IL TERRORE NON AVRÀ FINE – XLIII

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“PAURA”

Sentiva il proprio cuore battere all’impazzata, non riusciva a smettere di singhiozzare e soprattutto aveva paura… molta paura! Il nastro adesivo sulla bocca gli impediva di respirare bene… era convinto che di lì a breve sarebbe soffocato… aveva tanta voglia di abbracciare i suoi genitori, di sentire il profumo buono della mamma, le mani forti del babbo… l’uomo che lo aveva portato in collo lo aveva spaventato ancora di più, un orco con la faccia nera che lo aveva toccato nelle parti intime… sentire quella mano enorme indugiare sul basso ventre gli aveva fatto venire la nausea, gli aveva fatto tremare le budella che quasi se l’era fatta addosso.
Sua madre una volta gli aveva parlato di quei tipi… quelli a cui piace fare le “porcherie” con i bambini, gli aveva detto di stare in guardia, che se gli fosse capitato di incontrarne uno avrebbe dovuto subito raccontare tutto a lei o a suo padre, che ci avrebbero pensato loro… ora invece sperava che suo padre non arrivasse mai… sapeva che lo avrebbero ammazzato… il suo amore, come del resto quello di tutti i bambini per i propri genitori, gli faceva davvero pensare che sarebbe stato meglio se avessero ammazzato lui piuttosto che il suo papà… come avrebbe fatto a vivere dopo?
Sentì nuovamente una fitta al cuore, strizzò gli occhi nel tentativo di trattenere le lacrime… ricominciò a piangere.

Jack era stato colto da una crisi di nervi, Doroteo Gonzales aveva dovuto inchiodare il SUV per farlo scendere e Rizzi e Mc Namara adesso stavano tentando di consolarlo. Improvvisamente alle loro spalle si era materializzaa un’autopattuglia della Policia Federal dalla quale erano scesi due agenti panzoni, stretti nelle ordinate divise nere. I due sbirri si erano avvicinati ed avevano chiesto a Doroteo cosa stesse accadendo. L’agente dell’FBI rispose in spagnolo e mentre parlava ebbe la netta sensazione che le sue parole fossero del tutto inutili, i due poliziotti sapevano già tutto!
Improvvisamente Jack si mise a correre verso il SUV, gli occhi arrossati dal pianto, anche lui aveva capito che la pattuglia li stava seguendo già da un bel po’ e che i due uomini avevano un ruolo preciso in tutta quella maledetta sporca faccenda. Quello che successe poi avvenne nell’arco di pochi secondi… uno dei due poliziotti si fece sotto a Jack ma ricevette un destro in piena faccia, l’altro estrasse il taser e lo fulminò. Jack emise un gemito e cadde a terra di botto mentre i due agenti federali, uno dei quali col volto pieno di sangue, lo tenevano sotto tiro con le rivoltelle. Gonzales e Mc Namara afferrarono i calci delle pistole che teneveno nelle fondine sotto le giacchette ma non le tirarono fuori, attesero semplicemente gli sviluppi della faccenda… ci mancava altro che due sbirri dell’FBI ingaggiassero un conflitto a fuoco oltre confine con la Policia Federal… sai il casino!
Rizzi rimase immobile a guardare la scena, lui per ora viaggiava disarmato! Il poliziotto con la faccia insanguinata rese il favore a Jack colpendolo con un calcio sul viso, il naso del mastino fece “crack” e del sangue rosso vivo iniziò a zampillare dall’ammasso di carne spappolata.

La questione si risolse quando Jack si fu ripreso dallo stordimento… il naso gli faceva un male boia ed il sapore del sangue lo nauseava. Mentre un federale continuava a tenerlo sotto tiro, l’altro lo prese per i capelli e gli sussurrò qualcosa nell’orecchio… dopodiché i due rimontarono sull’autopattuglia e sgommarono via. Jack si rialzò, si era pisciato addosso e si vergognava come un bambino, Rizzi corse a sostenerlo -:”Scusa amico ma non siamo potuti intervenire… cazzo ci sono andati giù pesanti…”
-“Quelle merde sapevano tutto, chissà quanto li hanno pagati… stronzi!”
-“Adesso ti portiamo ad un pronto soccorso, poi sarà meglio chiamare rinforzi o da qua non usciamo vivi…”
-“Io voglio trovare mio figlio… devo continuare a cercarlo… anche da solo…”
-“Non dire fesserie, piuttosto cosa ti ha detto lo sbirro grassone nell’orecchio?”
-“Non adesso, italiano del cazzo, prima o poi te lo dirò.”
Rizzi soffocò una risata, non voleva contagiare Jack, aveva paura che ridere gli avrebbe provocato dolori pazzeschi…

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Massimo Mangani – Altri lavori

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