BIANCA E LUCIDA

di Gaspare Burgio

Il mio nome è Suzy, e sono una moto. Sono bianca, lucida e vado forte. Potrei andare forte, in teoria, ma non ci vado quasi mai. Appartengo, se così si può dire, ad una ragazza che mi usa per muoversi in città, andare a lavoro e uscire la sera con gli amici. Certe volte prendiamo la strada su per le colline, dove lei si mette a leggere un libro in uno spiazzo erboso, ed io mi godo il sole. Andiamo molto d’accordo. Credo di amarla.
Lo so che è strano, però sto bene quando mi tocca, e non aspetto altro di sentire le sue mani che stringono forte le mie. Così, quando mette in moto, io faccio del mio meglio per ruggire e farle sentire che anche a me piace muovermi con lei. Sono una moto e sono innamorata, il che per voi sarà strano, ma io sono entrambe le cose. Non so il perchè di questa faccenda.
Quando sto nel garage, la notte, mi capita spesso di pensarla, e immagino che corriamo, corriamo fortissimo assieme, con lei che si sdraia tutta su di me, stringendomi stretta per non cadere, e io che le regalo il vento. Insieme urliamo di felicità, e nulla ci può raggiungere, nemmeno il tempo. È bellissima quando sorride di euforia. Io non ho una bocca, non posso sorridere, ma dentro di me lo faccio.
Io non ho la bocca, ma lei si. E alle volte mi bacia. Ha le labbra morbide, mentre io sono bianca, rigida e lucida. Capita che mi accarezzi la carena, e che mi lavi. Mi parla, anche, e mi racconta cose che non dice a nessuno. Io conservo bene i suoi segreti, perchè sono i suoi, e per me sono preziosi. Mi racconta di come si sente, di cosa ha visto e delle sue idee: certe volte ho l’impressione di conoscerla meglio di chiunque, di essere in effetti la sola che la conosce, e di cui si fida. E lei conosce me, mi conosce tutta. Mi smonta, mi ripara, pulisce tutte le mie parti, andando dentro fin dove può con le mani. Mi piace tantissimo quando lo fa, ed io per lei non voglio avere nessun segreto. Ci apparteniamo. In quei momenti, che siamo sole io e lei, vorrei avere un cuore per sentire la forza dei suoi battiti. Vorrei avere un cuore, e una bocca, e pelle e sangue come lei.
Una volta abbiamo fatto l’amore. Non so cosa avesse, ma si è messa sopra di me, nuda, e si è accoccolata. Piangeva, e ansimava. A me è piaciuto molto, ma non è accaduto che una sola volta, e forse si sentiva smarrita. Non aveva che me, e mi ha usata per sentirsi viva. Non importa, anche se mi ha usata: sono stata felice e lo sono anche adesso. Il calore della sua pelle era meraviglioso.
Così, ogni volta che mi parcheggia, mi metto in bella vista per renderla orgogliosa di me, e aspetto che torni. Come adesso. In questo spiazzo di cemento. Certo, non ho più la carrozzeria lucida come un tempo, mi sono state tolte le ruote e mi trovo di traverso, in mezzo ad altre cose di ferro.
Io aspetto. Tornerà. Sono passate alcune settimane, ma non importa. Tornerà a prendermi.

Gaspare Burgio – Altri Lavori

Foto di: http://www.flickr.com/photos/mwaissmann/

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