SOFFIARLE IL MATTINO INCONTRO

di Gaspare Burgio

L’azzurro è vasto e immacolato, stamattina, mi sono svegliato prima di tutti gli altri e mi sento davvero come un marinaio trascinato lungo le correnti del tempo. Protagonista di una grande storia che non racconta niente, che non interessa molto a nessuno.
C’è calma, e c’è silenzio. C’è solo il mio respiro. Seduto sul muro guardo il confine ondeggiante tra le colline e quella cosa senza nome, così grande, che sta sopra tutto il resto. Ogni cosa è lontana, ogni cosa che sia buona o sia cattiva è lontana, ci siamo soltanto io e il vasto panorama. Il mio respiro piccolo, nel grande respiro di tutto il mondo. Ed è comunque il respiro di tutto quanto il mattino dell’estate.
La casa di campagna è piena di gatti neri, cercano nell’erba verità che nessuno vede, come fossero cadute la notte dalle stelle.
Gli altri dormono tutti. Gli altri dormono assieme.
Sento quel soffio d’aria, come uscisse dalle labbra di qualche gigante dell’estate che, nascosto, voglia giocare a muovere le cime degli alberi, mandar via tutti i Dente di Leone per esprimere un unico, enorme desiderio di cui un po’ si vergogna. Mi stringo un po’, io so bene quale sia il mio desiderio. La cosa che manca in questo dipinto di cose vaste e perfette per dare a tutto quanto il valore di un evento reale. La penso, e magari le farà piacere che soffio assieme a quel gigante, per farle entrare dalla finestra un po’ di questa aria fresca.
Mi sono svegliato e sono qui da solo, sopra un muro, a guardare il mondo intero che si è fatto brillante. Dormono tutti. Dormono assieme.
Così mi viene d’istinto, non ci penso davvero, e mi ritrovo a mettere le mani a coppa, alzarle e provare a prendere quella luce diffusa che è tutta intorno, a farne una sola scintilla compatta, una stella del giorno. La vedo, nelle mani. Poi la soffio via. Nessuno avrebbe capito, ma tanto tutti dormono ancora. È stata una giornata di risate, di acqua e di cibo alla brace. È stata una giornata faticosa, ieri, e sono stanchi.
I gatti neri sono venuti tutti intorno e hanno guardato dove ho soffiato questa luce del mattino d’estate, seguendola con gli occhi.
Soffio via quella manciata di mattino fresco e spero che si dilati, che scenda per i declivi, che arrivi dove si trova lei. Non importa quanto tempo ci vorrà. Prima o poi le arriverà incontro e la sentirà.
Ha già trovato qualcuno, immagino, con cui adesso dorme. Dormono tutti, dormono assieme. E non sa, e neppure le importa davvero, che ci sono giganti nascosti, e gatti, e ci sono io, in una casa di campagna sul versante alto di un colle, che prendiamo il mattino e lo soffiamo verso di lei.
Neppure le importa davvero.
Mentre a me importa. Mentre tutti dormono ancora, a me importa davvero.

Gaspare Burgio – Altri Lavori

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