LE STORIE DIMENTICATE DI BILL E SAM: Lo Spettro Della Foresta Di Khoun. Quarta Parte

di Titty

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Erano già trascorsi tre mesi da quando Iris aveva aperto a Owen la porta della sua umile dimora, ed era giunto il momento tanto temuto da entrambi: Owen doveva riprendere il suo viaggio verso il castello di Highway.
Molte cose erano cambiate dal quel giorno. Iris aveva fatto breccia nel cuore dell’uomo. Con la sua dolcezza e semplicità aveva abbattuto una barriera fatta di orgoglio e arroganza conquistando il cuore del nobile signore.
«Devo partire per il castello di Highway. Devo consegnare al conte il messaggio di mio padre. Deve sapere che avrà il suo appoggio se dovesse scoppiare un’altra guerra con le genti del Nord.»
«È giusto che tu vada, hai degli obblighi nei confronti della tua gente» rispose Iris che nonostante la saggezza delle sue parole non fu in grado di nascondere la sua tristezza. Erano giorni che Owen pensava al modo con cui affrontare la partenza. Vedeva che Iris era triste al pensiero dell’imminente distacco e la stessa pena agitava anche lui. Trascorsero il giorno prima della partenza approfittando della profonda intimità che avevano conquistato nell’ultimo periodo. Owen aveva organizzato un ricco pranzo per Iris da consumare insieme nella foresta.
«Ritornerò da te non appena adempiuti i miei obblighi. Dopo se vorrai, staremo per sempre insieme nelle mie terre, a Rhion. Sono sicuro che in breve tempo conquisterai il cuore della mia gente e ti amerà più del loro Signore.»
Iris arrossì.
«Non posso immaginare di vivere senza di te, senza le tue cure amorevoli. Vorresti diventare mia moglie?» Chiese Owen stringendo le mani della sua amata.
Gli occhi di Iris si velarono di lacrime. Da molto tempo il suo cuore non era scaldato dal calore che solo l’amore di un uomo può trasmettere.
«Sì» rispose lei senza esitare un attimo. «Mi sembra di aver vissuto tutta la vita in attesa di questo momento. È come svegliarsi da un lungo sonno e riscoprire la gioia di esistere. Non potrei vivere senza la tua rassicurante presenza, senza l’amore che hai risvegliato nel mio cuore.»
I due si baciarono con crescente passione, certi del reciproco affetto.
«Tra dieci giorni ritornerò da te. Nel frattempo prepara le tue cose e il povero Mores, immagino che le sue zampe non siano più abituate a lunghi viaggi.

***

Il giorno seguente Owen e Goibniu partirono alla volta del castello di Highway. Il tempo fu clemente con loro e durante il tragitto non dovettero affrontare nessun contrattempo.
Il villaggio di Glanghery era un piccolo borgo, molto allegro e tranquillo, simile agli altri che si potevano incontrare in quella regione. Le persone erano molto ospitali, ben predisposte con gli stranieri e ottimi consigli furono elargiti per il solo piacere di farlo. Owen non ebbe difficoltà a individuare la via più breve per il castello. Si poteva ammirare anche dal villaggio. Sorgeva sopra un promontorio che dominava le terre Khoun. Un enorme maniero eretto in prossimità del lago Herckal, lo stesso che negli ultimi mesi aveva osservato più volte. La vista delle sue acque gli riportò alla mente il viso di Iris e la promessa che si erano scambiati qualche giorno prima.
Il conte di Highway era un uomo difficile da sopportare. Arrogante e rozzo, ma sapeva gestire al meglio i propri domini per questo la gente di Glanghery sorvolava sui suoi modi spesso discutibili. Fu Hanrik Highway in persona a guidare Owen nell’ultimo tratto verso il castello. Il conte incontrò il suo ospite poco prima di arrivare a casa. Egli era di rientro da una battuta di caccia e una volta chiarità l’identità di Owen, fu ben lieto di accoglierlo nella sua scorta.
