IL SILENZIO DELL’ATTESA

Nella luce ritrovata
di un amore temprato
il silenzio dell’attesa
corrode lentamente
la mia sanità mentale
e vorrei abbandonarmi
dentro vortici oblianti
stratagemmi chimici
perché anche se il cuore
è pronto ad amare ancora
la mente rimane in bilico
tra follia e speranza
e davvero non so
per quanto ancora
riuscirò a resistere…

Parole ed immagine di Frost – Altri Lavori

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IL DIPINTO

di GM Willo

La prima volta che varcai la soglia della Casaccia avevo appena compiuto undici anni. I miei genitori organizzarono la festa di compleanno il sabato a ridosso del giorno ufficiale, ma era anche l’ultima settimana di scuola e molti dei miei amici se ne sarebbero partiti per il mare quello stesso weekend, perciò quel pomeriggio estivo di venticinque anni fa si presentarono soltanto tre dei sette ragazzi che avevo invitato. Quel giorno mia madre fece di tutto per accontentarmi, forse per farsi perdonare il fatto di non aver accettato, come ogni anno, la mia proposta di anticipare la festa al sabato prima, proprio per dare l’opportunità a tutti di parteciparvi. Ma lei, sempre disponibile e accondiscendente, diventava inflessibile quando ci si metteva di mezzo una superstizione. Mai e poi mai avrebbe acconsentito a celebrare il mio compleanno prima della data effettiva, perché portava male, e lo sapevano tutti. Continua a leggere…

MONUMENTO D’UOMO

di Bruno Magnolfi

Per tutta la notte il dolore alla mano non mi aveva mai abbandonato. Non ero quasi riuscito a prendere sonno, e nel dormiveglia sentivo qualcosa alle dita che proprio non andava, ma ciò nonostante sapevo di aver fatto la cosa migliore, e questo mi dava ampio conforto. Rivedevo la scena in cui colpivo con un pugno ben assestato il volto di quell’imbecille, che per non dare la precedenza alla mia auto, proprio in prossimità dell’incrocio, aveva rischiato di rovinarmi la carrozzeria, e quando gli avevo presentato le mie rimostranze dal finestrino, aveva oltretutto inveito contro di me, urlando e mostrandosi subito aggressivo. Forse ero stato un po’ sbrigativo, si, certo, lo ammetto senza problemi, però non avrei potuto far altro, e poi riflettendoci, era in fondo proprio quello che si meritava. Continua a leggere…

INCANTO

Errabondi alla ricerca di emozioni
nei labirinti tortuosi di passioni
nelle miriadi di sogni che sembrano reali
dentro visioni di oscene scene virtuali
nei meandri chiaro-scuri dell’inconscio
così come nelle piaghe infette della mente
tra le ferite del dolore profondo
quando si delineano i confini del proprio mondo
mondo interiore popolato di specchi e spettri
dove giochi di ombre maliziose danzano finzioni
mentre i sensi sconvolti si smarriscono in psicadeliche deserte lande
dove ovunque il silenzio plasma le parole e dalle parole nasce l’incanto…

Parole di Alex Crazy Horse – Altri Lavori

Immagine di Willoclick – Altri Lavori

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IL BALOCCO

di Gaspare Burgio

C’era una volta, nella strada principale della città, un giocattolaio famoso in tutto il mondo per le sue macchine animate. Costruiva giocattoli incredibili e sofisticati, tanto perfetti da sembrare vivi, e li esponeva in una vetrina illuminata per la gioia e lo stupore di tutti.
Profondeva grande cura in ciascun dei suoi balocchi, impiegando la massima attenzione per ogni dettaglio, costruendone sempre di più perfezionati e fantastici. Finito un giocattolo lo esponeva sugli scaffali della vetrina, e dopo un certo tempo, breve o lungo, il balocco meraviglioso veniva immancabilmente acquistato. Continua a leggere…

LISA

di Jonathan Macini

Lisa mi disse che aveva un altro uomo la sera dello scorso 13 febbraio. È passato quasi un anno da allora e adesso mi sento molto meglio. Sto addirittura pensando di incominciare un’altra relazione seria, forse con Paola, perché ci intendiamo bene su molti fronti.
Con Lisa ci sono stato insieme cinque anni. Nessuna prima di allora aveva conquistato il mio cuore come ci era riuscita lei, ma di questo me ne sono accorto solo dopo, coltivando una strana mancanza, un’insana assuefazione che non avrei mai pensato potesse colpirmi. Fino a quel 13 di febbraio non c’erano state avvisaglie. Tutto è esploso in un attimo; la fine della nostra storia, dei nostri progetti, ma anche la terribile rivelazione di sentirmi completamente perduto senza di lei. Io che mi ero sempre mantenuto all’erta dalle relazioni asfissianti, io che avevo troncato già tre rapporti seri per evitare coinvolgimenti emotivi incontrollabili, di colpo mi è venuto a mancare il terreno sotto i piedi… e così sono caduto. Ma né io né lei potevamo sapere che sarei caduto così in basso da arrivare a udire i sussurri dei miei mostri più infimi. Continua a leggere…

