LE MIE CITTÀ: Dublino

Intro

Con questa serie di brevi racconti vorrei rendere omaggio alle molte città in cui ho avuto il piacere di mettere piede durante la mia esistenza. Ovviamente l’intenzione non è quella di comporre una guida turistica con descrizione di monumenti e compagnia bella, ma di narrare aneddoti e ricordi che mi hanno visto protagonista ed hanno legato le mie rimembranze a determinate situazioni. Essendo la prima volta che mi cimento in narrazioni a carattere autobiografico, spero di non annoiare il mio rispettabilissimo pubblico, in caso contrario, pacatamente, serenamente ditelo e l’abbozzo!
Dunque, iniziamo…

Dublino
di Massimo Mangani

Dublino credo sia l’unica città al mondo dove anche un razionalista come me può convincersi che i fantasmi esistono davvero.
D’altronde cosa ci possiamo aspettare da un luogo dove il personaggio più importante è lo spettro di una pescivendola che nelle fredde e nebbiose notti invernali vaga per le strade gridando che i suoi molluschi vivi sono i migliori?
Difronte alla vecchia Molly Malone non ci sono O’ Connell o Michael Collins che tengano!
Attraversando il ponte sul fiume Liffey anch’ io una notte mi sono imbattuto in un fantasma anche se non credo fosse quello della vecchia Molly.
In realtà l’episodio potrebbe essere imputabile alle numerose Guinness tracannate quella sera, ma andiamo con ordine…

…Nonostante fosse la fine di Luglio una sottile pioggerella era caduta per tutta la giornata e la temperatura si era mantenuta intorno ai 10°…..una delizia per un italiano amante del caldo!
Al calar della notte, imbacuccato come un esquimese avevo deciso di trascorrere un po’ di tempo ascoltando della buona musica irlandese in qualche Pub di Temple Bar, mi ero infilato nel primo abbastanza carino che avevo trovato e lì mi ero imbattuto in un mio compagno di corso, un francese di nome Jean.
Ci eravamo offerti a vicenda le prime due bevute, dopodiché, già leggermente alticci avevamo deciso di lasciar perdere fisarmoniche, Tin Whistle e Bodhran e di intraprendere una peregrinazione notturna per le vie della città, come due novelli Ulisse alla ricerca di non si sa bene cosa.
Ricordo con piacere quella camminata: le lunghe discussioni con Jean spaziarono dal clima irlandese ai Partiti comunisti dei nostri rispettivi Paesi, ormai irreparabilmente in crisi!
La pioggia continuava a cadere incessante costringendoci ad indossare i cappucci degli impermeabili, rendendo così più difficoltosa la conversazione.
Ogni tanto (più ogni che tanto) ci infilavamo in un pub ed ordinavamo due “pint of Guinness” che sorseggiavamo continuando a discutere ad alta voce per sovrastare i canti pirateschi.
Pioggia, Marxismo-Leninismo e birra, una gran bella nottata non c’è che dire…
Quasi all’alba ci eravamo salutati con le ossa umide e le menti annebbiate, io avevo imboccato la strada per casa (o, viste le mie condizioni quella che ritenevo tale) e, una volta salito sull’ O’ Connell Bridge, fra la sottile nebbiolina azzurra avevo intravisto una figura nera, eterea, galleggiare nell’aria.
In questi anni ci ho ripensato spesso, fantasticando su chi potesse essere quel personaggio misterioso: Joyce? Oscar Wilde? o più semplicemente un pieno di buona e vecchia Guinness?

Massimo Mangani – Altri Lavori

Immagine di Karl Randay: http://www.flickr.com/photos/pixelherder/

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2 risposte a “LE MIE CITTÀ: Dublino

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