IL TERRORE NON AVRÀ FINE – XLVI

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 “DENTRO LA TANA”

Entrare nel deposito era stato più facile del previsto, dopo l’arrivo di Nusreddin tutte le guardie lo avevano seguito e Jack era riuscito a sgattaiolare dentro senza essere notato da nessuno, poi si era nascosto dietro un muletto ed aveva atteso. Gli uomini armati erano usciti di nuovo e lui era rimasto solo… si era reso conto che riuscire a liberare suo figlio sarebbe stata un’impresa pressoché impossibile, per un istante rimpianse di non aver dato retta ai suoi compagni. Sentiva delle voci provenire da qualche parte, parlavano in maniera concitata ma non era possibile comprendere cosa stessero dicendo né tantomeno in che lingua stessero parlando. Jack aprì la borsa, estrasse un fucile a pompa, lo caricò e si preparò ad agire. Il capannone era piuttosto grande, ma il suo fiuto lo avrebbe condotto dalla parte giusta…

…Doroteo aveva accolto Nusreddin insieme a tutti gli altri, poi si era dileguato… quello poteva essere il momento giusto. Entrò nella stanza dove tenevano il ragazzino… lo trovò rannicchiato sulla branda, le mani e i piedi legati. Silenziosamente si avvicinò, lo afferrò per la gola e gli tappò la bocca prima che potesse strillare… estrasse dalla fondina il coltello affilatissimo ed appoggiò la lama sulla tenera gola del bambino sussurrandogli di stare zitto, poi prese il nastro adesivo…

…Jack vide alcune porte di ferro, probabilmente le stanze improvvisate dove dormivano i membri dell’organizzazione… decise di aprirle una ad una… se dentro ci fosse stato qualcuno, beh, peggio per lui!…

…Doroteo costrinse il bambino a spogliarsi, si sedette sul letto e lo prese sulle ginocchia…

Jack aprì la prima porta, vide una branda disfatta con accanto uno scatolone di cartone rovesciato che serviva da comodino… una foto della Madonna campeggiava in mezzo a varie cianfrusaglie… il rifugio era vuoto…

…Doroteo iniziò ad accarezzare il piccolo fra le cosce, i suoi singhiozzi lo facevano impazzire, infilò l’altra mano dentro la patta e prese ad accarezzarsi l’uccello…

…Jack aprì la seconda porta, un tanfo pazzesco lo colpì all’istante, pareva odore di ferro arrugginito ed urina… stanza vuota…

…Doroteo aveva fatto mettere il bambino prono sul letto, gli aveva palpeggiato le natiche, poi lo aveva costretto a mettersi a quattro zampe… con dello spago lo aveva incaprettato… l’idea era quella di sodomizzarlo mentre il piccino si strangolava da solo… lentamente…

…Jack aprì la terza porta… vuota… iniziò a temere che Peter non si trovasse più lì…

…Doroteo sentiva i rantoli del piccolo, si spogliò e si prese in mano l’uccello… iniziò ad avvicinarsi al letto… ormai stava per infilare la sua enorme cappella nel buchetto del ragazzino…

…Jack aprì la quarta porta, quello che vide lo fece andare completamente fuori di testa…

…Peter non riusciva più a respirare in quella posizione, aveva tanta paura… le mani di quella bestia lo avevano toccato dappertutto facendogli talmente schifo che più di una volta aveva dovuto reprimere dei conati di vomito… la corda intorno al collo gli stringeva la gola sempre di più… sapeva che non appena le ginocchia gli avessero ceduto, e non mancava molto, sarebbe morto strangolato. Provò un ulteriore conato di vomito appena sentì una cosa bagnatticcia strofinarglisi fra le natiche, poi percepì dei rumori, qualcosa di caldo e viscido iniziò a colrgli sulla schiena…

…Jack vide quel mostro che stava per fare tanto male a Peter, era talmente preso che non si era accorto di lui. Rigirò il fucile, lo tenne ben saldo per la canna e calò un colpo fortissimo sul cranio di Doroteo… un fiotto di sangue schizzò sulla schiena del bambino… prima che il corpo cadesse a peso morto Jack lo afferrò da sotto le spalle e lo accompagnò per terra ai piedi del letto, imbrattandosi di sangue a sua volta. Peter non si era accorto di nulla, stava sforzandosi di rimanere in ginocchio… Jack valutò che avesse ancora un po’ di autonomia… voleva evitargli un ulteriore trauma…
..afferrò nuovamente il fucile per la canna e proprio mentre Doroteo iniziava a muoversi, gli calò un altro colpo sulla testa, poi ancora un altro, e un altro, e un altro… si fermò soltanto quando vide un bulbo oculare del lurido bastardo spiaccicato sul calcio del fucile…
…il corpo dell’uomo giaceva scomposto per terra, la testa ridotta ad una poltiglia sanguinolenta… Jack finalmente si avvicinò a suo figlio…

Continua a leggere….

Massimo Mangani – Altri Lavori

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