Le notizie che il conte di Sant’Aten portava con sé furono di grande conforto per Highway e la sera stessa organizzarono un sontuoso banchetto per festeggiare la nuova l’alleanza con il signore di Rhion.
Quella sera Owen ebbe l’occasione di conoscere dama Ewayn, la consorte del duca. Una donna schiva, si mormorava che non amasse la compagnia e anche in questa occasione non si attardò troppo dopo la cena. Fece gli onori di casa da perfetta padrona e con lo stesso garbo si ritirò nelle sue stanza, lamentando un tremendo mal di testa.
Il conte al contrario, era più propenso a protrarre i festeggiamenti. Godeva a pieno della compagnia dei suoi ospiti e del buon vino, che beveva in quantità notevoli dimostrando una resistenza all’alcool invidiabile.
«Mi dicono che hai urgenza di andar via, che domani stesso riprenderai la via di casa. Quanta fretta mio giovane conte?»
«Non voglio apparire scortese ma non posso approfittare della vostra compagnia più del necessario. Mio padre attende mie notizie. Sarà in pena per me e incerto sulle decisioni da prendere visto che da mesi non riceve miei dispacci. Ho promesso che sarei partito al più presto e non è mia abitudine mancare alla parola data» precisò Owen.
«Il mio intuito mi suggerisce che il tuo rientro repentino è duovuto alla promessa fatta a una nobile dama, piuttosto che alla premura di adempiere a obblighi di governo. Avevo dimenticato che alla tua età il cuore s’infiamma facilmente alla vista di una bella donna. Ma attento amico mio» sussurrò Highway con tono cospiratore. Il vino stava rendendo il padrone di casa più loquace del solito.
«Le promesse fatte a una donna sono più pericolose di una battaglia. Pago ancora le conseguenze di una fatta in gioventù, quando non ero ancora avvezzo all’arte della diplomazia.»
«Dama Ewayn mi ha dato l’impressione di essere una donna dal mite temperamento, non una dal facile puntiglio. Dovreste rispettare quella promessa se ci tiene ancora tanto» ironizzò Owen.
«Su questo non vi sbagliate. La mia consorte è molto accomodante e non è capace di tenermi il broncio troppo allungo» ridacchiò il conte di Highway. «Purtroppo sto scontando il capriccio di un’altra donna, o meglio la perpetua ostilità della sua famiglia che non manca di ricordarmi quel lontano passato. Vedete, Re Thoweryn non mi perdona un torto che anni or sono ho fatto alla sua unica figlia. A quei tempi lui era il capo delle guardie del defunto Re e lei giunse in queste terre perché la sorella della madre è maritata con un ricco mercante di Glanghery. Era una fanciulla incredibilmente bella, dai lunghi capelli corvini e dalla grazia innata. Fu amore a prima vista. Ci frequentammo per molto tempo ma poi lei partì e io mi sposai con dama Ewayn diventando in seguito il signore di queste terre. La famiglia Jensen era molto potente al Nord ma il titolo di conte e tutte le terre di Khoun le ho ereditato da mio suocero che non aveva eredi maschi. Capite, il mio destino era segnato»
La storia del conte di Highway ricordò a Owen la leggenda dello spettro della foresta ma non badò troppo alle coincidenze anche se una strana sensazione iniziava ad agitare il suo cuore.
«I vostri attriti con le genti del Nord sono legati a questo fatto, quindi. Per il capriccio di una donna combattete una guerra che sta costando molte vite umane. Che cosa avevate promesso alla bella principessa? Adesso avete stuzzicato la mia curiosità conte, raccontatemi tutta la storia, vi prego.»
La falsa ingenuità di Owen nascondeva una più attenta ricerca d’informazioni che gli sarebbero servite per chiarire il suo ruolo in quell’interminabile faida.
