IL TERRORE NON AVRÀ FINE – XVIII

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“SESSO”

(Appartamento dell’Ispettore Rizzi-Firenze)

Avevano appena finito di fare l’amore, come al solito era stato magnifico, selvaggio, tipico di due persone di quasi quarant’anni che scopavano solo saltuariamente. Il loro rapporto non era definito, si poteva dire che era una relazione “a chiamata”: quando uno dei due aveva voglia di sesso, chiamava l’altro che, se nello spirito giusto accettava. La cosa andava avanti ormai da anni, da quando si erano conosciuti durante un’indagine e si erano ritrovati insieme a letto. Stavolta era toccato a Rizzi; dopo la perquisizione era tornato a casa arrapato, aveva pensato tutto il giorno alla giovane prostituta vista quella mattina ed aveva fantasticato sui vari modi di possederla. La sera aveva chiamato Caterina, appena uscita da una turbolenta relazione con un medico del reparto dove lavorava e dopo una mezz’oretta erano nudi ed eccitati dai preliminari. Avevano fatto di tutto e una volta raggiunto l’orgasmo non c’era parte del corpo che non fosse stata vicendevolmente esplorata, l’odore dell’accoppiamento sarebbe rimasto loro addosso per diverso tempo.
Rimasero sdraiati uno accanto all’altro, in silenzio, completamente sudati, il respiro affannoso che pian piano si calmava. Nonostante la finestra aperta neanche un alito di vento passava a rinfrescarli, attesero quella che a Rizzi parve un’eternità.
-“Vado a preparare qualcosa da mangiare, mi è venuto un certo appetito!” Caterina si alzò completamente nuda e si avviò verso la cucina, sulla peluria scura del pube brillavano ancora alcune goccioline di sperma, a quella vista il membro dell’ispettore si risollevò di scatto, dopo avrebbero fatto una bella doccia fredda ma adesso era l’ora di saziare anche gli stomaci.
-“Ti raggiungo fra un minuto…” Rizzi allungò una mano verso il comodino e prese il telecomando della piccola TV al plasma appesa alla parete difronte al letto. La radiosveglia segnava le 22.30, sintonizzò su Rainews 24, il primo notiziario che riusciva a sentire, lì per lì non realizzò… l’inviato dagli USA parlava con voce molto contrita, dietro di lui le immagini di un campo illuminato dal sole, pezzi fumanti di qualcosa sparsi un pò ovunque, l’inconfondibile striscia di nylon bianca e rossa “Police-Do not cross”, il lampeggìo delle autopompe, delle macchine della polizia, delle ambulanze. Le immagini in primo piano mostrarono uomini che si muovevano fra quelli che, appariva chiaro, erano i resti di un aereo precipitato… una figura in particolare attirò la sua attenzione, la riconobbe, il sudore gli si gelò sulla schiena… era un tipo piuttosto massiccio, con una faccia simile ad un mastino, appuntato alla camicia un distintivo dell’FBI… l’uomo che gli aveva tolto la benda a Camp Derby… Jack Manganelli…
…Nusreddin aveva colpito!

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Massimo Mangani – Altri Lavori

Foto di: http://www.flickr.com/photos/clauudiia/


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