RITORNO AD R.C. CON UN CONTO IN SOSPESO…

A causa di svariati problemi personali, durante le ultime settimane non ho potuto aggiornare questo blog ed occuparmi della community di creativi che, grazie al loro costante impegno, sostengono questa piccola nicchia di positività della rete. Non sono neanche riuscito a mantenere l’impegno annuale con il progetto Storie di Natale, ebook in evoluzione che ogni anno si colora di nuovi racconti. Anche se Natale è passato, mi preme ricominciare a trasmettere da questa postazione pubblicando la terza edizione digitale di questa simpatica raccolta. Potete scaricare gratuitamente l’ebook qui sotto.

Storie di Natale 2012

Inoltre, grazie al mitico Massimo Mangani, che proprio per il progetto Storie di Natale mi ha fatto pervenire un racconto di 101 parole, mi preme anche ricordare una delle tante pagine creative legate alla community, 101 Parole appunto. Il progetto, che consiste nel pubblicare storie della lunghezza di appena 101 parole appunto, si è fermato qualche mese fa ma non è affatto chiuso. Potete continuare a parteciparvi inviando il vostro raccontino, come ogni altro materiale che desiderate pubblicare, all’indirizzo info(at)willoworld.net.

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L’ULTIMO NATALE

SCRIVI ANCHE TU UN RACCONTO DI NATALE E INVIALO A INFO@WILLOWORLD.NET. VERRÀ PUBBLICATO NELLA NUOVA EDIZIONE DELL’EBOOK STORIE DI NATALE, IN USCITA PER LA PROSSIMA VIGILIA.

L’ULTIMO NATALE

di GM Willo

Il bambino chiese al padre del Natale. Ne aveva sentito parlare a scuola da un curioso professore di storia che la sapeva lunga, e quando lui aveva alzato la mano per chiedergli che cosa fosse, il maestro aveva scrollato le spalle e liquidato la questione dicendo che era qualcosa di assolutamente inutile che usavano fare gli Antichi.
Il bambino aveva sentito molto parlare degli Antichi, quelli che avevano i computer, le televisioni, le auto super veloci, gli aeroplani e le partite di calcio, tutte cose ormai scomparse da svariati secoli. Continua a leggere…

VILLI

“Villi” è un racconto lungo di Bruno Magnolfi illustrato da Giulia Tesoro. Giulia mi ha chiesto di fare una selezione delle sue illustrazioni, ma io ho preferito inserirle tutte, facendo si che il progetto diventasse qualcosa a metà strada tra un racconto illustrato e un fumetto. Clikkate sulle immagini per ingrandirle.

4 giugno – Villi.

Certe volte si pretendeva che tutto fosse chiaro e tranquillo, e intanto si sguazzava nella complicazione più alta senza riuscire a ritrovare il nesso delle cose. Si fingeva controllo, e c’era sempre chi riusciva ad essere più credibile di altri, ma in generale era evidente il vuoto atteggiarsi di molti, senza alcun aggancio al concreto. Tutto ciò permetteva una leggerezza e una facilità di pensiero superiori al normale, e in questo comportarsi uscivano fuori idee e spunti creativi, quasi a getto continuo. Le amicizie spesso erano finte o superficiali, ma in certi casi ci si aiutava a vicenda in modo insperato, senza chiedere niente, senza farsi neppure domande o porsi dei dubbi. Si sentiva che il cemento comune era la sconfitta continua dell’ovvietà, e si cercava di rifugiarsi tra le cose scontate solo a patto di coniugare questo comportamento con una dose massiccia di autoironia. Infine si cercava di essere veri, ed era rara la mancata sincerità, e in questo modo, anche da soli, si riusciva a sentirsi solidali con gli altri. Non si parlava quasi mai dell’amore, sentimento troppo egoistico, però ci si innamorava continuamente, e spesso delle persone sbagliate. Continua a leggere…

DISCENDO

Discendo…
nel buio vado a fondo e mi distendo –
e disteso…
sospeso e senza peso…
ripiego…
nella tana del mio ego –
e di tutto e di me stesso me ne frego –

Lasciandomi andare, rapire, trascinare…
dal sibilante vento dello scorrere del tempo…
mentre ascolto le odi che ammaliano il silenzio -
E tranquillo e rilassato…
mi fondo…
nelle stupefatte dosi che mi inietto -
inebriato e inetto e deliziato da delizioso amplesso -

E mi sento così triste solo quando emergo…
dal coma profondo dove mi ero perso…
tanto che mi dolgo dolente…
finchè di nuovo dolce ricasco…
nell’utero di un mare…
dove bramo di annegare -

Alex Crazy Horse – Altri Lavori

Immagine di http://www.flickr.com/photos/murplejane/  

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