Il conte di Highway non aveva nessun motivo di tacere i particolari della sua storia, anzi, l’interesse di Owen lo compiaceva nel profondo. «Nel turbinio delle passioni giovanili promisi a quella donna che sarebbe diventata mia moglie. Ero ossessionato dalla sua bellezza che volevo fare mia. Purtroppo le regole della sua gente le imponevano di non cedere alle lusinghe di un uomo che non fosse il suo promesso. Quando rientrò in patria confessò al padre l’impegno che ci eravamo scambiate ma non ci fu una comunicazione ufficiale. Era convinto che la nostra fosse un’infatuazione passeggera.
Le cose però non andarono come avevamo previsto. L’inverno quell’anno era molto duro e non riuscimmo a rimanere in contatto. Io non ebbi notizie di lei, né ella né ebbe di me. Io non appresi della nomina a Re di Thoweryn Jensen e a Nord non giunse la notizia del mio fidanzamento con Ewayn di Highway. In primavera furono celebrate le nostre nozze e la notizia del lieto evento giunse sino alla corte del Nord. Non diedi importanza alla cosa anche perché avevo dimenticato la promessa fatta alla figlia del Re e non credevo che lei stesse ancora aspettando il mio arrivo. Dopo il matrimonio un’ambasciata del Nord giunse a Glanghery per chiedere l’aiuto della mia gente. Mi dissero solamente che la figlia del Re era scappata e sapevano che era diretta qui. La loro collera esplose contro di me quando la ritrovarono morta di stenti nella foresta. Mi accusarono di aver ingannato la figlia del Re con false promesse, di aver macchiato il suo onore e di averla attirata nelle mie terre per approfittare della sua buona fede. In quel momento mi rammaricai per la morte della principessa, ma mi accusavano di colpe che non erano mie. Io non l’avevo attratta con l’inganno, non sapevo che lei era qui, e non era colpa mia se la morte l’aveva colta troppo presto.
Il Re non volle sentire ragione e da allora vive per annientare la mia stirpe, per devastare le terre che gli hanno sottratto l’amore della figlia.»
Owen rifletteva su quanto aveva appreso, soprafatto da quelle rivelazioni.
«Vi hanno informato delle misteriose sparizioni nella foresta di Khoun? Si vocifera che sia uno spirito maledetto a portare via le persone che si perdono nella boscaglia durante la notte. Lo spettro arrabbiato di una principessa che in vita è stata tradita dal suo amante» disse Owen mentre sorseggiava il suo vino, scuro in volto, preda di una collera che lentamente stava montando dentro di sé.
Il conte di Highway prima di rispondere fisso il suo ospite un po’ perplesso. Quella domanda l’aveva colto di sorpresa.
«Sì, mi hanno avvisato di questi strani incidenti, e delle curiose storie che i boscaioli raccontano al riguardo, ma ora ho problemi più urgenti da risolvere.»
«Presterei più attenzione a ciò che si vocifera in giro» precisò Owen aspro.
«Che cosa vorresti insinuare? Sono stupide storie che si raccontano per spaventare i bambini. Non dirmi che credi davvero che uno spettro arrabbiato vive nella foresta in attesa di attaccare il primo stolto che gli capita sotto tiro.» Il signore di Highway rise di gusto. Una risata amara la sua, che non era facile camuffare.
«Secondo te è lo spettro della donna a cui, più di dieci anni fa, ho promesso il mio cuore e il mio letto? Non scherzare per favore. Risolverò la questione non appena avrò allontanato la minaccia della guerra dalle mie terre, e sono sicuro che troverò un orso o un lupo a giustificare quelle sparizioni.»
Owen rimase serio. Fissava il lento ondeggiare del vino nella sua coppa.
«Una notte sono quasi morto in quella maledetta foresta, attaccato da una creatura che non era di certo un orso o un lupo. Ora è in collera come me perché è convinta che siamo fatti della stessa pasta.»
