IL TERRORE NON AVRÀ FINE – X

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“IL FASCICOLO”

(Uffici dell’FBI-L.A.)

Jack aprì la porta dell’ufficio, la prima cosa che voleva fare era chiamare sua sorella e sentire se con Peter era andato tutto bene, se era andato a scuola senza fare tante storie, in poche parole voleva fare il buon padre. Quella sera aveva in mente di passare a prendere il ragazzo e portarlo a cena, magari in quel ristorantino italiano su La Brea, visto che tutti e due andavano pazzi per gli spaghetti alla carbonara e la bistecca fiorentina!
Fissò per le otto, poi accese il computer e si mise a lavoro; aprì la casella di posta elettronica e trovò una mail della polizia italiana con la quale si richiedeva urgentemente il fascicolo riguardante Nusreddin Gezgin. La mail era firmata dal’ispettore Rizzi e richiedeva l’invio di una ricevuta alla lettura.
Jack aprì il file con le informazioni richieste e si mise a rileggerlo; avrebbe dovuto inviare una mail criptata sperando che in Italia avessero la possibilità di decifrarla.
Il curriculum criminale di Nusreddin era davvero impressionante, aveva combattuto a fianco dei guerriglieri islamici su molti fronti caldi compiendo nefandezze di ogni genere. In Cecenia si era reso responsabile del sequestro di un centinaio di bambini di una scuola elementare, ne aveva massacrati circa la metà… nel fascicolo c’erano le foto di alcuni corpicini straziati, piccoli di 6/7 anni con la gola tagliata o il cranio fracassato dai proiettili dei Kalashnicov. Aveva combattuto in Afghanistan dove per dimostrare la propria devozione religiosa aveva fatto irruzione in un collegio femminile… le ragazze erano state fatte sdraiare, messe in fila ed uccise con una raffica di mitra nella vagina… alcune non erano morte subito… tralasciò le foto allegate.
Altri massacri erano stati compiuti dalla sua banda di jihaddisti in Iraq e nel Darfur…
Jack non riusciva a capacitarsi su come un bastardo del genere fosse riuscito a tornare libero. Dopo un periodo di detenzione a Guantanamo era stato estradato in Pakistan, sua terra d’origine. Adesso un’informativa urgente da Ankara segnalava probabili attività terroristiche ricollegabili a Nusreddin in Turchia. I servizi segreti avevano intercettato un carico di esplosivo proveniente dal Sudan e destinato ad alcuni appartenenti al gruppo armato Jihaddista di Gezgin, qualcosa di grosso era nell’aria. La CIA aveva subito contattato le autorità pachistane ed aveva scoperto che Nusreddin era evaso dal carcere di massima sicurezza di Lahore rendendosi ovviamente irreperibile. Tutti i servizi di sicurezza del mondo erano stati allertati, andava trovato ad ogni costo, vivo o morto. Un contatto privilegiato era stato istituito con la polizia italiana, visto che Nusreddin aveva risieduto per un periodo a Firenze dove era stato casualmente arrestato mentre si nascondeva in un albergo del centro, frequentato da spacciatori nordafricani.
Visto che prima di Guantanamo quello era stato l’ultimo domicilio conosciuto di Nusreddin, magari aveva lasciato qualche traccia…
…Jack compì le procedure per criptare il fascicolo, fece in modo che la mail si autodistruggesse qualora non fosse arrivata al destinatario giusto, poi spense il computer… si alzò e si preparò ad uscire dall’ufficio, destinazione la moschea di Irvine, nell’Orange County.

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Massimo Mangani – Altri Lavori

Foto di: http://www.flickr.com/photos/hoffarth/

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