PINGUINI VERDI FRITTI DA UN PIANETA LONTANO

di Gaspare Burgio

Il Pianeta Stocassius era abitato unicamente da pinguini verdi. Molto evoluti, simpatici e propositivi, ma pur sempre pinguini, con tutti i limiti del caso. Non certo figure notevoli, almeno per noi Terrestri, e piuttosto confusi sulle regole del calcio e non avvezzi all’educazione nelle file alle Poste. I Pinguini verdi comunque abitavano sul Pianeta Stocassius, che era un grosso deserto di pirite e funghi, con un largo oceano di metilacetilene, irragiato da tre soli. Soprattutto lontano milioni di anni luce. Quindi i Terrestri li ignoravano, anzi, si può dire che la maggior parte non sapeva nulla delle faccende verdipinguinose di Stocassius.
Adoravano Il Blocco, che era senza mezzi termini un Blocco, un grosso cubo di pietra, e lo adoravano in quanto Blocco. Compivano lunghe migrazioni per poi camminare goffamente tutt’intorno a quel coso squadrato, e un abitante del nostro mondo avrebbe visto in questo un certo assurdo modo di adorare qualcosa. I Pinguini Verdi avevano altri vezzi non certo comuni: mangiavano con le mani, si lavavano poco, rubavano, violentavano le mogli dei Terrestri, e ambivano a distruggere l’Universo affinchè assomigliasse tutto al loro deserto di pirite e funghi.
Questo è quel che si diceva dei Pinguini Verdi di Stocassius, e non si sa bene perchè circolassero queste voci, considerando che i Terrestri non ci avevano avuto nulla a che fare con queste bestie del cavolo.
Fra tutti i verdipalmati vi era un certo individuo che chiameremo qui Hamilton, poichè il vero nome in lingua Stocassiana sarebbe una serie di urlacci sgradevoli per un Terrestre. Hamilton aveva un dono: era un inventore.
Si chiuse in una larga cozza, e per giorni e giorni si diede briga di inventare una cosa prodigiosa mai vista prima. Un’arma.
Era simile ad un bastone. In effetti non era nulla di più di un bastone, ma a Stocassius nessuno usava bastoni, quindi risultava un’invenzione particolarmente astratta e ingegnosa.
Hamilton si avvicinò ad una serie di palmipedi color menta che cercavano di giocare a calcio sbagliando le regole, e ne colpì uno sulla capoccia, per verificare l’efficacia della sua invenzione.
Funzionò a meraviglia. Il Pinguino colpito, stoc!, andò giù liscio. Gli altri scapparono tutti in mille direzioni, e Hamilton scoprì una conseguenza strepitosa e non prevista del suo bastone: gli altri avevano lasciato il pallone, e lui potè impadronirsene.
Così il Pinguino Hamilton, che era molto ingegnoso, capì che il bastone non era fine a sé stesso, ma uno strumento che produceva una nuova cosa su Stocassius. Il POTERE.
Hamilton iniziò a girare per il deserto di pirite e funghi, e dove vedeva pinguini giocare, stoc!, li tramortiva per prendere loro i palloni.
La cosa lo esaltava. Non sapeva bene perchè, ma lo esaltava.
Così nella sua mente furba e sottile fece qualcosa che mai alcun coso pinguinoso aveva fatto. Andò al Blocco e ci montò sopra. Cominciò col dire che egli era il detentore del Bastone, ed era un emissario del Blocco, anzi, che egli ERA IL BLOCCO STESSO. Il Blocco era potente, e lui lo era per merito del Bastone. Quindi adorare lui equivaleva ad adorare il Blocco stesso. In fondo chi era più degno di lui di essere adorato? Se il Blocco voleva lo avrebbe impedito, e dunque, dato che nulla gli impediva di usare il Bastone, si vede che il Blocco acconsentiva.
Successe che i Pinguini gli credettero, perchè amavano il loro Blocco, riponevano in esso le loro speranze verdi, e il discorso di Hamilton pareva filare. D’altra parte c’era una compagine del popolo Stocassiano che invece non acconsentì. Alcuni di loro furono colpiti dal Bastone, e fu chiaro che non era salubre opporsi al Potere.
Il malcontento però cresceva, e Hamilton non poteva bastonare tutti.
Detto fatto ebbe un ulteriore lampo di genio: costruì dei bastoni più piccoli e scelse alcuni fra i Pinguini affinchè fossero i suoi emissari. Costoro, con in mano il Bastone, si sentivano importanti, si sentivano investiti dalla loro parte di Potere, e presero a bastonare i dissidenti, poichè se questa era la volontà del Blocco ne avevano tutto il diritto.
Erano molto fedeli ad Hamilton, poichè temevano di perdere i loro bastoni e tornare Pinguini Verdi disgraziati e comuni come tutti gli altri, così il Blocco-Pinguino Hamilton era molto al sicuro riguardo questa cosa.
Hamilton però non riusciva a sedare tutti, e le idee rivoluzionarie serpeggiavano tra la folla pinguinosa. Di bastonate se ne davano, anche troppe a dire il vero, fino a che per essere certi che nessuno si mettesse strane idee in testa si prese a bastonare tutti su base costante, indiscriminatamente.
Il pueblo stocassiano però ne ebbe anche le pinne piene, e con mezzi di fortuna costruì delle bagnarole spaziali.
Si dà il caso che il pianeta abitabile più vicino fosse la Terra, la nostra beneamata Terra, patria di fior fiori di individui quali Caligola, Hitler, Ted Bundy, il Mostro di Dusseldorf, Gaspare Burgio e PolPot.
Insomma, i palmipedi spaziali fecero questa traversata carichi della speranza che nessuno li prendesse più a bastonate, farsi un futuro e condurre comunque una esistenza che avesse una qualche logica (logica per un pinguino verde venuto dallo spazio, in ogni caso). Un sacco di questi cosi ridicoli avrebbe preferito di gran lunga restare a casa sua, dove c’erano pinguine, amici, campi di calcio sbilenchi e file delle Poste da violare. Dove c’erano ancora i gusci delle loro uova e dove, a parte i bernoccoli, tutto gli era un po’ più familiare e bello. Perchè una cosa è viaggiare se lo si vuole, un’altra è essere costretti ad andare via: fa tutt’altro effetto. Il viaggio non era per nulla semplice (fatela voi una astronave di funghi e cozze senza le dita prensili…) e un sacco di pinguini morì. C’è poco da dire. Morì e basta, e non c’era molto da fare al riguardo. Morivano. Triste, ma morivano nello spazio.
Giunti che furono nell’orbita terrestre, i pinguini presero a gracidare e mandare i loro versacci per festeggiare. Alcuni, così sembra, piansero di gioia perchè se l’erano vista brutta. Com’era bella la Terra! E tutto quel mare, poi! Che diavolo l’avevano chiamata a fare Terra, se era tutto un oceano?
Ma un missile terrestre li fece saltare tutti per aria. Restarono brandelli fritti di pinguino verde un pò per ogni dove, e i Terrestri si scocciarono pure di dover spendere un missile dei loro per tenere lontani gli invasori che avrebbero rubato, stuprato donne Terrestri e adorato quel loro Blocco.

Gaspare Burgio – Altri Lavori

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