L’espressione del conte di Highway si era fatta di ghiaccio. Non era facile capire se si trattasse di paura o di sgomento. «Descrivimela» chiese in un sussurro.
«Il suo viso è celato da un lungo velo. Ogni notte cerca qualcuno che la liberi dalla maledizione che la condanna alla solitudine eterna. Piange, si dispera perché non c’è pace per lei, per il suo cuore tradito che ha l’unica colpa di aver amato un uomo che non la meritava.»
«Non c’è prova che sia lei» rispose Highway alzando la voce.
Tutti si volsero verso i due nobili agitati dai loro discorsi.
«Dite di no. Re Thoweryn non fermerà mai la sua avanzata contro di voi. La figlia è morta perché ha creduto nelle vostre parole e non può riportarla a casa perché il suo tormento avvelena la terra che tocca. La mia gente dovrebbe fidarsi di un uomo che non si da pena di rispettare gli impegni presi?»
«Se avessi immaginato che sarebbe diventata la principessa delle genti del Nord avrei rispettato l’impegno preso e oggi non mi dovrei preoccupare di questa stupida guerra.»
«Quindi quando avete sposato dama Ewayn avete scelto la donna che vi apportava il vantaggio maggiore. Bene, ho sentito abbastanza. Riferirò quanto ho appreso a mio padre sarà lui a decidere le sorti dell’alleanza tra la contea di Rhion e Khoun.

***

Il conte di Sant’Aten doveva chiarire un’ultima questione. Prima di partire si recò a casa di uno dei mercanti più ricchi di Glanghery con la scusa di acquistare delle stoffe pregiate da regalare alla sua amata. Non era di certo un caso che la sua scelta fosse caduta su quello che, si diceva, avesse sposato la parente più prossima del nemico dichiarato del conte.
«Devo essere sincero con voi signor Midor. Oggi sono qui perché ho urgenza di discute alcune questioni che reputo di vitale importanza.»
«Immaginavo che la vostra visita non fosse frutto del caso. Non si fa mistero del motivo che vi ha portato a Glanghery. Credo che abbiate più interesse per la famiglia di mia moglie che per le stoffe che commercio.»
«Non voglio discutere questioni politiche con voi, ma sto cercando informazioni su una vostra lontana parente, morta tragicamente più di dieci anni fa.»
«Vi riferite alla mia giovane nipote morta nella foresta di Khoun» rispose il signor Midor cordialmente.
«Le mie parole saranno di certo più chiare e precise, Peter» esordì una donna appena entrata nella stanza. Portava un vassoio con due coppe. Owen si alzò immediatamente ma la donna gli fece cenno di accomodarsi e di non dare troppo peso a tali formalità.
«Questa è mia moglie, Lenè di Olsen, conte di Sent’Aten, sorella della defunta moglie di Re Thoweryn.»
Il viso della donna aveva qualcosa di famigliare e Owen non riusciva a ricordare dove poteva averla già incontrata. L’insistenza del suo sguardo imbarazzò la padrona di casa. «Scusatemi mia signora, per un attimo mi sono perso nei miei pensieri.»
«Nessun problema» rispose gentilmente la donna mentre gli porgeva una delle coppe di vino che aveva portato. «Cosa volete sapere della mia sventurata nipote, ho sentito che cercate informazioni su di lei.»
Owen raccontò tutto ciò che aveva appreso dal conte, e la leggenda che si raccontava sul fantasma della foresta di Khoun. Quando terminò il suo resoconto si accorse che lo sguardo dell’uomo e della donna, che sino a quel momento avevano ascoltato le sue parole in assoluto silenzio, si era fatto triste e preoccupato allo stesso tempo. Sembravano invecchiati di colpo. Lenè parlò per prima.
