IL TERRORE NON AVRÀ FINE – XL

Leggi dall’inizio!

“DOPPIA CACCIA”

(da ora in poi in molti luoghi)

Jack batté con forza il pugno sul tavolo, due gambe cedettero e tutte le carte e gli oggetti che si trovavano sopra rovinarono a terra; Rizzi e gli altri cercarono di calmarlo, lo costrinsero a sedersi sulla poltroncina di pelle dell’ufficio ed il mastino, nonostante fosse grande e grosso, si coprì il volto con le mani ed iniziò a piangere come una vite tagliata. La telefonata di Katheleen era arrivata come un fulmine a ciel sereno: Peter non era mai arrivato all’allenamento quel giorno… la voce della donna era passata dal tono “voglio una spiegazione” al grido disperato “oddio, cosa è successo a nostro figlio!?!?!?!?”
Jack aveva cercato di tranquillizzarla, le aveva assicurato che c’era per forza una spiegazione logica, avrebbe chiamato l’allenatore… forse era passata a prenderlo la zia… dentro di sé tuttavia aveva iniziato subito a temere il peggio…
Dopo aver detto all’ex moglie di non muoversi assolutamente da casa aveva allertato la centrale dell’LAPD e l’ufficio dello Sceriffo… in quel preciso istante una mezza dozzina di autopattuglie stavano convergendo verso il campo da baseball… appena riappesa la cornetta Jack era crollato, la rabbia ed il dolore avevano preso il sopravvento sia per l’impotenza sia perché intuiva che la scomparsa del figlio poteva essere collegata all’inchiesta che stava conducendo… e quella gentaglia difficilmente lo avrebbe lasciato vivo…

…Jack, Rizzi e Mc Namara arrivarono sul posto a bordo di un’autopattuglia guidata dal messicano, gli agenti del LAPD e gli uomini dello Sceriffo stavano interrogando alcune persone; una di esse, il gestore di un sexy bar sull’altro lato della strada, sosteneva di aver visto il bambino salire su una Ford grigia di cui aveva preso il numero di targa… Jack gli chiese di seguirlo dentro il suo bar, appena furono entrati acchiappò l’uomo per la collottola e gli sparò un destro in piena faccia spaccandogli il setto nasale… sangue rosso cominciò a zampillare dalle narici… la faccia si trasformò in una maschera sanguinolenta… Rizzi fece per intervenire ma Mc Namara lo trattenne mentre due poliziotti guardavano perplessi la scena… il barista rantolava… Jack non gli disse nulla ma i suoi occhi facevano capire che sarebbe potuto arrivare a qualunque punto… bastarono un altro gancio alla bocca dello stomaco ed un paio di minuti per fargli riprendere fiato e l’uomo, gorgogliando e sputando sangue confessò che il numero di targa glielo aveva consegnato un messicano insieme a 10 000 Dollari in contanti e la canna di una 44 infilata nell’occhio destro… doveva soltanto raccontare ciò che avrebbe visto agli sbirri, fornire loro il numero e soprattutto tenere la bocca chiusa!
Dopo che il tizio ebbe finito di parlare, Jack si rivolse ai poliziotti:- “chiamate l’ambulanza e dite che è inciampato… scordate la storia dei 10000 Dollari… gli serviranno per riaggiustare il naso… se è il caso attivate il programma di protezione per questo povero stronzo!”
Poi, con le lacrime agli occhi, decise di seguire le tracce che lo avrebbero portato dritto nella trappola… e da suo figlio!

Continua a leggere…

Massimo Mangani – Altri lavori

Immagine di http://www.flickr.com/photos/cgc/

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