IL NATALE RITROVATO

Questo racconto è tratto dalla raccolta “Storie di Natale – Seconda Edizione”, scaricabile gratuitamente a questa pagina.

IL NATALE RITROVATO
di GM Willo

Quel natale Stefano non l’avrebbe passato a casa con i suoi, non dopo gli ultimi litigi con suo fratello, e le urla di sua madre che ancora facevano vibrare i bicchieri della tavola imbandita per la cena della vigilia. Il pandoro era rimasto intatto nel suo involucro di plastica, con lo zucchero a velo che penetrava lentamente dentro la sua superficie oleosa. Suo padre se n’era andato appena suo fratello Giacomo era uscito dal bagno, con i segni dell’ultimo sballo chimico dipinti sul volto. Non sopportava di vederlo in quelle condizioni, così se la svignava, convinto di averne il diritto. Sua madre invece faceva finta di nulla. Non riusciva ad accettare il fatto che il suo primogenito si facesse di eroina e non tollerava che il figlio più piccolo le ricordasse puntualmente quel dramma. Ma come poteva Stefano rimanere impassibile davanti alle ridicoli posizioni che suo fratello assumeva a tavola, il volto sporto in avanti con le palpebre abbassate, la sigaretta piena di cenere stretta tra le dita e un rivolo di bava che gli colava dalla bocca semiaperta… “È solo stanco…” spiegava la mamma, sforzandosi di sorridere. “No, sono io stanco….” pensava Stefano. “Stanco di fare parte di questa commedia! Ma questo natale non mi avrete…”
Doveva uscire, scappare, trovare un buco in cui rifugiarsi per non pensare. Ma dove, e soprattutto con chi? Era la sera della vigilia, con un tempo da lupi e neanche uno scampolo di programma. Eppure era sicuro di una cosa: non era il solo a pensarla così di quel natale.
Agguantò la cornetta e digitò il primo numero che gli venne in mente. I genitori di Gabriele avevano un piccolo appartamento sull’appennino. Due ore di macchina e sarebbero stati lontani da tutto, città, famiglie e messe di mezzanotte. “Pronto Gabri, ciao… senti, io non ce la faccio stasera. Ho bisogno di andar via…. Pensi di poterti far dare le chiavi di Gaggio?”
“Vai tranquillo, ne ho fatta una copia. Non si accorgeranno di nulla. Sono troppo presi dai loro affari… Passa quando vuoi, sono pronto.”
A loro si unirono Cesare e Mimmo, ognuno con i suoi problemi e un minimo bagaglio nello zaino. “Ho fregato una bottiglia di grappa dalle scorte del vecchio” affermò entusiasta Cesare, prendendo posto sul sedile posteriore della uno bianca. “Io invece ho un paio di bottiglie di birra..? replicò Mimmo. “Ma domani come facciamo? I negozi sono chiusi…”
“Qualcosa ci inventiamo, vai tranquillo. L’importante è andar via da questo casino…” disse Stefano ingranando la marcia.
A distanza di venti anni da quel natale, ognuno di quei quattro amici continua a ricordare quell’episodio come un momento di grande festa, questo perché lontano dalle loro famiglie erano riusciti ad afferrare il vero significato della tradizione natalizia, ovvero lo stare insieme alle persone care. I quattro amici, nel fuggire il natale, lo avevano ritrovato.

GM Willo – Altri Lavori

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