«Tutto quello che avete detto sulla promessa fatta da Hanrik Highway a mia nipote è vero. Ricordo come se fosse ieri la gioia nei suoi occhi, le parole con cui mi annunciava il loro prossimo progetto. Misi in guardia mia nipote sulle abitudini poco edificanti del conte ma non volle sentire i miei consigli. Riprese il viaggio verso casa sognando il suo sposo e il loro futuro insieme.»
Lenè di Olsen tacque gualche istante prima di riprendere il suo racconto.
«Il giovane Hanrik dopo aver soddisfatto le sue voglie si dimenticò o meglio fece finta di dimenticarsi della promessa e dopo poco più di un anno convolò a nozze, spezzando per sempre il cuore di quella fragile creatura. Tutti in paese sapevano dei trascorsi amorosi del conte e non avevano dimenticato la bellezza e la grazia della donna che in quegli stessi giorni diventava principessa delle terre del Nord. A quei tempi dama Ewayn era molto giovane e facile preda della gelosia. Odiava mia nipote senza nemmeno conoscerla, solo perchè tutti dicevano che era più bella di lei. Le fece recapitare un falso messaggio in cui si spacciava per il conte e la invitava a raggiungerlo. Le comunicava di aver preso la decisione di ripudiare la moglie perché donna di dubbia moralità. Per questo l’avrebbe raggiunta alla foresta di Khoun per poi fuggire insieme, al sicuro, nelle terre del padre.
Lei corse verso il suo amato accecata dal suo sentimento senza valutare i rischi che correva. Il viaggio fu molto lungo e faticoso ma riuscì ad arrivare nella foresta il giorno stabilito. Non trovò nessuno ad attenderla. La situazione è precipitata velocemente. La scorta ha raccontato che all’improvviso dal terreno si è levata una fitta nebbia che ha confuso gli uomini, spaventando gli animali. Nella confusione la guardia si è divisa dalla principessa, perdendola di vista. Morì sola nel gelo della notte, con il cuore oltraggiato e offeso dall’uomo che aveva amato e che per la seconda volta l’aveva tradita.
«Pensate che lo spettro che dimora nella foresta sia quello di vostra nipote?» Chiese Owen.
«Non posso averne la certezza perché per mia fortuna non mi sono mai imbattuta in esso ma posso dirvi una cosa: si mormorava che la donna che ha allevato mia nipote fosse una potente strega. Ho il sospetto che la maledizione pronunciata sia stata suggerita da quella donna. Non so come sia riuscita a farlo ma erano molto legate, come una madre alla propria figlia.
Nelle terre del Nord la magia è ancora molto praticata e gli stregoni che hanno riconosciuto la maledizione, tuttora vigilano sulla vita del Re. Il mio cuore mi dice che è lei.»
«Il mio destino è segnato, come posso combattere la potente magia di un spettro.»
«Vi consiglio di ritornare nelle vostre terre prima possibile, solo lì sarete al sicuro. Thoweryn ha trovato il messaggio che ha spinto la figlia oltre i confini della sua regione per questo pensa che Highway sia il responsabile di tutto. Dama Ewayn è consumata dai sensi di colpa e non credo abbia avuto il coraggio di raccontare la verità al marito.»
Lenè strinse le mani di Owen tra le sue. «Andate conte e non guardatevi indietro. Quello spettro non conosce il perdono e il solo modo di sfuggirle e allontanarsi da questa terra maledetta.»
«Un’ultima domanda mia Signora. Come si chiamava vostra nipote?» chiese Owen.
«Aveva un nome stupendo. Dopo la fatica del parto mia sorella si volse verso la finestra e mi chiese di scostare la tenda. Sentiva un profumo dolcissimo e voleva capire da dove provenisse. Il giardino era tutto in fiore e lei non faceva che fissarlo estasiata. Quando gli chiesi “come vuoi chiamare tua figlia?” mi ripose “Iris, perché sia per gli uomini esempio di grazia e bellezza”. Morì poco dopo senza vedere il suo desiderio fatto realtà.»

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Titty – Altri Lavori

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