IL TERRORE NON AVRÀ FINE – XLIV

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“LUPO SOLITARIO”

Jack appariva molto strano, forse per le ferite riportate durante lo “scontro” con la polizia messicana; ad ogni modo Rizzi decise di marcarlo stretto, anche perché l’idea di rientrare negli Stati Uniti non era piaciuta affatto al mastino! Gonzales e Mc Namara gli avevano spiegato che a quel punto era perfettamente inutile proseguire le ricerche da soli, la cosa migliore da fare era tornarsene a S. Diego e mobilitare la diplomazia, ma Jack sapeva che era una mossa perfettamente inutile… quei cazzo di terroristi volevano lui!
Poco prima della frontiera gli sbirri si fermarono per una pisciatina, Rizzi decise di rimanere in macchina e guardò gli altri tre allontanarsi… Jack zoppicava un po’, la medicazione al naso gli fasciava mezza testa, pareva quasi una mummia.
Rimasto solo l’italiano aprì la valigetta delle armi e tirò fuori una Glok 19, se la infilò nella cintura e rimise il resto al suo posto. Pochi minuti più tardi Gonzales e Mc Namara fecero ritorno, salirono sul SUV ed attesero il vecchio Jack… dopo circa 20 minuti si resero conto che non avrebbe fatto più ritorno!

Doroteo Arango se ne stava chiuso nel suo bugigattolo, l’odore di sudore e di sperma erano divenuti insopportabili, attendeva pazientemente ordini dal capo ed intanto meditava…
Da quando il ragazzino era stato portato nel rifugio tutti si stavano preparando ad accogliere lo/gli sbirri che rischiavano di mandare a monte il piano del loro “commander in chief”… che per altro, si sussurrava stesse per arrivare in carne ed ossa. Da parte sua Doroteo era sempre più inquieto, ogni volta che pensava al piccolo si masturbava furiosamente, forse stava per avere una di quelle crisi “brutte” che lo avevano messo nei guai più di una volta!
Luis bussò alla porta, quando aprì fece una smorfia: -“Il capo ci vuole, dice che dobbiamo organizzare l’accoglienza per Nusreddin, pare che arriverà da un momento all’altro… sbrigati segaiolo!”
Doroteo si alzò dalla branda… iniziò a muoversi verso la porta… appena uscì fece rotta verso l’ufficio del capo… ormai in testa aveva un chiodo fisso… forse era bene fare una capatina in città… magari una bella troia avrebbe potuto calmarlo un po’…

Jack era ormai lontano da quel cazzo di autogrill… sapeva bene dove andare e sapeva anche di non poter contare sui colleghi… avevano troppa paura di sputtanarsi con il Governo… ma forse era giusto così… in fondo lui non aveva nulla da perdere… rivoleva soltanto suo figlio e sarebbe stato disposto a morire!
Quel maledetto pezzente di uno sbirro mangiatortillas gli aveva sussurrato nell’orecchio il luogo dove si trovava il suo bambino, evidentemente faceva parte della combriccola oppure era stato pagato molto bene! Se lo avesse ritrovato lo avrebbe ammazzato di botte… ma adesso la priorità era cercar Peter… una sensazione, la sensazione di un padre, quella che non fallisce mai, gli diceva che al suo piccolo stava per accedere qualcosa di tremendo… forse anche peggio della morte… strinse il calcio della sua 44 così forte che le nocche gli fecero male… doveva procurarsi altri giocattoli…!

Continua a leggere…

Massimo Mangani – Altri lavori

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Una risposta a “IL TERRORE NON AVRÀ FINE – XLIV

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