IL TERRORE NON AVRÀ FINE III

… CONTINUA DA IERI… (oppure leggi dall’inizio!)

“LA BATTAGLIA”

(Da qualche parte nel deserto di Chihuaua-Messico)

L’uomo era stato legato, imbavagliato e costretto a mettersi in ginocchio sulla sabbia rovente, la temperatura sfiorava i 50° ed il sudore scorreva copioso sulla sua fronte lucida. Il terreno era disseminato di cadaveri e carcasse di automobili ed un gruppo di individui stava in piedi nell’aria torrida, in attesa di nuovi ordini.
La battaglia fra i “Chilangos” ed i “Locos” era appena terminata con la vittoria di questi ultimi, sul campo erano rimasti un centinaio di morti… gli unici sopravvissuti appartenevano ai Locos… tranne l’uomo inginocchiato. Luis Ramirez, capo dei Chilangos era stato lasciato per ultimo e sarebbe toccato a Enrique Rodriguez eliminarlo; quel gesto avrebbe sancito il passaggio di consegne fra le due bande, la posta in gioco era il controllo del mercato della droga nel D.F. e quindi, praticamente in tutto il Messico.
Il gruppo aveva circondato la vittima, erano circa una dozzina di ragazzi, il più piccolo avrà avuto sì e no 11 anni mentre il più grande non superava i 30. Rodriguez si portò al centro, accanto all’uomo imbavagliato e, in un silenzio surreale chiese ad ogni membro della banda di vibrare una coltellata contro Ramirez, stando attenti a non ucciderlo.
Il primo fu il ragazzino che dimostrò un grande sangue freddo: con in mano un pugnale enorme si avvicinò all’uomo, gli sputò addosso e molto lentamente fece penetrare la lama nel fianco destro, in corrispondenza del fegato. Da sotto il bavaglio un suono gutturale fu chiaramente percepibile, l’uomo probabilmente non voleva gridare per tentare di mantenere la propria dignità, in fondo fino a quando non fosse morto, era sempre il capo dei Chilangos!
Il ragazzino sfilò il pugnale sempre molto lentamente così da allungare la sofferenza di Ramirez e, mentre quest’ultimo si afflosciava gli sferrò un calcio in piena faccia spaccandogli il setto nasale; il sangue cominciò a sgorgare copioso da entrambe le ferite.
Poi venne il turno degli altri membri della gang, ciascuno con il proprio coltello, che infierirono su quello che rimaneva dell’uomo, lasciandolo comunque vivo.Rodriguez osservò la scena compiacendosi della fedeltà dei suoi; quando il nemico fu ridotto ad un ammasso di carne lacerata e sangue gli si avvicinò, lo prese per i capelli e lo sollevò. Ramirez rantolava, il capo dei Locos lo rivoltò e lo abbracciò da dietro. La lama affilatissima del suo coltello passò rapidamente sulla pelle delicata della gola che si lacerò all’istante. Schizzi di caldo sangue iniziarono a sprizzare ad intermittenza dalla ferita, un grido atroce si propagò nell’aria. Rodriguez lasciò i capelli dell’uomo che cadde per terra in un lago di sangue.
Il cambio della guardia era finalmente avvenuto!

…continua a leggere…

Massimo Mangani – Altri Lavori

Immagine di: http://www.flickr.com/photos/87979193@N00/


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2 risposte a “IL TERRORE NON AVRÀ FINE III

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