore,
l’alba si ubriaca con l’attesa dondolando sulle gambe questo suo giorno da curare.
Affacciata sulla superficie, batto in profondità per richiamarti al ventre.

Parole ed elaborazione grafica di Miriam Carnimeo – Altri Lavori

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