IL TERRORE NON AVRÀ FINE – XXVII

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“IN VIAGGIO”

(verso Los Angeles)

L’ispettore Rizzi era arrivato all’aeroporto di Peretola molto presto nonostante il volo per Monaco partisse alle 10; come sempre quando doveva volare era piuttosto nervoso e si infilò nel bar per fare colazione. Ordinò un cappuccino e due brioches, una alla crema e l’altra alla Nutella sperando che nel frattempo non aprissero il ceck-in del suo volo: se c’era una cosa che odiava mortalmente era dover fare colazione in fretta! Fortunatamente riscì a mangiare in santa pace, rimpiangendo di non essere passato prima dall’edicola per comprare La Repubblica, gli avrebbe fatto piacere leggere le ultime notizie.
Appena la luce verde lampeggiò sul display in corrispondenza della scritta “MUNICH”, prese la sua pesante valigia e si incamminò verso il piano superiore dove venivano ritirati i bagagli per i voli internazionali. Depositato il malloppone nero sul nastro trasportatore ed ottenuta la carta d’imbarco si avviò verso l’area “Partenze”; arrivato al metal detector fu riconosciuto da un collega del reparto aereo che lo fece passare rapidamente. Scese le scale senza fermarsi ai negozi “duty free” e si accomodò su una sedia di plastica davanti alle uscite dalle cui porte a vetri si vedeva la pista di rullaggio. Il crescente nervosismo lo faceva alzare di continuo per sgranchirsi le gambe, arrivava fino in fondo alla sala d’attesa, tornava indietro e si rimetteva seduto; non voleva ammetterlo ma aveva una gran paura di volare, soprattutto dopo l’attentato.
Ebbe un sussulto quando fu chiamato il suo volo, si alzò di scatto e guadagnò il gate prima di tutti… tanto valeva fare alla svelta per soffrire meno.

L’autobus lo scaricò insieme agli altri passeggieri sotto l’aeromobile dell’ “Air Alpine” che gli avrebbe fatto percorrere la prima tappa di quel viaggio, un ATR 72 su cui avrebbe poggiato il suo deretano per circa un’oretta. Si era documentato e sapeva che quel tipo di aereo era uno dei più sicuri, anche se le due eliche rotanti lo facevano sembrare un trabiccolo dell’anteguerra. Salì la scala e fu accolto da un’hostess molto carina che gli indicò il posto: sotto l’ala accanto al finestrino. Rizzi si allaciò la cintura ed attese quella che gli parve un’eternità prima di decollare. Mentre l’apparecchio prendeva quota, pensò che i passeggeri dell’Istanbul- S. Francisco avevano provato le stesse sensazioni prima di…

…l’Airbus A-340 della Lufthansa era davvero un mostro rispetto all’ATR 72 ed i sedili erano decisamente più comodi. Il decollo da Monaco era avvenuto con puntualità “tedesca” e adesso l’Ispettore Rizzi si stava godendo l’ultimo cartone della Dysney sul display posizionato dietro il poggiatesta del sedile davanti. Schiacciando un pulsante poteva cambiare canale oppure visualizzare la mappa satellitare con l’itinerario e la posizione reale dell’aereo. Mancavano ancora 11 ore all’arrivo e già una certa insofferenza lo stava pervadendo… era il suo primo volo intercontinentale e per la verità, vista la rapidità con cui era dovuto partire, non era per nulla preparato a passare un tempo interminabile sospeso a 10.000 metri d’altezza.
Si mise l’animo in pace e continuò a guardare il cartone… se non altro avrebbe visto Los Angeles, la città dei CHiP’s, i suoi eroi di quando era bambino!

L’improvviso abbassamento della potenza dei motori lo svegliò di soprassalto, aveva il collo completamente “incriccato” per aver dormito praticamente seduto, quando aprì gli occhi si aspettò di vedere fuoco e fiamme… i passeggeri sedevano composti, si stavano allacciando le cinture di sicurezza mentre il comandante spiegava che l’atterraggio nella Città degli Angeli era imminente… guardò fuori, era quasi notte, vide una distesa impressionante di luci che si stavano accendendo, che spettacolo!
Los Angeles vista da lassù era davvero immensa, un brivido gli corse lungo la schiena… gli tornarono alla mente i romanzi di Ellroy, di Chandler, di Wambaugh… dovette trattenere le lacrime… lui… che veniva da una delle città più belle del Mondo!

Continua a leggere…

Massimo Mangani – Altri Lavori

Foto di: http://www.flickr.com/photos/mozul/

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