LE STORIE DIMENTICATE DI BILL E SAM: Lo spettro della foresta di Khoun. Prima parte

di Titty

Bill era come al solito in compagnia di Sam. Sorseggiavano una birra sotto il portico del Cluricaun, immersi nei loro pensieri. La mancanza di argomentazioni era una rarità tra di loro ma questo non sembrava seccarli. La partita a carte era saltata e ora se ne stavano seduti a fissare un punto indefinito nel vuoto, storditi dal caldo e dalla noia di una domenica pomeriggio di mezza estate.
La porta del locale di Joe si aprì all’improvviso cogliendo i due vecchi amici di sorpresa. Una giovane donna usciva come un fulmine dal suo interno senza degnarli nemmeno di uno sguardo. Tutto nel suo atteggiamento lasciava presagire una crescente collera che i pochi presenti parvero percepire immediatamente. Si volsero a osservare quell’inatteso colpo di scena, che in un baleno aveva trasformato l’atmosfera rendendola più elettrica e frizzante. Dopo qualche secondo dalla stessa porta uscì un uomo che cercava inutilmente di fermare la donna che nel frattempo era giunta ai parcheggi. «Aspetta, non hai motivo di essere così arrabbiata» le disse afferrandola per un braccio.
«Come hai potuto fare una cosa del genere?» La donna si divincolò dalla presa con uno scatto. Si volse contro di lui puntandogli un dito sul viso. «Tu, essere insignificante, scherzo della natura. Come ho potuto essere tanto ceca?»
«Non è come sembra» replicò in un sussurro l’uomo che non riusciva a mettere in fila più di due, tre parole al massimo. Le sue frasi non avevano senso compiuto perché ogni tentativo di arrivare alla fine di un pensiero era bruscamente bloccato da un fiume di turpiloqui della donna.
«Mi prendi in giro? La stavi baciando. Non c’è molto da capire, ipocrita.»
«Lisa non fare così. La stai prendendo per il verso sbagliato. Stai danno troppa importanza a qualcosa che non lo merita. Sei l’unica donna che abbia mai amato, non conta nulla per me. I miei genitori mi hanno chiesto di essere gentile con lei tutto qui, non potevo rifiutarmi di assecondare la loro richiesta. Sai benissimo che la sua famiglia è molto influente e mio padre spera di entrare presto in affari con loro.»
«Ecco a cosa hanno portato i tuoi timori. Sei un debole Jason. Non hai avuto il coraggio di parlare di me ai tuoi genitori perché ti vergogni delle mie origini e adesso, sei anche disposto a fargli decidere quale donna deve stare al tuo fianco?»
«Non esagerare. Mi hanno chiesto soltanto di essere gentile con lei. L’ho invitata, qualche volta a uscire, tutto qui. Non gli ho detto di noi perché non c’è stata l’occasione. Lo sai che i miei genitori sono all’antica e certi argomenti vanno trattati con la giusta attenzione. Ho solo bisogno di più tempo. Tra breve la società di mio padre passerà a me e sarò più libero di agire. Non posso contraddirlo, potrebbe lasciare tutto il patrimonio a mio cugino Brian. Ha sempre avuto un debole per quel pappamolle!»
«Sporco arrivista, ipocrita, bugiardo. Per mesi ho creduto alle tue storielle ma ora mi è tutto chiaro: stavi con me per soddisfare un tuo capriccio, non mi ami» puntualizzò Lisa con un moto di stizza.
«Calmati! Sei arrabbiata e non vedi la situazione dalla giusta angolazione» provò a rabbonirla l’uomo.
«So tutto Jason, la tua adorata Sally non fa il minimo sforzo per nascondere i vostri progetti. Non si parla d’altro a Glanghery da un po’ di tempo. Siete la notizia più ghiotta.»
«Non dovresti credere alle chiacchiere della gente. Recito la mia parte come da copione per non insospettire i miei. Non c’è nulla di vero in ciò che si racconta in giro.»
«Vuoi dire che domani non andrai a casa della piccola, dolce Sally, per chiedere ai suoi genitori la sua mano? Sta già organizzando la festa di fidanzamento. Ha scelto il vestito, fissato l’appuntamento dal parrucchiere e prenotato il ristorante. Ha già deciso chi invitare ed escludere dai festeggiamenti ufficiali. Stai zitto, evitami queste scuse patetiche,» urlò Lisa infine «mi fai venire il voltastomaco.»
Jason tacque per un secondo in più, e tanto bastò alla donna per capire che aveva colto nel segno.
Lisa si volse di scatto e corse via. Poi parve ripensarci. Si bloccò per un istante, raccolse qualcosa da terra e dopo qualche secondo rivolse il misterioso aggetto verso una delle macchine ferme al parcheggio. Il vetro del parabrezza di una Opel Astra andò in frantumi al suono di cento bicchieri rotti nello stesso istante.
