IL TERRORE NON AVRÀ FINE – XLV

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“VERSO LA META”

Jack aveva girovagato tutto il giorno per le strade deserte della periferia di Tijuana, il caldo torrido lo aveva indotto a fermarsi spesso per bere acqua fresca, adesso si trovava molto vicino al luogo che gli era stato indicato dal poliziotto panzone. Il naso gli faceva ancora un po’ male, la medicazione lo faceva sudare ma la cosa più insopportabile era il prurito. Strada facendo era riuscito, tramite vecchie conoscenze, a procurarsi un piccolo arsenale che aveva infilato in una borsa sportiva acquistata su una bancarella per pochi dollari americani. Adesso si sentiva un po’ più sicuro, anche se era consapevole di star andando incontro ad una missione suicida.
Doveva agire con rapidità e decisione e forse sarebbe riuscito a portare a casa Peter sano e salvo. Sapeva di non poter contare su nessuno, inoltre durante la mattina aveva assistito a qualcosa che lo aveva inquietato, era passato suo malgrado da una scena del crimine: una giovane prostituta sgozzata dopo essere stata violentata. Il corpo giaceva sotto un lenzuolino bianco, in mezzo al marciapiede, in corrispondenza del collo il lenzuolo era intriso di sangue… Jack scacciò dalla mente la fedina penale di Doroteo Arango…

…Doroteo Arango era tornato molto tardi quella notte, tutti nel rifugio dormivano tranne gli uomini di guardia che si erano dati di gomito al suo passaggio. Alla fine aveva ceduto ancora ai suoi istinti, aveva rimorchiato una puttanella giù in città e se l’era sbattuta a pecorina, selvaggiamente, picchiandola sulla testa ad ogni colpo. Quando la ragazza aveva iniziato a chiedere pietà piagnucolando, Doroteo aveva estratto il coltello e le aveva tagliato la gola, con ancora il suo cazzo ben infilato dentro. Le convulsioni della poveretta avevano fatto contrarre spasmodicamente anche la vagina provocandogli un piacere così intenso che aveva gridato come un animale.
Adesso si sentiva un po’ più rilassato… a patto di non pensare di fare la stessa cosa con il ragazzino…

…Il ragazzino se ne stava rannicchiato sulla branda puzzolente, aveva paura anche soltanto a respirare, avrebbe voluto essere con i suoi amici a giocare a baseball, invece forse stava per morire. Sentiva i muscoli pesanti, la bocca secca e soprattutto una gran voglia di piangere… pensava a suo padre, a quello che gli avrebbero fatto quei bastrdi… povero vecchio Jack…

…Jack si trovò davanti al capannone che doveva fare da rifugio a quella marmaglia di bastardi… si nascose dietro ad un albero e spiò l’ingresso: due guardie armate stavano piantate davanti al bandone di latta che fungeva da porta d’ingresso. Per poter entrare avrebbe dovuto eliminarli entrambi…. aprì la borsa e tirò fuori una carabina di precisione, montò il mirino e mise il colpo in canna… mise a fuoco la testa di uno dei due uomini… appena ebbe la certezza di poterlo colpire nell’occhio destro facendogli esplodere il cervello, appoggiò l’indice sul grilletto… fu a quel punto che avvenne qualcosa di inaspettato… gli uomini si misero sugli attenti ed una Limousine nera si frappose fra lui e loro… due uomini barbuti ne scesero pistole alla mano, controllarono che fosse tutto ok, poi fecero scendere un uomo vestito da sceicco… Nusreddin!

Continua a leggere….

Massimo Mangani – Altri Lavori

Immagine di http://www.flickr.com/photos/hcmedkamera/

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