L’ANGELO
Per le strade del quartiere l’unico suono che si udiva era il vento gelido che soffiava, facendo cigolare le insegne di un vecchio negozio. Appesi per i muri delle strade, campeggiavano manifesti dello spettacolo che si sarebbe tenuto quella sera alla cattedrale per dare il benvenuto a un nobile signore proveniente dalla Capitale.
All’interno della cattedrale, un leggero brusio circolava tra la gente, qualcuno ancora cercava posto, altri si erano messi a sedere dove potevano, per terra, sui bordi delle panche. Erano tutti curiosi di assistere allo spettacolo. Una leggera musica d’organo appena accennata annunciava che presto si sarebbe iniziato. In prima fila Sedeva un nobiluomo vestito con un completo nero. Un ricco foulard bianco adornava il collo esile. I capelli erano raccolti in una lunga coda dietro la schiena. Il viso era cinereo, le mani scheletriche stringevano un bastone con un grosso pomo d’argento lavorato finemente. Al suo fianco sedevano due grossi energumeni vestiti in maniera elegante anch’essi ma dai modi meno delicati e nobili: senz’ombra di dubbio le sue guardie del corpo. Continua a leggere…














“Che cos’è il tempo se non la misura delle nostre paure”.












di GM Willo
Seduta in giardino, guardavo le stelle.









