«E questo è solo l’inizio. Un piccolo assaggio di ciò che dovrai pagare per aver spezzato il mio cuore.»
«Tu sei pazza. Che ti passa per la testa?» Urlò Jason quando comprese ciò che era successo. Corse verso la sua macchina imprecando come un ossesso.
Bill e Sam avevano assistito alla scena come se quello scambio di battute fosse la cosa più naturale che potesse capitargli la domenica pomeriggio. Quell’improvvisa parentesi aveva avuto l’unico effetto di risvegliare la sete che sembrava essersi placata qualche minuto prima.
«Bella mira» commentò Bill prima di alzarsi. Indicò all’amico il bicchiere vuoto e dopo un veloce scambio di sorrisi entrò nel pub per prendere un’altra birra. Una volta fuori si sedette al tavolo, osservò la piazza ritornata deserta e silenziosa, come se si aspettasse l’ennesimo colpo di scena che non avvenne. A quel punto riempì prima il bicchiere di Sam poi il suo scuotendo il capo. «Donne mai sfidare la loro collera se non si vogliono avere brutte sorprese.»
«Piccoli screzi tra innamorati. Passerà qualche giorno a piangere il focoso amante, poi ne troverà uno più giusto per lei o un malcapitato sui cui scaricare le sue frustrazioni. Lo sai che i giovani d’oggi dimenticano tutto velocemente.»
«Se la fortuna accompagna quel furbacchione, altrimenti dovrà scontrarsi con un animale ferito che come sai è molto pericoloso» sussurrò Bill con un certo timore.
«Il solito esagerato!» Esclamò Sam.
«Esagerato dici tu? Forse non conosci la storia del nobile signore di Rhion. La pensava come te sulle donne. “Creature deliziose e volubili, bellissimi fiori da cogliere e ammirare. Non bisogna, però, farsi inebriare troppo dal loro profumo.” Questo amava dire quando beveva in compagnia, ma con il tempo cambiò idea e quelle parole si sostituirono con silenzi profondi, e lancinanti dubbi» spiegò Bill serio. «Anche l’animale più dolce e gentile si trasforma in una belva feroce quando è ferita. L’unico modo per scampare alla sua rabbia è di attendere che il dolore si plachi e spesso ci vuole molto tempo perché ciò avvenga.»
Bill allungò le gambe per sistemarsi meglio nella sedia che rimaneva perfettamente in bilico sulle gambe posteriori. «Il padre di mio nonno faceva il boscaiolo e riforniva tutte le famiglie di Glanghery di legna. Conosceva tutti in paese e non c’era persona che non si fidasse di lui, perché era un uomo saggio e attento. Sapevano che solo lui poteva raccogliere la legna migliore della foresta. Ti chiederai: “Che cosa sapeva lui di tanto speciale che gli altri ignoravano?”. Innanzitutto conosceva alla perfezione la foresta di Khoun. Amava ogni centimetro di quel labirinto di alberi, però sapeva che non era saggio avventurarsi al suo interno durante la notte. In quelle ore, misteriose creature si risvegliavano dal loro sonno e non era prudente imbattersi in esse, poiché esseri pericolosi, dall’animo inquieto. Uno di loro, ad esempio, odiava in particolare gli abitanti di Glanghery. Il mio bisnonno aveva capito l’antifona e di conseguenza si comportava. Non si addentrava mai nella foresta di notte e non rispondeva alle domande di persone che non conosceva perché dietro un’ingenua curiosità poteva nascondersi un tranello rischioso. Per tutta la sua vita si è mosso liberamente per la foresta grazie a questi piccoli accorgimenti. In molti non posso vantare la stessa cosa.»

Continua a leggere…

Titty – Altri Lavori

Add to FacebookAdd to DiggAdd to Del.icio.usAdd to StumbleuponAdd to RedditAdd to BlinklistAdd to TwitterAdd to TechnoratiAdd to Yahoo BuzzAdd to Newsvine

Advertisements

5 risposte a “LE STORIE DIMENTICATE DI BILL E SAM: Lo spettro della foresta di Khoun. Prima parte

  1. Pingback: LE STORIE DIMENTICATE DI BILL E SAM: Lo Spettro Della Foresta Di Khoun. Seconda Parte « RIVOLUZIONE CREATIVA·

  2. Pingback: LE STORIE DIMENTICATE DI BILL E SAM: Lo spettro della foresta di Khoun. Terza parte « RIVOLUZIONE CREATIVA·

  3. Pingback: LE STORIE DIMENTICATE DI BILL E SAM: Lo Spettro Della Foresta Di Khoun. Quarta Parte « RIVOLUZIONE CREATIVA·

  4. Pingback: LE STORIE DIMENTICATE DI BILL E SAM: Lo Spettro Della Foresta Di Khoun. Ultima Parte « RIVOLUZIONE CREATIVA·

  5. Pingback: LETTURE IN ABITO SCURO « I Silenti·

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...