IL TERRORE NON AVRÀ FINE – XXXIV

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“ELIMINAZIONE”

(Da qualche parte su un tetto di South L.A.)

L’uomo di tanto in tanto guardava nel mirino, da un momento all’altro il bersaglio sarebbe uscito di casa e doveva essere pronto a colpirlo prima che salisse in auto. In quella parte della città alle due e un quarto di pomeriggio non c’era nessuno in giro, il caldo e lo smog potevano farti secco all’istante. Il capo lo aveva chiamato dicendogli di lasciar perdere per qualche giorno il bambino, era più urgente portare a termine un’altra operazione moooolto delicata, poi avrebbe potuto nuovamente dedicarsi alla famiglia di Jack… a proposito il piccino avrebbe dovuto servire come esca, Jack andava eliminato assolutamente, possibilmente insieme a quell’altro sbirro, l’italiano…
Dal canto suo aveva già organizzato un piano coi fiocchi, con un finale degno del migliore psicopatico esistente sulla faccia del Pianeta! Avrebbe torturato il bambino e lo avrebbe ucciso davanti al padre, magari in maniera atroce, che so cavandogli gli occhi o spaccandogli la testa… poi avrebbe goduto della disperazione dello sbirro prima di ammazzare anche lui… roba che nemmeno in Argentina sotto Videla… riguardo il mangiaspaghetti lo avrebbe eliminato con un colpo in mezzo agli occhi, in fondo era meno pericoloso, avrebbe girato sicuramente disarmato.
Quei pensieri gli fecero avere un’erezione, non vedeva l’ora di veder inquadrato nel mirino la testa di cazzo che doveva freddare, poi sarebbe corso a mignotte…

…finalmente l’uomo barbuto uscì di casa accompaganto dalla moglie, una donnaccia grassa completamente coperta da capo a piedi con un cencio nero… quello sì che era uno splendido regalo… trattenne il respiro… inquadrò il bersaglio… appena premette il grilletto vide il cencio della donna sussultare all’altezza della testa, una sorta di poltiglia rossastra schizzò sul prato, la donna si accasciò mentre il marito tentava di sostenerla… sparò il secondo colpo che centrò la gola dell’uomo… la testa si staccò quasi dal collo rimanendo ciondoloni, attaccata soltanto grazie ad un brandello di pelle… schizzi di sangue intermittenti imbrattarono il cadavere della donna….i due corpi si afflosciarono attraversati dagli spasmi della morte…

L’uomo strisciò verso la porta che conduceva alla scala antincendio, doveva fare presto… sentì qualcosa di caldo e bagnaticcio in mezzo alle gambe… si era venuto nelle mutande!

Continua a leggere…

Massimo Mangani – Altri Lavori

Immagine di http://www.flickr.com/photos/rustydarbonne/

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